
BARI, MARZO 2026 – Il Reflusso laringo‑faringeo (LPR) è una patologia sempre più frequente nella pratica clinica dell’otorinolaringoiatra. A differenza del più noto reflusso gastroesofageo (GERD), il reflusso laringo-faringeo interessa prevalentemente le vie aeree superiori: laringe, faringe e talvolta cavità nasali. I pazienti riferiscono spesso sintomi come raucedine, tosse cronica, sensazione di corpo estraneo in gola, catarro persistente e necessità di schiarirsi frequentemente la voce.
Negli ultimi anni è cresciuto molto l’interesse verso il ruolo dell’alimentazione e dello stile di vita nella gestione di questa condizione. Tra i temi più discussi vi è quello dell’acqua da bere: acqua minerale in bottiglia, acqua di rubinetto, acqua filtrata con carboni attivi o acqua trattata con depuratori ad osmosi inversa. Parallelamente si è diffusa la convinzione che l’acqua alcalina possa contribuire a ridurre il reflusso e favorire la guarigione della mucosa laringea.
In particolare è opportuno considerare che città come Bari utilizzano acqua che proviene da grandi acquedotti. Queste infrastrutture mettono a disposizione della popolazione acqua potabile, controllata, mediamente mineralizzata, con pH solitamente vicino alla neutralità o leggermente alcalino (circa 7–7.6) ma, come accade in molte altre città d’Italia, è un acqua piuttosto ricca di calcio e magnesio (acqua “dura”).
Ma cosa dice davvero la letteratura scientifica? L’acqua alcalina è realmente utile? E l’acqua dura ha un ruolo nel trattamento del reflusso laringo-faringeo? Quale acqua dovrebbe bere un paziente con reflusso laringo-faringeo? Di seguito rispondiamo alle domande più frequenti che i pazienti fanno nell’ambulatorio di un otorino.
Che cos’è il reflusso laringo-faringeo?
Il reflusso laringo-faringeo è una condizione in cui il contenuto gastrico (acido, pepsina e talvolta bile) risale fino alla laringe e alla faringe, irritando le mucose delle vie aeree superiori.
A differenza del reflusso gastroesofageo classico, il bruciore di stomaco può essere assente e i sintomi sono spesso otorinolaringoiatrici.
Quali sono i sintomi più comuni?
I sintomi più frequenti includono:
raucedine,
tosse cronica,
sensazione di muco in gola,
necessità frequente di schiarirsi la voce,
sensazione di corpo estraneo,
irritazione della gola,
disfagia lieve.
Perché si parla di acqua alcalina nel reflusso?
L’ipotesi nasce dal fatto che l’acidità gastrica e la pepsina svolgono un ruolo chiave nel danno mucoso.
Un’acqua con pH alcalino (≥8) potrebbe teoricamente:
neutralizzare parzialmente l’acidità,
inattivare la pepsina,
favorire la protezione della mucosa laringea.
Alcuni studi suggeriscono che una dieta alcalina associata ad acqua alcalina possa migliorare i sintomi del reflusso.
L’acqua alcalina può davvero inattivare la pepsina?
La pepsina è un enzima gastrico che rimane attivo anche nelle mucose delle vie aeree superiori.
Studi sperimentali hanno dimostrato che un pH superiore a circa 8 può inattivare la pepsina, riducendo il potenziale danno sulle mucose laringee.
Questo è uno dei principali razionali biologici dell’uso dell’acqua alcalina nel reflusso laringo-faringeo.
L’acqua minerale in bottiglia è alcalina?
Dipende dal tipo di acqua.
Le acque minerali naturali possono avere pH molto diversi:
acque leggermente acide o neutre (pH 6–7)
acque alcaline (pH 7.5–8.5)
Non tutte le acque minerali quindi hanno proprietà alcalinizzanti. È necessario controllare il pH indicato sull’etichetta.
I filtri a carboni attivi rendono l’acqua alcalina?
No. I filtri a carboni attivi servono principalmente a:
rimuovere cloro,
eliminare odori e sapori sgradevoli,
ridurre alcune sostanze organiche.
Non modificano in modo significativo il pH dell’acqua. Pertanto non rendono l’acqua più alcalina.
I depuratori ad osmosi inversa producono acqua alcalina?
L’osmosi inversa rimuove la maggior parte dei sali minerali presenti nell’acqua. Il risultato è un’acqua molto povera di minerali e generalmente leggermente acida.
Per questo motivo molti sistemi domestici aggiungono un filtro di remineralizzazione o alcalinizzazione dopo l’osmosi inversa che può essere molto utile per chi soffre di reflusso laringo-faringeo.
Quale acqua è migliore per chi soffre di reflusso laringo-faringeo?
In generale sono preferibili acque:
pH ≥ 7.5–8,
basso contenuto di anidride carbonica,
moderatamente mineralizzate.
Le bevande gassate, invece, possono aumentare la distensione gastrica e favorire il reflusso.
Bere acqua alcalina può guarire il reflusso?
No. L’acqua alcalina non rappresenta una cura definitiva. Può essere però un elemento utile all’interno di una strategia terapeutica più ampia, che comprende:
dieta mediterranea anti-reflusso,
riduzione di caffè, alcol e cibi acidi,
perdita di peso se necessario,
terapia farmacologica quando indicata.
Qual è il consiglio pratico dell’otorinolaringoiatra?
Per i pazienti con reflusso laringo-faringeo è consigliabile:
bere acqua naturale non gassata,
preferire acque alcaline,
evitare bevande molto acide o frizzanti,
distribuire l’idratazione durante la giornata.
L’idratazione regolare aiuta anche a mantenere ben lubrificate le mucose laringee.
E a Bari, l’acqua del rubinetto, è acida o alcalina?
L’acqua dell’acquedotto a Bari ha in genere un pH vicino alla neutralità o leggermente alcalino (circa 7–7.6). Questo significa che non è particolarmente alcalinizzante, ma neppure acida.
Il calcare dell’acqua di Bari è un problema per il reflusso?
No. Il calcare è costituito principalmente da sali di calcio e magnesio. Non esiste evidenza scientifica che il calcare peggiori il reflusso laringo-faringeo. Può influenzare il gusto dell’acqua o la formazione di incrostazioni negli elettrodomestici, ma non ha effetti negativi sulla laringe.
Qual è il consiglio pratico per chi vive a Bari e soffre di reflusso?
Un paziente con reflusso che vive a Bari può tranquillamente:
bere acqua del rubinetto,
usare filtri per migliorare il gusto,
scegliere acque minerali leggermente alcaline,
evitare acqua gassata e bevande acide.
La cosa più importante rimane sempre l’approccio complessivo allo stile di vita.
Ricorda:
- il reflusso laringo-faringeo è una malattia diversa dal reflusso gastro-esofageo: è una malattia di recente definizione scientifica, è più subdola e meno evidente del reflusso gastro-esofageo (una gastroscopia potrebbe anche non identificarla) e non tutti i medici la conoscono;
- il reflusso peggiora con l’inverno: presta particolare attenzione all’alimentazione e alla sedentarietà;
- il reflusso non colpisce solo adulti e anziani: è una patologia che interessa anche i bambini, le donne in gravidanza e anche i neonati;
- la chirurgia non è sempre la soluzione a tutto: patologie come i tonsilloliti, come il russamento notturno o l’ipertrofia dei turbinati necessitano prima di un corretto inquadramento e di una corretta diagnosi che rappresenta sempre il primo passo per curare molti disturbi di orecchio, naso e gola, sia nei pazienti adulti che nei bambini;
- anche la gastroscopia non è sempre la risposta a tutto: è indicata solo in specifiche condizioni gastroenterologiche e non per la diagnosi del reflusso laringo-faringeo;
- non assumere terapie antibiotiche con semplicità alla prima febbre o al primo mal di gola: l’abuso degli antibiotici è tipico delle regioni del Sud, ma assumere l’antibiotico senza motivo per un mal di gola può esporre te o il tuo bambino ai rischi dell’assunzione di un farmaco (fotosensibilità, reazioni allergiche, shock anafilattico, etc) senza aiutarti a risolvere una infezione delle alte vie respiratorie che in realtà potrebbe dipendere da altro (reflusso laringo-faringeo, alga tossica, faringite di origine virale, da COVID-19, etc.);
- non somministrare a te stesso o ai tuoi bambini antinfiammatori o antipiretici con semplicità per curare il tuo mal di gola: anche questi farmaci non sono scevri da effetti collaterali indesiderati se assunti senza motivo;
- per prevenire episodi ricorrenti di infezioni a carico delle alte vie respiratorie segui i consigli del tuo otorino di fiducia: lavaggi nasali, haloterapia, ma anche cure termali, immunostimolanti e probiotici possono avere il loro razionale in pazienti pediatrici o adulti più fragili;
- lavora (e molto) sullo stile di vita: alimentazione (zucchero, pane, cioccolato, caffè, latte e lattosio, etc.), farmaci biologici innovativi, farmaci assunti per patologie croniche, abitudini di vita, stress influiscono (tanto) sul rapporto che il cervello ha con gli altri organi (con il sistema immunitario, con il sistema digerente, etc.);
- non tutti i farmaci per il reflusso sono uguali: Riopan, Gaviscon, Maalox, ognuno di essi contiene dei principi attivi differenti utili per raggiungere obiettivi diversi, non assumerli a caso;
- chi segue una terapia per il reflusso non deve necessariamente seguirla a vita: se segui un corretto stile di vita potrai pian piano evitare di assumere terapie;
- di fronte ad una malattia di cui non hai mai sentito parlare, non aver timore, sii scettico e fai domande al tuo medico: perché facciamo questo esame? è necessario? da cosa è determinata questa malattia? quali sono gli effetti collaterali di questo medicinale? e per quanto tempo devo prenderlo? ci sono rischi? dovrò fare un intervento?
- dopo essere stato dal tuo medico, chiediti: ha ascoltato pazientemente le mie preoccupazioni? mi ha spiegato adeguatamente le cure necessarie? era un buon comunicatore? mi guardava negli occhi mentre parlavamo? era empatico, paziente, affabile e professionale?
- se il medico non risponde alle tue domande: non aver timore di cambiare medico e chiedere un secondo o un terzo parere;
- non cercare le tue risposte sul Dr. Google: i meccanismi di indicizzazione di un argomento sui motori di ricerca presenti nel web seguono algoritmi che non corrispondono alla logica prevista dalla scienza medica e potrebbero darti false speranze o facili illusioni su un problema che magari non è associato al tuo quadro clinico, facendoti spaventare senza motivo o facendoti sottovalutare un problema che magari può essere molto serio.
Il reflusso laringo-faringeo rappresenta una condizione complessa in cui alimentazione, stile di vita e fattori anatomici giocano un ruolo fondamentale. Negli ultimi anni l’attenzione verso l’acqua alcalina è cresciuta perché alcune evidenze scientifiche suggeriscono che un pH alcalino possa inattivare la pepsina e ridurre l’irritazione delle mucose laringee.
Tuttavia è importante chiarire che nessun tipo di acqua, da sola, è in grado di guarire il reflusso. L’acqua alcalina può rappresentare un supporto utile, ma deve essere inserita in un approccio terapeutico globale che includa dieta adeguata, modifiche dello stile di vita e, quando necessario, trattamento medico specialistico.
Per questo motivo, nei pazienti con sintomi persistenti come raucedine, tosse cronica o sensazione di muco in gola, è sempre consigliabile una valutazione specialistica otorinolaringoiatrica, che permetta una diagnosi corretta e un percorso terapeutico personalizzato.
Ascolta il tuo medico. La miglior difesa per te e per la tua salute è lui: un medico di cui ti fidi.
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L'autore
Il Dott. Paolo Petrone è un medico, specialista in otorinolaringoiatria e chirurgia di testa e collo. Docente universitario abilitato a Professore Associato di Otorinolaringoiatria e Audiologia e membro di diverse società medico-scientifiche di calibro nazionale e internazionale. È appassionato di tecnologia e utilizza con spirito critico le tecnologie dell’informazione per fare divulgazione scientifica e diffondere innovazione digitale.
Ha realizzato numerosi progetti tra cui, tra il 2017 e il 2019, una raccolta di quasi 20.000 firme che hanno contribuito alla stesura di un progetto di legge con successiva promulgazione in legge dello Stato (L. n.10 del 10/02/2020: “Norme in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica”).
Ha collaborato e collabora ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali italiani e stranieri ed è autore e co-autore di articoli scientifici di ricerca nel campo delle patologie otorinolaringoiatriche, di presentazioni a congressi scientifici italiani e stranieri e di testi divulgativi a contenuto scientifico.
Nel 2022 è stato autore della Relazione Ufficiale del 108° Congresso Nazionale della SIOeChCF – Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale: “Otorhinolaryngologists’ role in the management of epidemic respiratory human infectious disease COVID-19″. La Relazione è stata pubblicata sulla rivista scientifica “Acta Otorhinolaryngologica Italica” (Journal Impact Factor: 2.618).
Riceve per appuntamento a Bari e Bitonto (Bari), ed esegue teleconsulti medici specialistici online.
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