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Reflusso laringofaringeo e cambi di stagione: cosa succede?

Reflusso laringofaringeo e cambi di stagione: cosa succede?

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BARI, FEBBRAIO 2023 – Chi soffre di reflusso gastroesofageo e di reflusso laringofaringeo lo sa bene: con i cambi di stagione gli episodi di malessere tra stomaco e gola tendono a ripresentarsi.

Ma perché tutto questo accade?

In questo articolo cercheremo di capire cosa succede nel passaggio tra inverno e primavera e, nuovamente, nel passaggio da autunno ad inverno, secondo quanto emerge dalle evidenze dei più recenti studi scientifici.

Innanzitutto, c’è davvero un’associazione tra la stagione climatica e il peggioramento della malattia da reflusso? E, se esiste questa associazione, quali sono i motivi per cui la malattia da reflusso peggiora d’inverno e migliora in estate?

L’associazione esiste. E i motivi sono vari, e spesso fanno così parte della vita di ogni individuo, da passare inosservati. Vediamoli assieme.

1. L’alimentazione. Secondo gli studi riportati da diversi autori, gli episodi di iper-acidità gastrica tendono a peggiorare in particolar modo durante l’inverno. Ciò è probabilmente dovuto al restare fermi in casa molto più a lungo rispetto ai periodi estivi. E alla maggiore tendenza a preferire un’alimentazione più ricca di cibi elaborati, grassi, piccanti e sovente costituiti da “cibo spazzatura”. Con l’estate invece si riduce il senso della fame, aumenta il desiderio di cibi freschi e dissetanti, aumenta il consumo di verdure e di frutta fresca che contribuiscono a migliorare la iper-secrezione acida all’interno dello stomaco.

2. La sedentarietà. Durante le giornate più fredde invernali ogni individuo tende a concedersi più pause a casa, nei fine settimana o durante i momenti liberi della giornata. Queste pause hanno un’azione “gravitaria” sullo stomaco e contribuiscono a trattenere la iper-produzione di acido all’interno dello stomaco stesso. E se viene trascorso più tempo sul divano, in posizione sdraiata, o a guardare la TV, per un meccanismo di tipo fisico è molto più semplice che il contenuto acido dello stomaco risalga verso l’esofago e verso la gola. I pasti abbondanti, inoltre, come in un circolo vizioso, facilitano la sonnolenza, incrementando a loro volta il desiderio di sedentarietà. La ripresa dell’attività fisica che si ha con le belle giornate, invece, che sia effettuata in palestra o all’aperto, assieme al miglioramento motivazionale che spinge ad uscire, camminare o correre, contribuisce da un punto di vista fisico a smaltire il contenuto gastrico e a contrastare la risalita dei succhi acidi gastrici.

3. Il metabolismo. L’attività fisica svolge un ruolo importante anche nella riattivazione del metabolismo e nella velocizzazione dei processi di digestione, favorendo così il deflusso del contenuto gastrico all’interno del tratto digerente.

4. I vestiti. I vestiti invernali sono spesso troppi e contribuiscono a comprimere l’addome. Specialmente se indossati durante i pasti. Jeans, cinture, maglie o maglioncini troppo stretti possono esercitare pressione sul torace e sull’addome, spingendo il cibo e il reflussato acido verso l’esofago e la gola. Con la bella stagione, invece, gli indumenti si riducono, migliorando così la compressione gastrica.

5. La luce del sole e l’ora legale. Le giornate invernali sono caratterizzate da una minore quantità di luce solare. Questo altera i meccanismi di produzione di importanti neurotrasmettitori come la serotonina, la dopamina e le endorfine che, tra le altre funzioni, svolgono un ruolo fondamentale anche nella regolazione della digestione. Durante la primavera e l’estate, invece, con l’allungarsi delle giornate e con il passaggio dall’ora solare all’ora legale, tutti gli individui vivono maggiormente le ore della giornata illuminate dalla luce del sole, con effetti benefici che si riflettono anche sui processi digestivi.

6. Lo stress e le vacanze. Lo stress che si accumula durante le intense giornate lavorative invernali, dedicate prevalentemente al lavoro, induce l’organismo a produrre livelli più elevati di adrenalina e cortisolo, fondamentali per gestire lo stress, ma fortemente nocivi sullo stomaco in quanto contribuiscono ad innalzare i livelli di produzione dell’acidità gastrica.

Per tutti questi motivi, quali sono gli accorgimenti da prendere in considerazione per ridurre l’incidenza della malattia da reflusso nei pazienti che ne soffrono?

È sempre fondamentale seguire uno stile di vita sano, ma può essere di grande aiuto:

  • mantenere una corretta igiene alimentare, secondo i consigli del proprio medico e del proprio nutrizionista, per non incrementare la secrezione acida gastrica;

  • fare pasti piccoli, per non sovraccaricare il riempimento dello stomaco;

  • fare pasti frequenti, per mantenere dei picchi energetici glicemici costanti nell’arco della giornata e non spingere il proprio organismo alle abbuffate a pranzo o a cena;

  • vivere il momento del pasto con serenità, con persone con cui si ha il piacere di trascorrere il proprio tempo e mangiando con calma, perché contribuisce alla riduzione dello stress e al miglioramento del controllo centrale dei processi digestivi;

  • non sdraiarsi subito dopo i pasti, perché favorisce la risalita del reflussato verso l’esofago e verso la gola;

  • non fumare (nemmeno le sigarette elettroniche), perché aggiunge un altro stimolo irritativo alle alte vie aero-digestive;

  • non assumere farmaci senza il consiglio del proprio medico (in particolar modo antinfiammatori e antibiotici), e senza aver informato il medico di essere affetti da reflusso gastroesofageo o reflusso laringofaringeo, perché questi farmaci possono incrementare la iper produzione di acidità gastrica;

  • praticare attività sportive costanti, perché attivano il metabolismo e facilitano lo svuotamento del sistema digerente;   

  • fare esercizi di rilassamento o seguire attività di mindfullness, perché migliorano la regolazione dello stress giornaliero e il rilascio di adrenalina e cortisolo;

  • fare controlli medici specialistici periodici e prestare particolare attenzione agli eventuali cambiamenti della sintomatologia del proprio stomaco e della propria gola (in particolar modo durante i mesi di diffusione del COVID-19), non ricorrendo a rimedi fai-da-te, perché alcuni di questi cambiamenti potrebbero essere la spia di una trasformazione della malattia da reflusso e potrebbero rivelare precocemente, invece, qualcosa di più pericoloso verso cui il reflusso si sta trasformando (gastriti, ulcere, patologie oncologiche dell’esofago o della laringe…).

 

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