
BARI, OTTOBRE 2025 – L’alitosi (o alito cattivo) è un disturbo che può avere molte cause, spesso banali, ma in molti altri casi può ricondurre a cause molto più complesse. Tra queste, più di recente, è emerso l’importante ruolo del reflusso laringo-faringeo (LPR), una condizione sempre più riconosciuta nello sviluppo infiammatorio e batterico della regione orofaringea e del cavo orale.
In questo articolo cercheremo di fare luce su alcune delle domande più frequenti che emergono in un ambulatorio otorino sul rapporto tra alitosi e reflusso laringo-faringeo.
Per cominciare, che cos’è l’alitosi?
L’alitosi è l’emissione di un odore sgradevole durante la respirazione o la fonazione. Può avere cause orali (scarsa igiene, carie, gengiviti) o extra-orali, come problemi digestivi o respiratori.
Quali sono le cause più comuni di alitosi?
Nella maggior parte dei casi l’alitosi dipende dalla bocca (per la presenza di placca batterica, di una lingua patinata, di problematiche dentali). Tuttavia, quando queste cause vengono escluse, bisogna pensare ad altre origini, tra cui il reflusso gastro-esofageo e il reflusso laringo-faringeo.
Che cos’è il reflusso laringo-faringeo (LPR)?
Il reflusso laringo-faringeo rappresenta la risalita di acido e di pepsina dallo stomaco fino alla gola e alla regione laringea e faringea. A differenza del reflusso gastroesofageo classico, non sempre provoca bruciore di stomaco, ma può dare sintomi atipici come raucedine, tosse cronica, sensazione di muco in gola e anche alitosi.
In che modo il reflusso laringo-faringeo provoca alitosi?
Il contatto della mucosa laringea e faringea con acido e pepsina causa una infiammazione e l’alterazione del pH locale. Questo favorisce la crescita di batteri che determinano la produzione di composti solforati che sono responsabili dell’alito cattivo.
L’alitosi causata dal reflusso ha caratteristiche diverse da quella “orale”?
Sì. L’alitosi da reflusso laringo-faringeo tende a essere più persistente, non migliora con l’igiene orale e può peggiorare dopo i pasti, in posizione sdraiata o al mattino appena svegli.
Come si fa la diagnosi di alitosi da reflusso?
Per poter capire se si è di fronte ad una condizione di alitosi causata dal reflusso laringo-faringeo serve una valutazione specialistica ORL con esecuzione di una fibrolaringoscopia, per osservare i segni di infiammazione tipici del reflusso laringo-faringeo.
Qual è il ruolo della dieta?
Il ruolo della dieta e dell’alimentazione è fondamentale. Ridurre cibi acidi (agrumi, pomodori), fritti, cioccolato, alcol e bevande gassate può diminuire gli episodi di reflusso. Seguire uno stile mediterraneo equilibrato è una strategia utile anche per controllare l’alitosi.
Quali terapie possono aiutare?
Oltre alle modifiche dietetiche e comportamentali (evitare pasti abbondanti serali, sollevare la testiera del letto), talvolta si prescrivono farmaci antiacidi o inibitori di pompa protonica. Nei casi resistenti si valutano altre opzioni terapeutiche.
L’alitosi da reflusso è pericolosa per la salute?
L’alitosi non è pericolosa in sé, ma segnala la presenza di una patologia da reflusso cronica silenziosa che, se non trattata, può danneggiare le vie respiratorie superiori, compromettere la qualità di vita del paziente ed essere responsabile anche di peggioramenti cronici o di patologia oncologica pericolosa per la vita del paziente.
Quando bisogna rivolgersi allo specialista otorino?
Quando l’alitosi persiste nonostante una corretta igiene orale o si associa a raucedine, tosse, bruciore alla gola o sensazione di corpo estraneo, è importante parlarne con il proprio medico di fiducia. Un’accurata valutazione ORL è fondamentale per chiarire la causa ed escludere patologie più pericolose per la propria salute.
Ricorda:
- il reflusso laringo-faringeo è una malattia diversa dal reflusso gastro-esofageo: è una malattia di recente definizione scientifica, è più subdola e meno evidente del reflusso gastro-esofageo e non tutti i medici la conoscono;
- il reflusso peggiora con l’inverno: presta particolare attenzione all’alimentazione e alla sedentarietà;
- il reflusso non colpisce solo adulti e anziani: è una patologia che interessa anche i bambini;
- non assumere terapie antibiotiche con semplicità alla prima febbre o al primo mal di gola: assumere l’antibiotico senza motivo per un mal di gola può esporre te o il tuo bambino ai rischi dell’assunzione di un farmaco (fotosensibilità, reazioni allergiche, shock anafilattico, etc) senza aiutarti a risolvere una infezione delle alte vie respiratorie che in realtà potrebbe dipendere da altro (reflusso laringo-faringeo, alga tossica, faringite di origine virale, da COVID-19, etc.);
- non somministrare a te stesso o ai tuoi bambini antinfiammatori o antipiretici con semplicità per curare il tuo mal di gola: anche questi farmaci non sono scevri da effetti collaterali indesiderati se assunti senza motivo;
- per prevenire episodi ricorrenti di infezioni a carico delle alte vie respiratorie segui i consigli del tuo otorino di fiducia: lavaggi nasali, haloterapia, ma anche cure termali, immunostimolanti e probiotici possono avere il loro razionale in pazienti pediatrici o adulti più fragili;
- lavora (e molto) sullo stile di vita: alimentazione (zucchero, pane, cioccolato, caffè, etc.), farmaci assunti per patologie croniche, abitudini di vita, stress influiscono (tanto) sul rapporto che il cervello ha con gli altri organi (con il sistema immunitario, con il sistema digerente, etc.);
- non tutti i farmaci per il reflusso sono uguali: Riopan, Gaviscon, Maalox, ognuno di essi contiene dei principi attivi differenti utili per raggiungere obiettivi diversi, non assumerli a caso;
- chi segue una terapia per il reflusso non deve seguirla a vita: se segui un corretto stile di vita potrai pian piano evitare di assumere terapie;
- di fronte ad una malattia di cui non hai mai sentito parlare, non aver timore, sii scettico e fai domande al tuo medico: perché facciamo questo esame? è necessario? da cosa è determinata questa malattia? quali sono gli effetti collaterali di questo medicinale? e per quanto tempo devo prenderlo? ci sono rischi? dovrò fare un intervento?
- dopo essere stato dal tuo medico, chiediti: ha ascoltato pazientemente le mie preoccupazioni? mi ha spiegato adeguatamente le cure necessarie? era un buon comunicatore? mi guardava negli occhi mentre parlavamo? era empatico, paziente, affabile e professionale?
- se il medico non risponde alle tue domande: non aver timore di cambiare medico e chiedere un secondo o un terzo parere;
- non cercare le tue risposte sul Dr. Google: i meccanismi di indicizzazione di un argomento sui motori di ricerca presenti nel web seguono algoritmi che non corrispondono alla logica prevista dalla scienza medica e potrebbero darti false speranze o facili illusioni su un problema che magari non è associato al tuo quadro clinico, facendoti spaventare senza motivo o facendoti sottovalutare un problema che magari può essere molto serio.
L’alitosi non è sempre un problema odontoiatrico: in molti casi il reflusso laringo-faringeo può esserne la causa nascosta. Riconoscerla è importante non solo per risolvere l’imbarazzo sociale legato all’alito cattivo, ma anche per trattare una patologia che può avere conseguenze sulla salute della gola e della voce. Con la giusta diagnosi e una terapia mirata, è possibile migliorare sia il benessere generale sia la qualità della vita.
Ascolta il tuo medico. La miglior difesa per te e per la tua salute è lui: un medico di cui ti fidi.
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L'autore
Il Dott. Paolo Petrone è un medico, specialista in otorinolaringoiatria e chirurgia di testa e collo. Docente universitario abilitato a Professore Associato di Otorinolaringoiatria e Audiologia e membro di diverse società medico-scientifiche di calibro nazionale e internazionale. È appassionato di tecnologia e utilizza con spirito critico le tecnologie dell’informazione per fare divulgazione scientifica e diffondere innovazione digitale.
Ha realizzato numerosi progetti tra cui, tra il 2017 e il 2019, una raccolta di quasi 20.000 firme che hanno contribuito alla stesura di un progetto di legge con successiva promulgazione in legge dello Stato (L. n.10 del 10/02/2020: “Norme in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica”).
Ha collaborato e collabora ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali italiani e stranieri ed è autore e co-autore di articoli scientifici di ricerca nel campo delle patologie otorinolaringoiatriche, di presentazioni a congressi scientifici italiani e stranieri e di testi divulgativi a contenuto scientifico.
Nel 2022 è stato autore della Relazione Ufficiale del 108° Congresso Nazionale della SIOeChCF – Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale: “Otorhinolaryngologists’ role in the management of epidemic respiratory human infectious disease COVID-19″. La Relazione è stata pubblicata sulla rivista scientifica “Acta Otorhinolaryngologica Italica” (Journal Impact Factor: 2.618).
Riceve per appuntamento a Bari e Bitonto (Bari), ed esegue teleconsulti medici specialistici online.
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