
BARI, GENNAIO 2026 – Una delle domande che più frequentemente viene posta nell’ambulatorio di un otorinolaringoiatra è: “Dottore, ma la terapia per il reflusso laringo-faringeo dovrò farla per sempre?”
Il reflusso laringo-faringeo (LPR) è una condizione spesso sottovalutata, diversa dal classico reflusso gastro-esofageo, che può manifestarsi con sintomi fastidiosi come raucedine, sensazione di muco in gola, tosse cronica, globo faringeo e bruciore retrosternale assente o minimo. Proprio per la sua natura cronica e recidivante, il dubbio sulla durata della terapia è più che legittimo.
In questo articolo cercheremo di rispondere in modo chiaro e basato sull’esperienza clinica alle domande più comuni, spiegando quando la terapia è temporanea, quando va modulata nel tempo e quando – invece – può essere necessaria a lungo termine.
Il reflusso laringo-faringeo è una malattia cronica?
Sì, nella maggior parte dei casi il reflusso laringo-faringeo ha un andamento cronico-recidivante. Tuttavia, cronico non significa necessariamente da trattare sempre con farmaci, ma piuttosto da gestire nel tempo.
La terapia farmacologica va fatta a vita?
No, non sempre. La terapia farmacologica (inibitori di pompa protonica, alginati, antiacidi) viene spesso utilizzata in una fase iniziale intensiva, seguita da una fase di riduzione o sospensione, se il quadro clinico lo consente.
Perché molti pazienti pensano di dover assumere farmaci per sempre?
Perché spesso i sintomi ritornano alla sospensione improvvisa della terapia, soprattutto se non sono stati corretti lo stile di vita e l’alimentazione. Questo porta il paziente a credere che il farmaco sia “indispensabile”.
Esistono alternative ai farmaci nel lungo periodo?
Assolutamente sì. Le modifiche dello stile di vita (alimentazione, orari dei pasti, riduzione del sovrappeso, gestione dello stress) sono fondamentali e rappresentano la vera terapia di mantenimento nel tempo.
La dieta ha davvero un ruolo così importante?
Sì. Numerosi studi dimostrano che una dieta povera di grassi, alcol, caffè, cioccolato e cibi acidi, può ridurre significativamente i sintomi e il rischio di recidiva.
Cosa succede se il reflusso non viene trattato correttamente?
Un reflusso laringo-faringeo non controllato può determinare infiammazione cronica della laringe, peggioramento della voce, tosse persistente e, nei casi più severi, lesioni delle corde vocali che, in rari casi, possono evolvere anche verso patologia oncologica.
Tutti i pazienti rispondono allo stesso modo alla terapia?
No. La risposta è altamente individuale. Per questo è fondamentale una valutazione otorinolaringoiatrica con laringoscopia e, quando necessario, l’utilizzo di score clinici.
Quando è possibile sospendere la terapia farmacologica?
Quando i sintomi sono stabilmente controllati, il quadro endoscopico migliora e il paziente ha adottato correttamente le misure comportamentali. La sospensione deve essere graduale e guidata dal medico.
Ci sono pazienti che devono fare una terapia a lungo termine?
Sì. In alcuni casi selezionati (reflusso severo, recidive frequenti, comorbidità) può essere necessario un trattamento di mantenimento, spesso a dosaggi ridotti o con farmaci non continuativi.
Qual è il ruolo dell’otorinolaringoiatra nella gestione del reflusso?
L’otorinolaringoiatra è centrale perché valuta l’impatto del reflusso sulle vie aero-digestive superiori, monitora l’evoluzione delle lesioni laringee e personalizza la terapia nel tempo.
Ricorda:
- il reflusso laringo-faringeo è una malattia diversa dal reflusso gastro-esofageo: è una malattia di recente definizione scientifica, è più subdola e meno evidente del reflusso gastro-esofageo (una gastroscopia potrebbe anche non identificarla) e non tutti i medici la conoscono;
- il reflusso peggiora con l’inverno: presta particolare attenzione all’alimentazione e alla sedentarietà;
- il reflusso non colpisce solo adulti e anziani: è una patologia che interessa anche i bambini;
- non assumere terapie antibiotiche con semplicità alla prima febbre o al primo mal di gola: assumere l’antibiotico senza motivo per un mal di gola può esporre te o il tuo bambino ai rischi dell’assunzione di un farmaco (fotosensibilità, reazioni allergiche, shock anafilattico, etc) senza aiutarti a risolvere una infezione delle alte vie respiratorie che in realtà potrebbe dipendere da altro (reflusso laringo-faringeo, alga tossica, faringite di origine virale, da COVID-19, etc.);
- non somministrare a te stesso o ai tuoi bambini antinfiammatori o antipiretici con semplicità per curare il tuo mal di gola: anche questi farmaci non sono scevri da effetti collaterali indesiderati se assunti senza motivo;
- per prevenire episodi ricorrenti di infezioni a carico delle alte vie respiratorie segui i consigli del tuo otorino di fiducia: lavaggi nasali, haloterapia, ma anche cure termali, immunostimolanti e probiotici possono avere il loro razionale in pazienti pediatrici o adulti più fragili;
- lavora (e molto) sullo stile di vita: alimentazione (zucchero, pane, cioccolato, caffè, etc.), farmaci assunti per patologie croniche, abitudini di vita, stress influiscono (tanto) sul rapporto che il cervello ha con gli altri organi (con il sistema immunitario, con il sistema digerente, etc.);
- non tutti i farmaci per il reflusso sono uguali: Riopan, Gaviscon, Maalox, ognuno di essi contiene dei principi attivi differenti utili per raggiungere obiettivi diversi, non assumerli a caso;
- chi segue una terapia per il reflusso non deve necessariamente seguirla a vita: se segui un corretto stile di vita potrai pian piano evitare di assumere terapie;
- di fronte ad una malattia di cui non hai mai sentito parlare, non aver timore, sii scettico e fai domande al tuo medico: perché facciamo questo esame? è necessario? da cosa è determinata questa malattia? quali sono gli effetti collaterali di questo medicinale? e per quanto tempo devo prenderlo? ci sono rischi? dovrò fare un intervento?
- dopo essere stato dal tuo medico, chiediti: ha ascoltato pazientemente le mie preoccupazioni? mi ha spiegato adeguatamente le cure necessarie? era un buon comunicatore? mi guardava negli occhi mentre parlavamo? era empatico, paziente, affabile e professionale?
- se il medico non risponde alle tue domande: non aver timore di cambiare medico e chiedere un secondo o un terzo parere;
- non cercare le tue risposte sul Dr. Google: i meccanismi di indicizzazione di un argomento sui motori di ricerca presenti nel web seguono algoritmi che non corrispondono alla logica prevista dalla scienza medica e potrebbero darti false speranze o facili illusioni su un problema che magari non è associato al tuo quadro clinico, facendoti spaventare senza motivo o facendoti sottovalutare un problema che magari può essere molto serio.
La risposta alla domanda “la terapia del reflusso laringo-faringeo va fatta a vita?” è: dipende dal paziente. Nella maggior parte dei casi non è necessaria una terapia farmacologica continua, ma è fondamentale un percorso personalizzato, basato su diagnosi corretta, trattamento mirato e cambiamento dello stile di vita. Il reflusso laringo-faringeo non va semplicemente “coperto” con un farmaco, ma compreso, monitorato e gestito nel tempo, con il supporto dello specialista in otorinolaringoiatria.
Ascolta il tuo medico. La miglior difesa per te e per la tua salute è lui: un medico di cui ti fidi.
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L'autore
Il Dott. Paolo Petrone è un medico, specialista in otorinolaringoiatria e chirurgia di testa e collo. Docente universitario abilitato a Professore Associato di Otorinolaringoiatria e Audiologia e membro di diverse società medico-scientifiche di calibro nazionale e internazionale. È appassionato di tecnologia e utilizza con spirito critico le tecnologie dell’informazione per fare divulgazione scientifica e diffondere innovazione digitale.
Ha realizzato numerosi progetti tra cui, tra il 2017 e il 2019, una raccolta di quasi 20.000 firme che hanno contribuito alla stesura di un progetto di legge con successiva promulgazione in legge dello Stato (L. n.10 del 10/02/2020: “Norme in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica”).
Ha collaborato e collabora ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali italiani e stranieri ed è autore e co-autore di articoli scientifici di ricerca nel campo delle patologie otorinolaringoiatriche, di presentazioni a congressi scientifici italiani e stranieri e di testi divulgativi a contenuto scientifico.
Nel 2022 è stato autore della Relazione Ufficiale del 108° Congresso Nazionale della SIOeChCF – Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale: “Otorhinolaryngologists’ role in the management of epidemic respiratory human infectious disease COVID-19″. La Relazione è stata pubblicata sulla rivista scientifica “Acta Otorhinolaryngologica Italica” (Journal Impact Factor: 2.618).
Riceve per appuntamento a Bari e Bitonto (Bari), ed esegue teleconsulti medici specialistici online.
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