
BARI, MAGGIO 2025 – Il caffè è una delle bevande più amate al mondo, apprezzato per il suo aroma intenso e l’effetto stimolante. Tuttavia, per molte persone, il piacere di una tazzina può trasformarsi rapidamente in disagio a causa dell’acidità di stomaco e del reflusso laringo-faringeo.
Ma qual è il vero rapporto tra il caffè e i disturbi gastrici? E il caffè è davvero un problema per chi soffre di reflusso laringo-faringeo? E che alternative ci sono al caffè per chi soffre di reflusso? Queste sono alcune delle domande più comuni che i pazienti fanno allo specialista otorino, quando scoprono di dover limitare l’assunzione di questa bevanda nella propria dieta. Cerchiamo di scoprirne di più in questo articolo.
In che modo il caffè può dare problemi allo stomaco e causare reflusso?
Il primo passo da cui partire è sapere che il chicco del caffè è il frutto di una pianta. Questo frutto potrà presentare caratteristiche organolettiche differenti a seconda della variante di pianta che lo produce. E la pianta cambia le proprie caratteristiche a seconda della zona geografica e delle caratteristiche del terreno in cui cresce (Papua Nuova Guinea, Brasile, Sumatra, Honduras, Perù, Guatemala, Colombia, Etiopia). Questo spiega perché, a seconda del caffè che assumiamo, gli effetti potranno essere diversi.
Nel mondo si contano fino a 25 sottospecie di caffè diverse. Il caffè più comune appartiene alla variante “arabica”. Oltre il 60% del caffè in tutto il mondo è prodotto da questa varietà. I chicchi di questa variante in forma pura sono già di per sé leggermente acidi e possono essere responsabili di reflusso laringo-faringeo con fastidio alla gola, tosse stizzosa, sensazione di corpo estraneo, ma sono disponibili a loro volta in una serie di sottovarietà sia in termini di aroma e gusto che in termini di progressivo aumento dell’acidità (il “maracatu” è il più acido tra tutti). A questo si aggiunge che il caffè di arabica non solo cambia il proprio sapore se è caldo o freddo (il gusto dei chicchi diminuisce se il caffè si raffredda), ma il calore contribuisce anche a variarne l’acidità stessa.
Un’altra variante molto famosa, la seconda più diffusa al mondo, è la variante “robusta”. È una variante che ha una bassissima percentuale di acidità. Purtroppo, però, questa variante ha un’elevata percentuale di caffeina, quasi doppia rispetto all’arabica, che preserva la pianta da tantissime malattie, ma che è responsabile di reflusso laringo-faringeo con mal di gola, tosse, abbassamento della voce e altri sintomi tipici del reflusso.
A queste varianti se ne aggiungono molte altre meno diffuse e più di nicchia, che presentano caratteristiche variabili in termini di acidità, di dolcezza, di corposità, e così via. Purtroppo, però, nella maggior parte dei casi, tutte queste varianti sono spesso molto costose e vengono distribuite e commercializzate in miscele, per mitigarne i costi oltre che le caratteristiche di gusto e aroma, il che rende ancora più difficoltoso riconoscerne a priori il tasso di caffeina, o l’acidità che ne deriva.
Perché il caffè e la caffeina causano acidità e reflusso laringo-faringeo?
Il caffè può causare problemi di reflusso in diversi modi:
- per l’acidità intrinseca che contiene: e se assunto a stomaco vuoto può irritare particolarmente la mucosa gastrica;
- per i livelli di caffeina che stimolano la produzione di acidità: la caffeina contenuta nel caffè, così come in altre bevande (tè, Coca-cola, Red-Bull, etc.), stimola la secrezione di acido cloridrico nello stomaco (di contro, quindi, il caffè decaffeinato sarà meno aggressivo delle varianti classiche);
- per i livelli di caffeina che stimolano la motilità gastrica: la caffeina accelera la motilità gastrica e il transito gastrico e, se il caffè è assunto a stomaco vuoto, intensifica l’attività contrattile dello stomaco;
- per l’effetto sullo sfintere esofageo inferiore: alcuni studi scientifici suggeriscono che il caffè possa ridurre il tono dello sfintere esofageo inferiore, la valvola che separa l’esofago dallo stomaco, facilitando così la risalita del reflusso;
- per la combinazione con il latte: sebbene per alcuni pazienti la presenza del latte aiuti a mitigare l’effetto irritante del caffè (in quanto il latte è alcalino e fa da sostanza tampone nei confronti dell’acidità del caffè), in caso di sensibilità al lattosio, l’acidità dello stomaco può peggiorare;
- per una condizione di predisposizione individuale: la presenza di differenze individuali nel metabolismo e nella sensibilità gastrica possono spiegare perché alcuni individui sono più propensi a sviluppare acidità di stomaco dopo aver bevuto caffè rispetto ad altri.
I diversi tipi di caffè possono influenzare diversamente il reflusso?
I diversi tipi di caffè e le diverse modalità di preparazione del caffè possono influenzare l’acidità dello stomaco e il reflusso e, in particolar modo:
- caffè espresso: il caffè espresso è noto per essere più concentrato e più ricco di caffeina rispetto ad altre varietà di caffè, di conseguenza può essere più irritante per lo stomaco e contribuire a un aumento dell’acidità gastrica;
- caffè filtrato nella caffettiera a moka: il caffè filtrato dalla caffettiera a moka prevede l’utilizzo di acqua calda che, sotto la pressione del vapore, attraversa il caffè macinato, ne estrae gli aromi e la caffeina, e sale nella parte superiore della caffettiera formando la bevanda finale; la moka in realtà produce il caffè attraverso una pressione più elevata e una minore quantità di acqua, e generalmente ha una minore concentrazione di sostanze irritanti rispetto all’espresso, rendendolo una scelta più gentile per lo stomaco di chi è sensibile all’acidità;
- caffè solubile: il caffè solubile, noto anche come caffè istantaneo o caffè in polvere, è una forma di caffè che si ottiene tramite un processo di deidratazione che elimina l’acqua dal caffè, creando così una polvere che può essere successivamente disciolta in acqua calda ricostituendo la bevanda finale; in alcuni casi, però, per la perdita di aromi durante la produzione, viene sottoposto anche ad un processo di aromatizzazione chimica aggiuntivo;
- caffè ristretto: ha meno volume, ma più concentrazione di sostanze come caffeina, oli e composti acidi per singolo sorso; è più “intenso”, ma dato che se ne beve meno, l’apporto totale di caffeina può essere inferiore;
- caffè lungo: ha più acqua e, spesso, una quantità totale di caffeina leggermente superiore rispetto al ristretto, perché la maggiore estrazione tira fuori più caffeina; tuttavia, l’acidità percepita può essere minore (perché più diluito);
- caffè con aggiunta di latte: la combinazione di latte e caffè sull’acidità di stomaco riduce l’effetto complessivo della bevanda, poiché il latte può neutralizzare in parte l’irritazione della caffeina. Questo rende il latte e il caffè una scelta più tollerabile per chi ha problemi di acidità di stomaco rispetto al caffè nero. In caso di intolleranza al lattosio, si può tranquillamente utilizzare un sostituto vegetale, con il medesimo risultato.
Il caffè decaffeinato aiuta a ridurre il reflusso laringo-faringeo?
Il caffè decaffeinato è un tipo di caffè dal quale viene rimossa la maggior parte della caffeina mediante un processo di decaffeinizzazione. Questo processo non rimuove completamente la caffeina, ma la riduce del 97% rispetto al caffè normale, e viene effettuato sui chicchi di caffè verde, prima che vengano sottoposti a tostatura.
- utilizzo di solventi chimici: i chicchi di caffè vengono trattati a vapore per aprirne i pori e vengono immersi in un solvente che dissolve la caffeina;
- utilizzo di anidride carbonica: questo metodo è più naturale e utilizza il biossido di carbonio in stato liquido ad alta pressione per estrarre la caffeina;
- utilizzo di acqua e carboni attivi: i chicchi di caffè vengono immersi in acqua calda e la caffeina viene poi separata tramite filtri ai carboni attivi;
- utilizzo di acetato di etile: questo metodo utilizza un composto naturale a base di canna da zucchero e acqua per rimuovere la caffeina.
Come posso assumere il caffè anche se soffro di reflusso laringo-faringeo?
Per poter continuare a bere caffè, anche se si soffre di reflusso laringo-faringeo, evitando di far peggiorare il fastidio alla gola, la tosse, lo scolo mucoso retrofaringeo, la sensazione di corpo estraneo, è possibile seguire dei consigli pratici:
- evitare di bere caffè a stomaco vuoto, meglio se accompagnato ad una colazione con una frutta non acida o a cereali integrali;
- scegliere un caffè con una tostatura più leggera o un caffè decaffeinato;
- aggiungere del latte (meglio se scremato, o latte di soia o di avena) al caffè;
- bere acqua prima o dopo il consumo di caffè per diluire l’acidità nello stomaco e ridurre il rischio di irritazione;
- assumere degli enzimi digestivi che favoriscano una migliore digestione degli alimenti.
Ricorda:
- il reflusso laringo-faringeo è una malattia diversa dal reflusso gastro-esofageo: è una malattia di recente definizione scientifica, è più subdola e meno evidente del reflusso gastro-esofageo e non tutti i medici la conoscono;
- il reflusso peggiora con l’inverno: presta particolare attenzione all’alimentazione e alla sedentarietà;
- non assumere terapie antibiotiche con semplicità alla prima febbre o al primo mal di gola: assumere l’antibiotico senza motivo per un mal di gola può esporre te o il tuo bambino ai rischi dell’assunzione di un farmaco (fotosensibilità, reazioni allergiche, shock anafilattico, etc) senza aiutarti a risolvere una infezione delle alte vie respiratorie che in realtà potrebbe dipendere da altro (reflusso laringo-faringeo, alga tossica, faringite di origine virale, da COVID-19, etc.);
- non somministrare a te stesso o ai tuoi bambini antinfiammatori o antipiretici con semplicità per curare il tuo mal di gola: anche questi farmaci non sono scevri da effetti collaterali indesiderati se assunti senza motivo;
- per prevenire episodi ricorrenti di infezioni a carico delle alte vie respiratorie segui i consigli del tuo otorino di fiducia: lavaggi nasali, haloterapia, ma anche cure termali, immunostimolanti e probiotici possono avere il loro razionale in pazienti pediatrici o adulti più fragili;
- lavora (e molto) sullo stile di vita: alimentazione (zucchero, pane, cioccolato, caffè, etc.), farmaci assunti per patologie croniche, abitudini di vita, stress influiscono (tanto) sul rapporto che il cervello ha con gli altri organi (con il sistema immunitario, con il sistema digerente, etc.);
- non tutti i farmaci per il reflusso sono uguali: Riopan, Gaviscon, Maalox, ognuno di essi contiene dei principi attivi differenti utili per raggiungere obiettivi diversi, non assumerli a caso;
- chi segue una terapia per il reflusso non deve seguirla a vita: se segui un corretto stile di vita potrai pian piano evitare di assumere terapie;
- di fronte ad una malattia di cui non hai mai sentito parlare, non aver timore, sii scettico e fai domande al tuo medico: perché facciamo questo esame? è necessario? da cosa è determinata questa malattia? quali sono gli effetti collaterali di questo medicinale? e per quanto tempo devo prenderlo? ci sono rischi? dovrò fare un intervento?
- dopo essere stato dal tuo medico, chiediti: ha ascoltato pazientemente le mie preoccupazioni? mi ha spiegato adeguatamente le cure necessarie? era un buon comunicatore? mi guardava negli occhi mentre parlavamo? era empatico, paziente, affabile e professionale?
- se il medico non risponde alle tue domande: non aver timore di cambiare medico e chiedere un secondo o un terzo parere;
- non cercare le tue risposte sul Dr. Google: i meccanismi di indicizzazione di un argomento sui motori di ricerca presenti nel web seguono algoritmi che non corrispondono alla logica prevista dalla scienza medica e potrebbero darti false speranze o facili illusioni su un problema che magari non è associato al tuo quadro clinico, facendoti spaventare senza motivo o facendoti sottovalutare un problema che magari può essere molto serio.
Il caffè, con le sue innumerevoli sfumature di sapore e cultura, non deve per forza essere eliminato dalla dieta, nemmeno in presenza di problemi gastrici. Con qualche accorgimento, è possibile continuare a gustarlo limitando l’insorgenza dell’acidità di stomaco. Tuttavia, in caso di sintomi persistenti o severi, è sempre consigliabile rivolgersi a un medico per una valutazione più approfondita.
Ascolta il tuo medico. La miglior difesa per te e per la tua salute è lui: un medico di cui ti fidi.
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L'autore
Il Dott. Paolo Petrone è un medico, specialista in otorinolaringoiatria e chirurgia di testa e collo. Docente universitario abilitato a Professore Associato di Otorinolaringoiatria e Audiologia e membro di diverse società medico-scientifiche di calibro nazionale e internazionale. È appassionato di tecnologia e utilizza con spirito critico le tecnologie dell’informazione per fare divulgazione scientifica e diffondere innovazione digitale.
Ha realizzato numerosi progetti tra cui, tra il 2017 e il 2019, una raccolta di quasi 20.000 firme che hanno contribuito alla stesura di un progetto di legge con successiva promulgazione in legge dello Stato (L. n.10 del 10/02/2020: “Norme in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica”).
Ha collaborato e collabora ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali italiani e stranieri ed è autore e co-autore di articoli scientifici di ricerca nel campo delle patologie otorinolaringoiatriche, di presentazioni a congressi scientifici italiani e stranieri e di testi divulgativi a contenuto scientifico.
Nel 2022 è stato autore della Relazione Ufficiale del 108° Congresso Nazionale della SIOeChCF – Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale: “Otorhinolaryngologists’ role in the management of epidemic respiratory human infectious disease COVID-19″. La Relazione è stata pubblicata sulla rivista scientifica “Acta Otorhinolaryngologica Italica” (Journal Impact Factor: 2.618).
Riceve per appuntamento a Bari e Bitonto (Bari), ed esegue teleconsulti medici specialistici online.
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