News | 4 Agosto 2026

Sostanze acidificanti negli alimenti e negli integratori: le 50 più diffuse che possono peggiorare il reflusso laringo-faringeo

Sostanze acidificanti negli alimenti e negli integratori: le 50 più diffuse che possono peggiorare il reflusso laringo-faringeo

BARI, AGOSTO 2026 – Il reflusso laringo-faringeo (LPR) rappresenta una delle principali cause di infiammazione cronica della gola, raucedine, tosse persistente, necessità di schiarirsi continuamente la voce, sensazione di corpo estraneo in gola e catarro retronasale. Molti pazienti ritengono che il problema dipenda esclusivamente dagli alimenti “acidi” ingeriti con l’alimentazione, come agrumi o pomodori. E a Bari e in tutta la Puglia, dove la tradizione enogastronomica è parte integrante della cultura e della vita sociale, conoscere il rapporto tra alimentazione e reflusso può sembrare particolarmente importante. Ma in realtà, la situazione è molto più complessa.

L’industria alimentare utilizza centinaia di additivi con funzioni tecnologiche differenti. Tra questi, numerose sostanze acidificanti, correttori di acidità, conservanti e ingredienti impiegati anche negli integratori alimentari (farmaci compresi) possono aumentare l’acidità gastrica, favorire la secrezione di acido o abbassare il pH degli alimenti, contribuendo indirettamente a peggiorare i sintomi del reflusso in soggetti predisposti.

Questo non significa che tali sostanze siano pericolose o da eliminare completamente dalla dieta. Sono infatti autorizzate dalle autorità sanitarie e considerate sicure alle dosi consentite. Tuttavia, nei pazienti affetti da reflusso gastro-esofageo e soprattutto da reflusso laringo-faringeo, una loro assunzione frequente può rappresentare uno dei tanti fattori che contribuiscono alla persistenza dei sintomi.

Conoscere queste sostanze aiuta a leggere correttamente le etichette e a fare scelte alimentari più consapevoli.

 

Che cosa sono gli acidificanti alimentari?

Gli acidificanti sono additivi utilizzati per abbassare il pH degli alimenti, migliorarne il sapore, aumentarne la conservazione e limitare la crescita dei microrganismi.

Sono presenti in:

  • bibite gassate
  • bevande energetiche
  • succhi di frutta
  • yogurt
  • caramelle
  • integratori effervescenti
  • vitamine
  • bevande proteiche
  • snack confezionati.

Perché possono peggiorare il reflusso laringo-faringeo?

Un alimento molto acido non provoca necessariamente il reflusso, ma può:

  • aumentare l’acidità del contenuto gastrico;
  • irritare una mucosa già infiammata;
  • favorire l’attivazione della pepsina, uno dei principali responsabili del danno nel reflusso laringo-faringeo;
  • aumentare il bruciore nei soggetti sensibili.

Nei pazienti con reflusso laringo-faringeo il problema è spesso l’esposizione ripetuta durante tutta la giornata.

Anche gli integratori possono essere ricchi di acidificanti?

Sì. Molti integratori contengono:

  • vitamina C sotto forma di acido ascorbico;
  • compresse effervescenti;
  • aminoacidi acidificati;
  • aromi agli agrumi;
  • correttori di acidità.

Molti pazienti assumono quotidianamente questi prodotti senza considerare il loro potenziale effetto irritativo.

Quali sono le 50 sostanze più diffuse?

Per favorire la maggiore conoscenza di questo argomento, pubblichiamo qui l’elenco delle 50 sostanze che maggiormente influenzano il pH all’interno degli acidificanti alimentari.

Acidificanti

  1. Acido citrico (E330)
  2. Acido ascorbico (E300)
  3. Acido fosforico (E338)
  4. Acido malico (E296)
  5. Acido lattico (E270)
  6. Acido tartarico (E334)
  7. Acido acetico (E260)
  8. Acido fumarico (E297)
  9. Acido succinico (E363)
  10. Acido gluconico (E574)
  11. Acido adipico (E355)
  12. Acido sorbico (E200)
  13. Acido benzoico (E210)
  14. Acido carbonico
  15. Acido pirrolidon carbossilico
  16. Acido ortofosforico
  17. Acido alginico
  18. Acido propionico
  19. Acido deidroacetico
  20. Acido eritorbico

Sali acidificanti

  1. Citrato di sodio
  2. Citrato di potassio
  3. Citrato di calcio
  4. Fosfato monosodico
  5. Fosfato monopotassico
  6. Fosfato dipotassico
  7. Fosfato disodico
  8. Bifosfato di sodio
  9. Lattato di sodio
  10. Lattato di calcio

Conservanti con azione acidificante

  1. Sorbato di potassio
  2. Benzoato di sodio
  3. Propionato di calcio
  4. Propionato di sodio
  5. Nitrito di sodio
  6. Nitrato di sodio
  7. Nitrito di potassio
  8. Nitrato di potassio
  9. Solfiti
  10. Metabisolfito di sodio

Ingredienti frequentemente presenti negli integratori

  1. Acido ascorbico concentrato
  2. Vitamina C tamponata con citrati
  3. Creatina aromatizzata con acido citrico
  4. Aminoacidi in bevande acidificate
  5. Magnesio effervescente
  6. Potassio effervescente
  7. Calcio effervescente
  8. Multivitaminici effervescenti
  9. Bevande isotoniche acidificate
  10. Preparati elettrolitici con acido citrico e acido malico

Quali alimenti ne contengono maggiormente?

Le categorie più ricche sono:

  • bibite a base di coca-cola;
  • energy drink;
  • tè freddi;
  • bevande sportive;
  • succhi industriali;
  • yogurt aromatizzati;
  • caramelle;
  • chewing gum;
  • gelatine;
  • snack confezionati;
  • salumi;
  • conserve;
  • salse pronte.

Le bevande gassate sono un problema per chi soffre di reflusso laringo-faringeo?

Sì. Le bibite gassate associano spesso:

  • acido fosforico;
  • acido citrico;
  • anidride carbonica.

Questa combinazione aumenta l’acidità della bevanda e favorisce la distensione gastrica, che può aumentare gli episodi di reflusso.

Tutte queste sostanze devono essere eliminate in chi soffre di reflusso laringo-faringeo?

Assolutamente no. Sono additivi autorizzati e sicuri.

Il problema riguarda soprattutto:

  • pazienti con reflusso persistente;
  • consumo ripetuto durante la giornata;
  • associazione di numerosi prodotti industriali;
  • associazione ad altri alimenti acidi nell’arco dello stesso pasto.

Come riconoscerle leggendo l’etichetta?

Occorre cercare parole come:

  • acidificante;
  • correttore di acidità;
  • conservante;
  • regolatore di acidità.

Spesso sono indicate con il nome chimico oppure con il codice europeo “E”.

Esistono alimenti naturalmente acidi ma poco problematici per il reflusso laringo-faringeo?

Sì. Molti alimenti naturali possiedono un pH basso ma sono ricchi di sostanze protettive.

L’effetto sul reflusso dipende:

  • dalla quantità;
  • dal momento della giornata;
  • dalla sensibilità individuale;
  • dalla presenza contemporanea di grassi;
  • dalla velocità di svuotamento gastrico.

Come ridurre l’esposizione agli acidificanti?

È consigliabile:

  • preferire alimenti freschi;
  • limitare bevande industriali;
  • scegliere integratori non effervescenti quando possibile;
  • leggere sempre le etichette;
  • evitare di assumere continuamente bevande acide durante la giornata;
  • discutere con il proprio medico o nutrizionista la reale necessità degli integratori.


Ricorda:

Il reflusso laringo-faringeo è una patologia multifattoriale e non dipende esclusivamente dalla quantità di acido prodotta dallo stomaco. Tuttavia, l’esposizione quotidiana a numerosi alimenti e integratori ricchi di acidificanti e conservanti può contribuire a mantenere un ambiente gastrico più acido e a favorire la riattivazione della pepsina, elemento centrale nel danno delle mucose delle alte vie respiratorie.

Imparare a leggere le etichette e riconoscere gli additivi più comuni rappresenta uno strumento semplice ma efficace per ridurre il carico complessivo di sostanze potenzialmente irritanti. Nella maggior parte dei casi non è necessario eliminarle del tutto, bensì limitarne il consumo frequente, privilegiando una dieta ricca di alimenti freschi e poco processati. Nei pazienti con sintomi persistenti di reflusso laringo-faringeo, un percorso diagnostico e terapeutico personalizzato, seguito da uno specialista in otorinolaringoiatria, consente di integrare le modifiche alimentari con le strategie terapeutiche più appropriate, migliorando significativamente la qualità di vita.

Ascolta il tuo medico. La miglior difesa per te e per la tua salute è lui: un medico di cui ti fidi.


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paolo petrone
L'autore

Il Dott. Paolo Petrone è un medico, specialista in otorinolaringoiatria e chirurgia di testa e collo. Docente universitario abilitato a Professore Associato di Otorinolaringoiatria e Audiologia e membro di diverse società medico-scientifiche di calibro nazionale e internazionale. È appassionato di tecnologia e utilizza con spirito critico le tecnologie dell’informazione per fare divulgazione scientifica e diffondere innovazione digitale.

Ha realizzato numerosi progetti tra cui, tra il 2017 e il 2019, una raccolta di quasi 20.000 firme che hanno contribuito alla stesura di un progetto di legge con successiva promulgazione in legge dello Stato (L. n.10 del 10/02/2020: “Norme in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica”).

Ha collaborato e collabora ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali italiani e stranieri ed è autore e co-autore di articoli scientifici di ricerca nel campo delle patologie otorinolaringoiatriche, di presentazioni a congressi scientifici italiani e stranieri e di testi divulgativi a contenuto scientifico.

Nel 2022 è stato autore della Relazione Ufficiale del 108° Congresso Nazionale della SIOeChCF – Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale: “Otorhinolaryngologists’ role in the management of epidemic respiratory human infectious disease COVID-19″. La Relazione è stata pubblicata sulla rivista scientifica “Acta Otorhinolaryngologica Italica” (Journal Impact Factor: 2.618).

Riceve per appuntamento a Bari e Bitonto (Bari), ed esegue teleconsulti medici specialistici online.

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