
BARI, AGOSTO 2026 – Il reflusso laringo-faringeo (LPR) rappresenta una delle principali cause di infiammazione cronica della gola, raucedine, tosse persistente, necessità di schiarirsi continuamente la voce, sensazione di corpo estraneo in gola e catarro retronasale. Molti pazienti ritengono che il problema dipenda esclusivamente dagli alimenti “acidi” ingeriti con l’alimentazione, come agrumi o pomodori. E a Bari e in tutta la Puglia, dove la tradizione enogastronomica è parte integrante della cultura e della vita sociale, conoscere il rapporto tra alimentazione e reflusso può sembrare particolarmente importante. Ma in realtà, la situazione è molto più complessa.
L’industria alimentare utilizza centinaia di additivi con funzioni tecnologiche differenti. Tra questi, numerose sostanze acidificanti, correttori di acidità, conservanti e ingredienti impiegati anche negli integratori alimentari (farmaci compresi) possono aumentare l’acidità gastrica, favorire la secrezione di acido o abbassare il pH degli alimenti, contribuendo indirettamente a peggiorare i sintomi del reflusso in soggetti predisposti.
Questo non significa che tali sostanze siano pericolose o da eliminare completamente dalla dieta. Sono infatti autorizzate dalle autorità sanitarie e considerate sicure alle dosi consentite. Tuttavia, nei pazienti affetti da reflusso gastro-esofageo e soprattutto da reflusso laringo-faringeo, una loro assunzione frequente può rappresentare uno dei tanti fattori che contribuiscono alla persistenza dei sintomi.
Conoscere queste sostanze aiuta a leggere correttamente le etichette e a fare scelte alimentari più consapevoli.
Che cosa sono gli acidificanti alimentari?
Gli acidificanti sono additivi utilizzati per abbassare il pH degli alimenti, migliorarne il sapore, aumentarne la conservazione e limitare la crescita dei microrganismi.
Sono presenti in:
- bibite gassate
- bevande energetiche
- succhi di frutta
- yogurt
- caramelle
- integratori effervescenti
- vitamine
- bevande proteiche
- snack confezionati.
Perché possono peggiorare il reflusso laringo-faringeo?
Un alimento molto acido non provoca necessariamente il reflusso, ma può:
- aumentare l’acidità del contenuto gastrico;
- irritare una mucosa già infiammata;
- favorire l’attivazione della pepsina, uno dei principali responsabili del danno nel reflusso laringo-faringeo;
- aumentare il bruciore nei soggetti sensibili.
Nei pazienti con reflusso laringo-faringeo il problema è spesso l’esposizione ripetuta durante tutta la giornata.
Anche gli integratori possono essere ricchi di acidificanti?
Sì. Molti integratori contengono:
- vitamina C sotto forma di acido ascorbico;
- compresse effervescenti;
- aminoacidi acidificati;
- aromi agli agrumi;
- correttori di acidità.
Molti pazienti assumono quotidianamente questi prodotti senza considerare il loro potenziale effetto irritativo.
Quali sono le 50 sostanze più diffuse?
Per favorire la maggiore conoscenza di questo argomento, pubblichiamo qui l’elenco delle 50 sostanze che maggiormente influenzano il pH all’interno degli acidificanti alimentari.
Acidificanti
- Acido citrico (E330)
- Acido ascorbico (E300)
- Acido fosforico (E338)
- Acido malico (E296)
- Acido lattico (E270)
- Acido tartarico (E334)
- Acido acetico (E260)
- Acido fumarico (E297)
- Acido succinico (E363)
- Acido gluconico (E574)
- Acido adipico (E355)
- Acido sorbico (E200)
- Acido benzoico (E210)
- Acido carbonico
- Acido pirrolidon carbossilico
- Acido ortofosforico
- Acido alginico
- Acido propionico
- Acido deidroacetico
- Acido eritorbico
Sali acidificanti
- Citrato di sodio
- Citrato di potassio
- Citrato di calcio
- Fosfato monosodico
- Fosfato monopotassico
- Fosfato dipotassico
- Fosfato disodico
- Bifosfato di sodio
- Lattato di sodio
- Lattato di calcio
Conservanti con azione acidificante
- Sorbato di potassio
- Benzoato di sodio
- Propionato di calcio
- Propionato di sodio
- Nitrito di sodio
- Nitrato di sodio
- Nitrito di potassio
- Nitrato di potassio
- Solfiti
- Metabisolfito di sodio
Ingredienti frequentemente presenti negli integratori
- Acido ascorbico concentrato
- Vitamina C tamponata con citrati
- Creatina aromatizzata con acido citrico
- Aminoacidi in bevande acidificate
- Magnesio effervescente
- Potassio effervescente
- Calcio effervescente
- Multivitaminici effervescenti
- Bevande isotoniche acidificate
- Preparati elettrolitici con acido citrico e acido malico
Quali alimenti ne contengono maggiormente?
Le categorie più ricche sono:
- bibite a base di coca-cola;
- energy drink;
- tè freddi;
- bevande sportive;
- succhi industriali;
- yogurt aromatizzati;
- caramelle;
- chewing gum;
- gelatine;
- snack confezionati;
- salumi;
- conserve;
- salse pronte.
Le bevande gassate sono un problema per chi soffre di reflusso laringo-faringeo?
Sì. Le bibite gassate associano spesso:
- acido fosforico;
- acido citrico;
- anidride carbonica.
Questa combinazione aumenta l’acidità della bevanda e favorisce la distensione gastrica, che può aumentare gli episodi di reflusso.
Tutte queste sostanze devono essere eliminate in chi soffre di reflusso laringo-faringeo?
Assolutamente no. Sono additivi autorizzati e sicuri.
Il problema riguarda soprattutto:
- pazienti con reflusso persistente;
- consumo ripetuto durante la giornata;
- associazione di numerosi prodotti industriali;
- associazione ad altri alimenti acidi nell’arco dello stesso pasto.
Come riconoscerle leggendo l’etichetta?
Occorre cercare parole come:
- acidificante;
- correttore di acidità;
- conservante;
- regolatore di acidità.
Spesso sono indicate con il nome chimico oppure con il codice europeo “E”.
Esistono alimenti naturalmente acidi ma poco problematici per il reflusso laringo-faringeo?
Sì. Molti alimenti naturali possiedono un pH basso ma sono ricchi di sostanze protettive.
L’effetto sul reflusso dipende:
- dalla quantità;
- dal momento della giornata;
- dalla sensibilità individuale;
- dalla presenza contemporanea di grassi;
- dalla velocità di svuotamento gastrico.
Come ridurre l’esposizione agli acidificanti?
È consigliabile:
- preferire alimenti freschi;
- limitare bevande industriali;
- scegliere integratori non effervescenti quando possibile;
- leggere sempre le etichette;
- evitare di assumere continuamente bevande acide durante la giornata;
- discutere con il proprio medico o nutrizionista la reale necessità degli integratori.
Ricorda:
- il reflusso laringo-faringeo è una malattia diversa dal reflusso gastro-esofageo: è una malattia di recente definizione scientifica, è più subdola e meno evidente del reflusso gastro-esofageo e non tutti i medici la conoscono o sono esperti nella sua gestione;
- il reflusso peggiora con l’inverno: presta particolare attenzione all’alimentazione e alla sedentarietà;
- il reflusso non colpisce solo adulti e anziani: è una patologia che interessa anche gli sportivi (che fanno immersioni subacquee), che interessa anche i bambini, gli adolescenti, le donne in gravidanza e anche i neonati e che può mimare condizioni particolarmente serie come la laringomalacia;
- la chirurgia non è sempre la soluzione a tutto: patologie come i polipi delle corde vocali, i tonsilloliti, come il russamento notturno, la sleep apnea o l’ipertrofia dei turbinati possono avere una correlazione con il reflusso laringo-faringeo e per questo motivo necessitano prima di un corretto inquadramento e di una corretta diagnosi che rappresenta sempre il primo passo per curare molti disturbi di orecchio, naso e gola, sia nei pazienti adulti che nei bambini;
- anche la gastroscopia non è sempre la risposta a tutto: è indicata solo in specifiche condizioni gastroenterologiche e non per la diagnosi del reflusso laringo-faringeo;
- la presenza di patologie gastriche come l’infezione da Helicobacter Pylori può spiegare l’assenza di miglioramento in molti pazienti affetti da reflusso: ecco perché è fondamentale un approccio globale a questa patologia che non si fermi alla sola valutazione delle corde vocali;
- la cura del microbioma intestinale può avere un ruolo importante: la disbiosi infatti può favorire il reflusso per mezzo di diversi meccanismi;
- non assumere terapie antibiotiche con semplicità alla prima febbre o al primo mal di gola: l’abuso degli antibiotici è tipico delle regioni del Sud, ma assumere l’antibiotico senza motivo per un mal di gola può esporre te o il tuo bambino ai rischi dell’assunzione di un farmaco (fotosensibilità, reazioni allergiche, shock anafilattico, etc) senza aiutarti a risolvere una infezione delle alte vie respiratorie che in realtà potrebbe dipendere da altro (reflusso laringo-faringeo, alga tossica, faringite di origine virale, da COVID-19, etc.);
- non somministrare a te stesso o ai tuoi bambini antinfiammatori o antipiretici con semplicità per curare il tuo mal di gola: anche questi farmaci non sono scevri da effetti collaterali indesiderati se assunti senza motivo;
- per prevenire episodi ricorrenti di infezioni a carico delle alte vie respiratorie segui i consigli del tuo otorino di fiducia: lavaggi nasali, haloterapia, ma anche cure termali, immunostimolanti e probiotici possono avere il loro razionale in pazienti pediatrici o adulti più fragili;
- lavora (e molto) sullo stile di vita, in particolar modo se vivi in aree geografiche con una particolare tradizione enogastronomica (come nel sud Italia, nella Puglia e a Bari): alimentazione (zucchero, pane, cioccolato, caffè, tipo di acqua, latte e lattosio, etc.), farmaci biologici innovativi per la cura dell’obesità, farmaci assunti per patologie croniche, abitudini di vita, fattori emozionali e stress influiscono (tanto) sul rapporto che il cervello ha con gli altri organi (con il sistema immunitario, con il sistema digerente, etc.);
- non tutti i farmaci per il reflusso sono uguali: Riopan, Gaviscon, Maalox, ognuno di essi contiene dei principi attivi differenti utili per raggiungere obiettivi diversi, non assumerli a caso;
- l’effetto degli inibitori di pompa protonica (PPI) non è uguale in tutti i pazienti: fare ricorso a nuove terapie per il reflusso (terapie sperimentali e terapie già in commercio come il Fexuprazan) non è stato ancora sufficientemente studiato per la gestione del reflusso laringo-faringeo;
- chi segue una terapia per il reflusso non deve necessariamente seguirla a vita: se segui un corretto stile di vita potrai pian piano evitare di assumere terapie;
- di fronte ad una malattia di cui non hai mai sentito parlare, non aver timore, sii scettico e fai domande al tuo medico: perché facciamo questo esame? è necessario? da cosa è determinata questa malattia? quali sono gli effetti collaterali di questo medicinale? e per quanto tempo devo prenderlo? ci sono rischi? dovrò fare un intervento?
- dopo essere stato dal tuo medico, chiediti: ha ascoltato pazientemente le mie preoccupazioni? mi ha spiegato adeguatamente le cure necessarie? era un buon comunicatore? mi guardava negli occhi mentre parlavamo? era empatico, paziente, affabile e professionale?
- se il medico non risponde alle tue domande: non aver timore di cambiare medico e chiedere un secondo o un terzo parere;
- non cercare le tue risposte sul Dr. Google: i meccanismi di indicizzazione di un argomento sui motori di ricerca presenti nel web seguono algoritmi che non corrispondono alla logica prevista dalla scienza medica e potrebbero darti false speranze o facili illusioni su un problema che magari non è associato al tuo quadro clinico, facendoti spaventare senza motivo o facendoti sottovalutare un problema che magari può essere molto serio.
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L'autore
Il Dott. Paolo Petrone è un medico, specialista in otorinolaringoiatria e chirurgia di testa e collo. Docente universitario abilitato a Professore Associato di Otorinolaringoiatria e Audiologia e membro di diverse società medico-scientifiche di calibro nazionale e internazionale. È appassionato di tecnologia e utilizza con spirito critico le tecnologie dell’informazione per fare divulgazione scientifica e diffondere innovazione digitale.
Ha realizzato numerosi progetti tra cui, tra il 2017 e il 2019, una raccolta di quasi 20.000 firme che hanno contribuito alla stesura di un progetto di legge con successiva promulgazione in legge dello Stato (L. n.10 del 10/02/2020: “Norme in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica”).
Ha collaborato e collabora ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali italiani e stranieri ed è autore e co-autore di articoli scientifici di ricerca nel campo delle patologie otorinolaringoiatriche, di presentazioni a congressi scientifici italiani e stranieri e di testi divulgativi a contenuto scientifico.
Nel 2022 è stato autore della Relazione Ufficiale del 108° Congresso Nazionale della SIOeChCF – Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale: “Otorhinolaryngologists’ role in the management of epidemic respiratory human infectious disease COVID-19″. La Relazione è stata pubblicata sulla rivista scientifica “Acta Otorhinolaryngologica Italica” (Journal Impact Factor: 2.618).
Riceve per appuntamento a Bari e Bitonto (Bari), ed esegue teleconsulti medici specialistici online.
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