
BARI, GENNAIO 2026 – Il reflusso laringo-faringeo è una condizione sempre più frequente nella pratica otorinolaringoiatrica. A differenza del più noto reflusso gastroesofageo, il reflusso laringo-faringeo interessa soprattutto le vie aeree superiori, causando sintomi come raucedine, tosse cronica, sensazione di corpo estraneo in gola e bruciore faringeo, spesso in assenza di pirosi gastrica.
Uno dei dubbi più comuni dei pazienti riguarda il ruolo della gastroscopia: è sempre necessaria? È utile per diagnosticare il reflusso laringo-faringeo?
Questo articolo nasce per chiarire il rapporto tra LPR e gastroscopia, rispondendo alle domande più frequenti che i pazienti fanno nello studio di un otorino.
Che cos’è il reflusso laringo-faringeo?
Il reflusso laringo-faringeo è una condizione in cui il contenuto gastrico (acido cloridrico, pepsina e talvolta bile) risale oltre l’esofago e raggiunge faringe e laringe, strutture dotate di una mucosa molto più fragile di quella presente all’interno di stomaco ed esofago. Anche episodi brevi o poco frequenti possono determinare infiammazione cronica delle vie aeree superiori.
Perché il reflusso laringo-faringeo è diverso dal reflusso gastroesofageo?
Nel reflusso gastroesofageo classico (GERD) il problema principale è causato da stomaco ed esofago e il sintomo cardine è il bruciore retrosternale (a livello del petto).
Nel reflusso laringofaringeo, invece:
i sintomi sono prevalentemente otorinolaringoiatrici (a livello della gola),
il reflusso avviene spesso in posizione eretta,
può non esserci alcuna sintomatologia gastrica.
Per questo motivo, gli esami gastroenterologici possono risultare normali.
Quali sono i sintomi che devono far sospettare un reflusso laringofaringeo?
I sintomi più tipici includono:
raucedine persistente o voce affaticata,
necessità frequente di schiarirsi la gola,
tosse cronica secca,
sensazione di nodo o corpo estraneo in gola,
muco retronasale persistente,
bruciore o fastidio faringeo,
Spesso i sintomi sono più intensi al mattino.
Cos’è la gastroscopia e cosa valuta realmente?
La gastroscopia è un esame endoscopico che consente di osservare:
esofago,
stomaco,
duodeno.
È utile per diagnosticare gastrite, esofagite, ulcera, ernia iatale o lesioni sospette, ma non valuta direttamente la laringe né la faringe.
È un esame più invasivo della fibrolaringoscopia, e in alcuni casi necessita di essere eseguita in sedazione (con una anestesia).
La gastroscopia può diagnosticare il reflusso laringo-faringeo?
Nella maggior parte dei casi no. Molti pazienti con reflusso laringofaringeo presentano una gastroscopia completamente normale, perché:
il reflusso può essere intermittente,
non sempre provoca danni visibili all’esofago,
il danno principale è extra-esofageo.
È sempre importante ricordare che una gastroscopia negativa non esclude la presenza di un reflusso laringo-faringeo.
Quando la gastroscopia diventa realmente utile nel sospetto di reflusso laringofaringeo?
La gastroscopia è indicata quando:
coesistono sintomi digestivi importanti,
vi è sospetto di malattia da reflusso complicata,
la terapia non produce benefici,
sono presenti segni di allarme (disfagia progressiva, anemia, calo ponderale),
è necessario escludere patologie gastriche associate.
In questi casi, l’esame integra ma non sostituisce la valutazione ORL.
Qual è l’esame più importante per diagnosticare il LPR?
L’esame chiave è la fibrolaringoscopia, che consente allo specialista ORL di osservare segni tipici di reflusso come:
edema e arrossamento laringeo,
ispessimento delle corde vocali,
ipertrofia della commissura posteriore (la zona posteriore su cui si poggiano le corde vocali),
presenza di secrezioni dense in gola e nel naso.
L’esecuzione della fibrolaringoscopia è inoltre fondamentale per escludere la presenza di una patologia oncologica della gola.
Esistono esami più specifici della gastroscopia?
Sì, in casi selezionati possono essere utilizzati:
pH-impedenzometria delle 24 ore (ha senso solo per diagnosticare la presenza di un reflusso gastroesofageo),
pH-metria faringea (è un esame che viene usato solo per scopo di ricerca in pochissimi centri in Cina, dove il reflusso laringofaringeo è molto più diffuso per le abitudini alimentari asiatiche),
valutazione combinata ORL–gastroenterologica.
Questi esami sono riservati a situazioni complesse o refrattarie alla terapia.
Se la gastroscopia è normale, il paziente deve stare tranquillo?
Una gastroscopia normale esclude patologie gravi dello stomaco o dell’esofago, ma non esclude il reflusso laringo-faringeo. Per questo motivo, molti pazienti continuano ad avere sintomi nonostante esami “negativi”, generando frustrazione e ritardi diagnostici. A questo si aggiunge che il reflusso laringo-faringeo rappresenta una patologia di recente definizione diagnostica (le prime linee guida europee sono state codificate solo nel dicembre 2024), spesso misconosciuta, ignorata o trattata con superficialità da medici di medicina generale o specialisti più anziani.
Qual è il corretto approccio al paziente con LPR?
L’approccio ottimale è quello multidimensionale e comprende:
valutazione ORL specialistica,
eventuale integrazione gastroenterologica,
modifiche dello stile di vita,
dieta personalizzata,
- terapia farmacologica mirata e studiata sul singolo caso specifico, in relazione ai farmaci assunti per altre patologie o in relazione alle abitudini alimentari o allo stile di vita del paziente.
Il trattamento va sempre adattato al singolo paziente. Non tutti i trattamenti farmacologici sono uguali. Ad oggi, si contano quasi 400 farmaci presenti in commercio per il trattamento della malattia da reflusso. Questo perché l’industria farmaceutica tende a generalizzare l’approccio per il reflusso gastroesofageo e quello per il reflusso laringofaringeo, nel tentativo di vendere i propri prodotti per una fetta maggiore di pazienti.
Ricorda:
- il reflusso laringo-faringeo è una malattia diversa dal reflusso gastro-esofageo: è una malattia di recente definizione scientifica, è più subdola e meno evidente del reflusso gastro-esofageo e non tutti i medici la conoscono;
- il reflusso peggiora con l’inverno: presta particolare attenzione all’alimentazione e alla sedentarietà;
- il reflusso non colpisce solo adulti e anziani: è una patologia che interessa anche i bambini;
- non assumere terapie antibiotiche con semplicità alla prima febbre o al primo mal di gola: assumere l’antibiotico senza motivo per un mal di gola può esporre te o il tuo bambino ai rischi dell’assunzione di un farmaco (fotosensibilità, reazioni allergiche, shock anafilattico, etc) senza aiutarti a risolvere una infezione delle alte vie respiratorie che in realtà potrebbe dipendere da altro (reflusso laringo-faringeo, alga tossica, faringite di origine virale, da COVID-19, etc.);
- non somministrare a te stesso o ai tuoi bambini antinfiammatori o antipiretici con semplicità per curare il tuo mal di gola: anche questi farmaci non sono scevri da effetti collaterali indesiderati se assunti senza motivo;
- per prevenire episodi ricorrenti di infezioni a carico delle alte vie respiratorie segui i consigli del tuo otorino di fiducia: lavaggi nasali, haloterapia, ma anche cure termali, immunostimolanti e probiotici possono avere il loro razionale in pazienti pediatrici o adulti più fragili;
- lavora (e molto) sullo stile di vita: alimentazione (zucchero, pane, cioccolato, caffè, etc.), farmaci assunti per patologie croniche, abitudini di vita, stress influiscono (tanto) sul rapporto che il cervello ha con gli altri organi (con il sistema immunitario, con il sistema digerente, etc.);
- non tutti i farmaci per il reflusso sono uguali: Riopan, Gaviscon, Maalox, ognuno di essi contiene dei principi attivi differenti utili per raggiungere obiettivi diversi, non assumerli a caso;
- chi segue una terapia per il reflusso non deve seguirla a vita: se segui un corretto stile di vita potrai pian piano evitare di assumere terapie;
- di fronte ad una malattia di cui non hai mai sentito parlare, non aver timore, sii scettico e fai domande al tuo medico: perché facciamo questo esame? è necessario? da cosa è determinata questa malattia? quali sono gli effetti collaterali di questo medicinale? e per quanto tempo devo prenderlo? ci sono rischi? dovrò fare un intervento?
- dopo essere stato dal tuo medico, chiediti: ha ascoltato pazientemente le mie preoccupazioni? mi ha spiegato adeguatamente le cure necessarie? era un buon comunicatore? mi guardava negli occhi mentre parlavamo? era empatico, paziente, affabile e professionale?
- se il medico non risponde alle tue domande: non aver timore di cambiare medico e chiedere un secondo o un terzo parere;
- non cercare le tue risposte sul Dr. Google: i meccanismi di indicizzazione di un argomento sui motori di ricerca presenti nel web seguono algoritmi che non corrispondono alla logica prevista dalla scienza medica e potrebbero darti false speranze o facili illusioni su un problema che magari non è associato al tuo quadro clinico, facendoti spaventare senza motivo o facendoti sottovalutare un problema che magari può essere molto serio.
Il reflusso laringo-faringeo è una patologia complessa che richiede una valutazione specialistica otorinolaringoiatrica accurata. La gastroscopia può essere utile in alcuni casi, ma non rappresenta l’esame diagnostico principale per il LPR. Una corretta diagnosi si basa sull’ascolto dei sintomi, sull’esame endoscopico laringeo e su un approccio personalizzato, spesso multidisciplinare. Informare correttamente il paziente è il primo passo per un trattamento efficace e duraturo.
Ascolta il tuo medico. La miglior difesa per te e per la tua salute è lui: un medico di cui ti fidi.
Le pagine più lette:

L'autore
Il Dott. Paolo Petrone è un medico, specialista in otorinolaringoiatria e chirurgia di testa e collo. Docente universitario abilitato a Professore Associato di Otorinolaringoiatria e Audiologia e membro di diverse società medico-scientifiche di calibro nazionale e internazionale. È appassionato di tecnologia e utilizza con spirito critico le tecnologie dell’informazione per fare divulgazione scientifica e diffondere innovazione digitale.
Ha realizzato numerosi progetti tra cui, tra il 2017 e il 2019, una raccolta di quasi 20.000 firme che hanno contribuito alla stesura di un progetto di legge con successiva promulgazione in legge dello Stato (L. n.10 del 10/02/2020: “Norme in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica”).
Ha collaborato e collabora ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali italiani e stranieri ed è autore e co-autore di articoli scientifici di ricerca nel campo delle patologie otorinolaringoiatriche, di presentazioni a congressi scientifici italiani e stranieri e di testi divulgativi a contenuto scientifico.
Nel 2022 è stato autore della Relazione Ufficiale del 108° Congresso Nazionale della SIOeChCF – Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale: “Otorhinolaryngologists’ role in the management of epidemic respiratory human infectious disease COVID-19″. La Relazione è stata pubblicata sulla rivista scientifica “Acta Otorhinolaryngologica Italica” (Journal Impact Factor: 2.618).
Riceve per appuntamento a Bari e Bitonto (Bari), ed esegue teleconsulti medici specialistici online.
Share this page









