News | 3 Novembre 2026

Reflusso laringofaringeo negli anziani: è davvero così frequente? E perché? L’otorino risponde

Reflusso laringofaringeo negli anziani: è davvero così frequente? E perché? L’otorino risponde

BARI, OTTOBRE 2026 – Il reflusso laringofaringeo (LPR) è una condizione che può manifestarsi con raucedine, tosse cronica, sensazione di corpo estraneo in gola, necessità di schiarire frequentemente la voce e disturbi della deglutizione. Negli anziani, questi sintomi possono essere particolarmente difficili da riconoscere, perché spesso si sovrappongono a quelli di altre patologie tipiche dell’età avanzata. Ma perché il reflusso laringofaringeo sembra essere così frequente nella popolazione anziana? E quanto incidono l’invecchiamento fisiologico, le comorbidità e l’assunzione di numerosi farmaci?

Con l’avanzare dell’età possono modificarsi la motilità esofagea, la funzione degli sfinteri, la sensibilità delle vie aero-digestive e i meccanismi di protezione durante la deglutizione. A questi cambiamenti possono aggiungersi condizioni come obesità, diabete, disturbi neurologici, patologie respiratorie e politerapia farmacologica.

È importante, tuttavia, chiarire un aspetto: non tutti gli anziani che presentano tosse, raucedine o difficoltà a deglutire soffrono necessariamente di reflusso laringofaringeo. I sintomi possono avere molteplici cause e la diagnosi richiede un’attenta valutazione clinica.

Il tema è particolarmente rilevante in Italia, uno dei Paesi europei con la maggiore percentuale di popolazione anziana. Secondo l’ISTAT, al 1° gennaio 2025 le persone di almeno 65 anni rappresentavano il 24,7% della popolazione residente; le stime al 1° gennaio 2026 indicano un ulteriore aumento, fino al 25,1%. A Bari questa percentuale risulta anche più elevata rispetto al resto d’Italia ed è passata dal 25,7% nel 2024 al 26,2% nel 2025, fino al 26,6% nel 2026. Questo cambiamento demografico rende sempre più importante riconoscere e gestire correttamente i disturbi delle vie aero-digestive superiori nella terza età e comprendere il rapporto tra invecchiamento, comorbidità e reflusso.

Vediamo, attraverso dieci domande e risposte, quali sono i principali meccanismi coinvolti e quando è opportuno rivolgersi allo specialista.

 

1. Perché il reflusso laringofaringeo è un problema importante nella popolazione anziana?

Con l’avanzare dell’età aumenta la probabilità di sviluppare condizioni che possono favorire il reflusso o rendere più complessa la gestione dei sintomi. In alcune persone si osservano modificazioni della motilità esofagea, della funzione degli sfinteri e della coordinazione della deglutizione. Questi cambiamenti non si verificano necessariamente in tutti gli anziani, ma possono contribuire a rendere meno efficaci alcuni meccanismi di protezione.

Inoltre, la presenza contemporanea di più patologie può complicare il quadro clinico. Un paziente può soffrire, per esempio, di reflusso gastroesofageo, rinite cronica, diabete e disturbi respiratori, manifestando sintomi che si sovrappongono tra loro.

La letteratura scientifica suggerisce che il reflusso laringofaringeo negli anziani possa presentare caratteristiche differenti rispetto a quello osservato nei soggetti più giovani, sia per quanto riguarda i sintomi sia per alcuni parametri funzionali esofagei. Tuttavia, la prevalenza reale del reflusso laringo-faringeo nella popolazione anziana non è ancora definita con precisione. L’età, quindi, può rappresentare un elemento da considerare, ma non è sufficiente da sola per formulare una diagnosi.

2. Quali cambiamenti fisiologici dell’invecchiamento possono favorire il reflusso?

Con l’invecchiamento possono verificarsi modificazioni di diverse funzioni coinvolte nella protezione delle vie aero-digestive.

  1. Motilità esofagea: in alcuni anziani la progressione del contenuto attraverso l’esofago può diventare meno efficiente. Una ridotta clearance esofagea può prolungare il tempo durante il quale il materiale refluito rimane a contatto con la mucosa.
  2. Funzione degli sfinteri: gli sfinteri esofagei contribuiscono a regolare il passaggio del contenuto tra esofago, stomaco e faringe. Alterazioni funzionali possono ridurre l’efficacia della barriera antireflusso o dei meccanismi di protezione superiori.
  3. Deglutizione e protezione delle vie respiratorie: con l’età, soprattutto in presenza di patologie neurologiche o fragilità, la coordinazione della deglutizione può risultare compromessa. Questo fenomeno, noto come presbifagia quando legato ai cambiamenti fisiologici dell’invecchiamento, non coincide con la disfagia patologica, ma può rendere più vulnerabili alcuni pazienti.
  4. Percezione dei sintomi: la manifestazione clinica può essere meno evidente o diversa rispetto a quella dei soggetti giovani. L’assenza di bruciore retrosternale non esclude il reflusso, ma non consente nemmeno di attribuire automaticamente al reflusso altri sintomi.

Questi meccanismi possono contribuire al problema, ma devono essere valutati individualmente.

3. Quali comorbidità possono favorire o complicare il reflusso laringofaringeo negli anziani?

Le comorbidità rappresentano un elemento centrale nella valutazione dell’anziano con sospetto reflusso.

Tra le condizioni che meritano particolare attenzione troviamo:

  • obesità e sovrappeso: possono aumentare la pressione addominale e favorire il reflusso gastroesofageo;
  • diabete mellito: in alcuni pazienti, soprattutto quando è presente neuropatia autonomica, può contribuire a disturbi della motilità gastrointestinale;
  • patologie neurologiche: ictus, malattia di Parkinson e altre condizioni possono compromettere la coordinazione della deglutizione e la protezione delle vie respiratorie;
  • patologie respiratorie croniche: tosse e irritazione delle vie aeree possono coesistere con il reflusso, senza dimostrare necessariamente un rapporto causale;
  • disturbi del sonno e apnee ostruttive: possono complicare il quadro clinico e richiedere una valutazione integrata;
  • fragilità e ridotta mobilità: possono influenzare le abitudini alimentari, la postura dopo i pasti e la capacità di gestire correttamente la terapia.

La presenza di queste condizioni non significa che il paziente svilupperà necessariamente un reflusso laringofaringeo. Significa, piuttosto, che la valutazione deve essere più ampia e considerare l’interazione tra apparato digerente, sistema respiratorio, deglutizione e stato generale di salute.

4. Quali sintomi può provocare il reflusso laringofaringeo negli anziani?

I sintomi possono essere variabili e non sempre comprendono i disturbi digestivi classici.

Tra le manifestazioni più frequentemente riferite troviamo:

  • raucedine o modificazioni della voce;
  • tosse persistente;
  • bisogno frequente di schiarire la voce;
  • sensazione di nodo alla gola;
  • irritazione faringea;
  • eccesso di muco percepito in gola;
  • fastidio durante la deglutizione.

In alcuni pazienti possono comparire anche rigurgito, bruciore retrosternale o altri sintomi tipici del reflusso gastroesofageo. Negli anziani è importante non sottovalutare le modificazioni della voce, soprattutto se persistenti, perché possono dipendere anche da presbifonia, lesioni delle corde vocali, effetti di farmaci inalatori, patologie neurologiche o altre malattie laringee.

La raucedine non è una diagnosi di reflusso. È un sintomo che deve essere interpretato nel contesto clinico. Se compaiono difficoltà progressive a deglutire, dolore durante la deglutizione, perdita di peso involontaria o sangue, è necessario un approfondimento medico tempestivo.

5. Perché negli anziani il reflusso può essere confuso con altre malattie?

Perché molti disturbi tipici dell’età avanzata producono sintomi simili. La tosse cronica, per esempio, può essere associata a patologie respiratorie, rinite, rinosinusite, farmaci o reflusso. La raucedine può dipendere da alterazioni delle corde vocali, presbifonia, lesioni laringee o disturbi della coordinazione vocale.

Anche la sensazione di corpo estraneo in gola può avere origini differenti, comprese condizioni funzionali, disturbi della deglutizione e patologie locali. Inoltre, la presenza contemporanea di più malattie può rendere difficile individuare la causa principale dei sintomi.

Per questo motivo, le linee guida raccomandano di valutare le possibili cause alternative prima di attribuire tosse cronica, raucedine o altri disturbi extraesofagei al reflusso gastroesofageo.

La sola osservazione di arrossamento o edema della laringe durante la laringoscopia non è sufficiente per confermare una diagnosi di reflusso laringofaringeo. Una valutazione otorinolaringoiatrica può essere utile per esaminare la laringe, escludere altre patologie e orientare gli eventuali approfondimenti gastroenterologici.

6. Quali farmaci assunti dagli anziani possono influenzare il reflusso?

La politerapia è molto frequente nella popolazione anziana e può complicare la gestione del reflusso.

Alcune classi di farmaci possono ridurre la pressione dello sfintere esofageo inferiore o influenzare la motilità gastrointestinale. Tra queste, a seconda del principio attivo e delle condizioni del paziente, possono rientrare:

  • alcuni calcio-antagonisti;
  • alcuni nitrati;
  • farmaci con attività anticolinergica;
  • alcuni broncodilatatori;
  • oppioidi, che possono anche alterare la motilità esofagea.

È importante sottolineare che gli effetti variano tra i diversi farmaci e non tutti i pazienti sviluppano sintomi. Negli anziani bisogna inoltre considerare il rischio di interazioni farmacologiche e la necessità di rivalutare periodicamente l’intera terapia.

Gli inibitori di pompa protonica (PPI), spesso utilizzati per il reflusso, possono essere appropriati quando esiste una precisa indicazione clinica. Tuttavia, l’uso prolungato dovrebbe essere periodicamente rivalutato dal medico, soprattutto nei pazienti che assumono molti farmaci.

È importante ricordare che non bisogna sospendere o modificare autonomamente una terapia prescritta. Il medico può valutare se un farmaco contribuisca ai sintomi e se esistano alternative più appropriate.

7. Come si diagnostica il reflusso laringofaringeo in un paziente anziano?

La diagnosi richiede un approccio individualizzato, perché non esiste un singolo sintomo capace di confermare la malattia. Il percorso può comprendere diversi accertamenti.

  1. Visita otorinolaringoiatrica: permette di esaminare faringe e laringe, valutare le corde vocali e ricercare eventuali patologie alternative.
  2. Valutazione della deglutizione: se sono presenti tosse durante i pasti, episodi di soffocamento o sospetta disfagia, può essere necessario approfondire la funzione deglutitoria con esami specifici.
  3. Gastroscopia: può identificare esofagite, stenosi, esofago di Barrett e altre alterazioni. Un esame normale, tuttavia, non esclude necessariamente la presenza di reflusso.
  4. pH-impedenziometria esofagea: può documentare gli episodi di reflusso e caratterizzarli in base alla loro composizione e alla loro relazione temporale con i sintomi.

Gli accertamenti devono essere scelti in base al quadro clinico e alla domanda diagnostica. Non tutti gli anziani con raucedine necessitano degli stessi esami. Quando i sintomi sono esclusivamente laringei e mancano bruciore o rigurgito tipici, è particolarmente importante valutare le cause alternative e considerare un accertamento oggettivo del reflusso prima di iniziare trattamenti prolungati.

8. Come si tratta il reflusso laringofaringeo negli anziani?

Il trattamento dipende dalla causa dei sintomi, dalla presenza di reflusso documentato, dalle comorbidità e dai farmaci assunti.

Modifiche dello stile di vita: possono includere pasti meno abbondanti, evitare di coricarsi nelle 2-3 ore successive alla cena, individuare gli alimenti che provocano sintomi e, quando indicato, ridurre il peso corporeo.

Terapia farmacologica: gli inibitori di pompa protonica possono essere indicati in presenza di reflusso acido documentato o di un quadro clinico appropriato. Non sono però una soluzione universale per ogni sintomo della gola, soprattutto quando non esistono prove che il reflusso sia responsabile. Gli alginati possono essere presi in considerazione in alcuni pazienti, a seconda del quadro clinico e delle formulazioni disponibili.

Trattamento delle condizioni associate: se sono presenti rinite, rinosinusite, disturbi della voce o disfagia, è importante trattare anche queste condizioni.

Rivalutazione della terapia: negli anziani è particolarmente importante verificare periodicamente l’efficacia dei farmaci, le possibili interazioni e la necessità di proseguire il trattamento.

L’obiettivo non è prescrivere più farmaci, ma individuare il trattamento più appropriato per il singolo paziente.

9. Perché la gestione del reflusso negli anziani richiede particolare attenzione alle comorbidità?

Perché il successo del trattamento dipende spesso dall’intero quadro clinico, non soltanto dal reflusso. Un paziente con diabete, obesità e politerapia può avere esigenze differenti rispetto a una persona anziana autonoma, senza patologie rilevanti. Analogamente, un paziente con malattia di Parkinson e difficoltà di deglutizione richiede un percorso diverso da quello di una persona che presenta soltanto bruciore retrosternale e rigurgito.

La presenza di più comorbidità può inoltre influenzare:

  • la scelta dei farmaci;
  • il rischio di interazioni;
  • la tollerabilità del trattamento;
  • la capacità di seguire le indicazioni alimentari;
  • la necessità di valutare la deglutizione;
  • la frequenza dei controlli clinici.

La letteratura dedicata agli anziani con LPR evidenzia proprio l’importanza di considerare la politerapia, le possibili interazioni e le differenze nella presentazione clinica rispetto ai pazienti più giovani. Per questo è utile un approccio multidisciplinare quando necessario, con il coinvolgimento di otorinolaringoiatra, medico curante, gastroenterologo e altri specialisti in base alle patologie associate.

10. Quando è opportuno rivolgersi a un otorinolaringoiatra?

Una valutazione otorinolaringoiatrica è indicata quando compaiono disturbi persistenti della gola o della voce, soprattutto se interferiscono con la qualità della vita.

È opportuno approfondire in particolare:

  • raucedine persistente o progressiva;
  • tosse cronica senza una causa chiara;
  • frequente necessità di schiarire la voce;
  • sensazione persistente di nodo alla gola;
  • dolore o fastidio faringeo ricorrente;
  • difficoltà a deglutire;
  • sintomi che non migliorano nonostante un trattamento appropriato.

Negli anziani è importante non attribuire automaticamente questi disturbi all’età o al reflusso. La visita può consentire di esaminare la laringe, valutare le corde vocali e orientare gli eventuali approfondimenti.
Bisogna sempre ricordare che in presenza di difficoltà respiratoria, incapacità di deglutire la saliva o segni di ostruzione delle vie respiratorie, è necessaria una valutazione urgente. Anche una difficoltà deglutitoria nuova e improvvisa, soprattutto se accompagnata da alterazioni neurologiche, richiede assistenza immediata.


Ricorda:

Il reflusso laringofaringeo negli anziani è un problema clinico complesso, nel quale possono interagire cambiamenti fisiologici legati all’età, alterazioni della motilità esofagea, comorbidità e politerapia farmacologica. L’invecchiamento della popolazione italiana rende questo tema sempre più rilevante anche nella pratica otorinolaringoiatrica. Tuttavia, non è corretto considerare il reflusso laringofaringeo una conseguenza inevitabile dell’età avanzata, né attribuire automaticamente al reflusso ogni episodio di tosse, raucedine o difficoltà a deglutire.

La corretta gestione parte da una diagnosi accurata, dalla ricerca delle possibili cause alternative e dalla valutazione delle patologie concomitanti. Il trattamento deve essere personalizzato, prestando particolare attenzione alle interazioni farmacologiche e alla necessità di evitare terapie non giustificate.

Per gli anziani che presentano disturbi persistenti della gola, una valutazione otorinolaringoiatrica può contribuire a distinguere il reflusso da altre condizioni anche pericolose e a definire un percorso diagnostico appropriato. Anche a Bari, come nel resto d’Italia, l’obiettivo deve essere quello di promuovere una gestione consapevole dei disturbi delle vie aero-digestive superiori, con particolare attenzione alla qualità della vita, alla sicurezza dei trattamenti e alle esigenze individuali della popolazione anziana.

Ascolta il tuo medico. La miglior difesa per te e per la tua salute è lui: un medico di cui ti fidi.

📚 Approfondimenti sul reflusso

Scopri tutti gli articoli dedicati al reflusso laringo-faringeo.

Reflusso: cos’è e chi colpisce

Alimentazione, sport e stile di vita

Fattori che possono influenzare il reflusso

Sintomi e patologie associate

Reflusso, apparato digerente e microbiota

Farmaci, dispositivi e nuove terapie

Diagnosi, linee guida e ricerca

dispositivi otorino bambini
dispositivi otorino adulti

Tags:

paolo petrone
L'autore

Il Dott. Paolo Petrone è un medico, specialista in otorinolaringoiatria e chirurgia di testa e collo. Docente universitario abilitato a Professore Associato di Otorinolaringoiatria e Audiologia e membro di diverse società medico-scientifiche di calibro nazionale e internazionale. È appassionato di tecnologia e utilizza con spirito critico le tecnologie dell’informazione per fare divulgazione scientifica e diffondere innovazione digitale.

Ha realizzato numerosi progetti tra cui, tra il 2017 e il 2019, una raccolta di quasi 20.000 firme che hanno contribuito alla stesura di un progetto di legge con successiva promulgazione in legge dello Stato (L. n.10 del 10/02/2020: “Norme in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica”).

Ha collaborato e collabora ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali italiani e stranieri ed è autore e co-autore di articoli scientifici di ricerca nel campo delle patologie otorinolaringoiatriche, di presentazioni a congressi scientifici italiani e stranieri e di testi divulgativi a contenuto scientifico.

Nel 2022 è stato autore della Relazione Ufficiale del 108° Congresso Nazionale della SIOeChCF – Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale: “Otorhinolaryngologists’ role in the management of epidemic respiratory human infectious disease COVID-19″. La Relazione è stata pubblicata sulla rivista scientifica “Acta Otorhinolaryngologica Italica” (Journal Impact Factor: 2.618).

Riceve per appuntamento a Bari e Bitonto (Bari), ed esegue teleconsulti medici specialistici online.

Chiamaci su Whatsapp