
BARI, OTTOBRE 2025 – L’aumento del russamento notturno e delle apnee notturne negli ultimi decenni è andato di pari passo con l’aumento dell’obesità e con la diffusione del reflusso gastroesofageo e del reflusso laringofaringeo. Sebbene sia stata data molta attenzione alle apnee notturne come condizione a sé stante, la connessione tra malattia da reflusso, russamento e apnee notturne è stata trascurata.
Esplorare questa connessione può spiegare perché così tante persone lottano con entrambe le condizioni contemporaneamente.
Per cominciare, che cosa sono le apnee notturne?
Le apnee notturne (o OSA – Obstructive Sleep Apnea) sono brevi interruzioni del respiro durante il sonno, causate dal collasso temporaneo delle vie aeree superiori. Ogni apnea può durare diversi secondi e ridurre la quantità di ossigeno nel sangue, provocando micro-risvegli e sonno frammentato.
Le apnee non sono tutte uguali. Esistono apnee dovute a disturbi neurologici e apnee dovute al restringimento delle vie aeree, ed esistono anche forme miste.
Quali sono i sintomi più comuni che possono collegarsi alle apnee notturne?
I segnali da non ignorare sono:
russamento intenso o irregolare,
pause respiratorie notturne, notate dal partner,
sonnolenza diurna e stanchezza cronica,
cefalea mattutina, irritabilità o calo di concentrazione,
risvegli con sensazione di soffocamento o bocca secca.
Questi sintomi riducono la qualità della vita e, se trascurati, possono anche aumentare il rischio di patologie a carico di altri organi, come ipertensione, aritmie e disturbi metabolici.
Le apnee notturne richiedono sempre un intervento chirurgico?
No. Solo una minoranza dei pazienti necessita della chirurgia. La presenza di una deviazione del setto nasale, di una ipertrofia delle tonsille, di un palato di dimensioni ridotte possono essere l’obiettivo di un intervento chirurgico, ma non è detto che il loro trattamento risolva definitivamente russamento e apnee.
Questo perché questi elementi anatomici potrebbero non essere l’unica causa che porta al russamento e alle apnee. La conformazione del cranio, infatti, compie il proprio sviluppo intorno ai 17-18 anni di vita. Lo sviluppo di russamento notturno e sleep apnea già a questa età può spiegare una stretta correlazione con l’anatomia del soggetto, ma se russamento notturno e apnee del sonno si sviluppano in età avanzata, la vera causa può essere ricondotta ad altri fattori che vanno identificati.
Il compito dell’otorinolaringoiatra è proprio quello di identificare queste cause e proporre la soluzione meno invasiva e più efficace.
Come si fa la diagnosi delle apnee notturne?
La diagnosi si basa su:
- una visita otorinolaringoiatrica completa, con esecuzione di una fibrolaringoscopia, per analizzare naso, palato e faringe,
- in caso di sospetto di apnee severe, una polisonnografia notturna che monitora respiro, battito e saturazione di ossigeno,
- in alcuni casi, anche l’esecuzione di una endoscopia in sonno indotto (DISE), eseguita in sala operatoria con l’ausilio di un anestesista, può essere la soluzione più efficace per valutare la sede dell’ostruzione.
Una diagnosi precisa permette di impostare un trattamento personalizzato.
Qual è la connessione tra russamento, apnee del sonno e reflusso?
Molti individui a cui viene diagnosticato russamento e apnee notturne possono avere anche segni di gonfiore e infiammazione dei tessuti della gola e del naso.
Si tratta di segni distintivi della risalita del reflusso acido dallo stomaco, anche solo sotto forma di gas. È il reflusso laringo-faringeo, che viene chiamato da alcuni autori anche reflusso respiratorio o reflusso silente, proprio perché privo di sintomi tipici come bruciore di stomaco o rigurgito.
Il reflusso laringofaringeo colpisce principalmente l’apparato respiratorio e a differenza del più famoso reflusso gastroesofageo che colpisce l’esofago, il reflusso laringofaringeo coinvolge il contenuto gastrico acido e non acido che raggiunge la gola, la laringe e persino naso e seni paranasali. Il raggiungimento delle vie aeree può causare infiammazione e, nel tempo, essere responsabile di una progressiva riduzione del lume respiratorio. Questo processo può portare a russamento, respiro affannoso e, infine, apnea notturna ostruttiva.
Ci sono dei test che permettono di identificare concretamente questa correlazione?
Purtroppo, i test standard per il reflusso acido gastrico spesso non riescono a cogliere la correlazione con le apnee notturne. I test gastroenterologici più vecchi come il monitoraggio del pH o la gastroscopia rilevano la presenza di acido nell’esofago, ma potrebbero non identificare il reflusso laringofaringeo che colpisce le vie aeree. Allo stesso modo, gli studi del sonno si concentrano sulle interruzioni respiratorie senza indagare il problema di reflusso sottostante.
Dal momento che non esistono test completi che esaminino contemporaneamente sia il reflusso che l’apnea notturna, solo una visione più generale da parte del medico specialista otorino può aiutare ad identificare correttamente il problema e migliorare le strategie terapeutiche.
Ci sono soluzioni diverse dall’intervento dell’otorino?
Sì. Esistono anche altre soluzioni che non sono gestite direttamente dall’otorinolaringoiatra, ma che vengono prescritte dallo pneumologo o dall’odontoiatra. Si tratta prevalentemente di dispositivi di ventilazione polmonare (CPAP) o apparecchi dentari orali (MAD).
Ma anche le modifiche dello stile di vita e il dimagrimento svolgono un ruolo molto importante perché contribuiscono a ridurre le dimensioni del collo, migliorando lo spazio aereo che passa attraverso la gola.
Che cos’è la CPAP e come funziona?
La CPAP (Continuous Positive Airway Pressure) è la terapia più efficace per le forme moderate o gravi di apnea notturna.
Si tratta di un dispositivo che, tramite una mascherina nasale o naso-boccale, invia aria a pressione positiva mantenendo le vie aeree aperte durante il sonno. È una soluzione non invasiva che migliora rapidamente sonno, energia e concentrazione. È prescritta dallo pneumologo. Ma non rappresenta sempre una soluzione ben tollerata dal paziente che deve utilizzarla ogni notte, per tutta la vita.
La perdita di peso può aiutare a ridurre le apnee notturne?
Assolutamente sì. Il sovrappeso è uno dei principali fattori di rischio per le apnee notturne. Anche una riduzione del 10% del peso corporeo può diminuire significativamente il numero di episodi di apnea per notte. L’associazione di una dieta equilibrata e di attività fisica regolare è una parte essenziale del trattamento non chirurgico.
Quali abitudini quotidiane possono peggiorare le apnee notturne?
Alcuni comportamenti aumentano il rischio di russamento e apnee:
assunzione di alcol o sedativi prima di dormire,
fumo di sigaretta (che infiamma le vie respiratorie),
sonno in posizione supina (pancia in su),
cene abbondanti o tardive.
Correggere queste abitudini può ridurre in modo significativo la gravità dei sintomi.
Come scegliere la terapia più adatta?
La scelta dipende da tre fattori:
gravità delle apnee (lieve, moderata o severa),
sede anatomica dell’ostruzione,
tolleranza e preferenze del paziente.
L’otorinolaringoiatra, dopo una diagnosi accurata, propone un percorso terapeutico personalizzato, iniziando sempre dalle soluzioni non chirurgiche e integrandole con modifiche dello stile di vita e controlli periodici
Ricorda:
- se non respiri bene, non assumere farmaci con semplicità (antibiotici o antinfiammatori, ad esempio): assumere l’antibiotico senza motivo può esporre te o il tuo bambino ai rischi dell’assunzione di un farmaco (fotosensibilità, reazioni allergiche, shock anafilattico, etc) senza aiutarti a risolvere un problema delle alte vie respiratorie che in realtà potrebbe dipendere da altro (poliposi nasale, ipertrofia dei turbinati, reflusso laringo-faringeo, alga tossica, infezione di origine virale, da COVID-19, etc.);
- i farmaci corticosteroidei utilizzati per bocca e per lungo tempo sono pericolosi: possono causare effetti collaterali a carico di diversi organi (diabete, ipertensione, etc.) senza che tu te ne accorga;
- i farmaci vasocostrittori nasali sono pericolosi: possono causare effetti negativi a carico della mucosa nasale, di quella dei turbinati e anche della tuba uditiva;
- se utilizzati a lungo nel tempo, i farmaci vasocostrittori possono portare a diverse conseguenze: dipendenza, lesioni della mucosa nasale e delle strutture cartilaginee nasali (nello stesso modo determinato dall’abuso di sostanze stupefacenti come la cocaina), ma anche difficoltà respiratoria, difficoltà nella percezione degli odori, acufeni;
- per migliorare la tua respirazione segui i consigli del tuo otorino di fiducia: lavaggi nasali, aerosol, suffumigi, haloterapia, ma anche cure termali, immunostimolanti e probiotici possono avere il loro razionale in pazienti pediatrici o adulti più fragili e prevenire patologie che peggiorano la respirazione;
- il muco è un grande alleato delle infezioni delle alte vie respiratorie: intrappola virus e batteri, ma fa anche da substrato nutritivo per i batteri, facilitandone la moltiplicazione;
- i lavaggi nasali sono semplici e molto efficaci: funzionano come lo sciacquone del water, incontrano le secrezioni nasali e le portano via rapidamente;
- l’aerosol è molto efficace nella gestione delle infiammazioni delle alte vie aeree: che si tratti di una sinusite, di un mal di gola o di una otite, l’aerosol permette di somministrare una terapia per via topica senza utilizzare farmaci per via sistemica che passano in tutto l’organismo;
- il reflusso laringo-faringeo è una malattia diversa dal reflusso gastro-esofageo: è una malattia di recente definizione scientifica, è più subdola e meno evidente del reflusso gastro-esofageo e non tutti i medici la conoscono;
- il reflusso peggiora con l’inverno: presta particolare attenzione all’alimentazione e alla sedentarietà;
- il reflusso non colpisce solo adulti e anziani: è una patologia che interessa anche i bambini;
- lavora (e molto) sullo stile di vita: alimentazione (zucchero, pane, cioccolato, caffè, etc.), farmaci assunti per patologie croniche, abitudini di vita, stress influiscono (tanto) sul rapporto che il cervello ha con gli altri organi (con il sistema immunitario, con il sistema digerente, etc.);
- non tutti i farmaci per il reflusso sono uguali: Riopan, Gaviscon, Maalox, ognuno di essi contiene dei principi attivi differenti utili per raggiungere obiettivi diversi, non assumerli a caso;
- chi segue una terapia per il reflusso non deve seguirla a vita: se segui un corretto stile di vita potrai pian piano evitare di assumere terapie;
- se l’ostruzione nasale persiste: consulta il tuo medico di fiducia;
- la chirurgia non è sempre la soluzione a tutto: dopo una corretta diagnosi molti disturbi di orecchio, naso e gola possono essere trattati oggi anche con l’ausilio di terapie innovative;
- di fronte ad una malattia di cui non hai mai sentito parlare, non aver timore, sii scettico e fai domande al tuo medico: perché facciamo questo esame? è necessario? da cosa è determinata questa malattia? quali sono gli effetti collaterali di questo medicinale? e per quanto tempo devo prenderlo? ci sono rischi? dovrò fare un intervento?
- dopo essere stato dal tuo medico, chiediti: ha ascoltato pazientemente le mie preoccupazioni? mi ha spiegato adeguatamente le cure necessarie? era un buon comunicatore? mi guardava negli occhi mentre parlavamo? era empatico, paziente, affabile e professionale?
- se il medico non risponde alle tue domande: non aver timore di cambiare medico e chiedere un secondo o un terzo parere;
- non cercare le tue risposte sul Dr. Google: i meccanismi di indicizzazione di un argomento sui motori di ricerca presenti nel web seguono algoritmi che non corrispondono alla logica prevista dalla scienza medica e potrebbero darti false speranze o facili illusioni su un problema che magari non è associato al tuo quadro clinico, facendoti spaventare senza motivo o facendoti sottovalutare un problema che magari può essere molto serio.
Il legame tra reflusso acido e apnea notturna è più significativo di quanto molti credano. Il reflusso laringo-faringeo, in particolare durante il sonno, gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’apnea notturna ostruttiva, causando infiammazione cronica e restringimento delle vie aeree. Riconoscere precocemente i sintomi e apportare cambiamenti nello stile di vita può aiutare a gestire entrambe le condizioni, migliorando il sonno e la salute generale. Affrontando il reflusso acido in modo proattivo, è possibile ridurre il rischio di complicanze a lungo termine e godere di notti più tranquille, evitando dispositivi che vengono spesso mal tollerati come la CPAP.
Ascolta il tuo medico. La miglior difesa per te e per la tua salute è lui: un medico di cui ti fidi.
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L'autore
Il Dott. Paolo Petrone è un medico, specialista in otorinolaringoiatria e chirurgia di testa e collo. Docente universitario abilitato a Professore Associato di Otorinolaringoiatria e Audiologia e membro di diverse società medico-scientifiche di calibro nazionale e internazionale. È appassionato di tecnologia e utilizza con spirito critico le tecnologie dell’informazione per fare divulgazione scientifica e diffondere innovazione digitale.
Ha realizzato numerosi progetti tra cui, tra il 2017 e il 2019, una raccolta di quasi 20.000 firme che hanno contribuito alla stesura di un progetto di legge con successiva promulgazione in legge dello Stato (L. n.10 del 10/02/2020: “Norme in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica”).
Ha collaborato e collabora ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali italiani e stranieri ed è autore e co-autore di articoli scientifici di ricerca nel campo delle patologie otorinolaringoiatriche, di presentazioni a congressi scientifici italiani e stranieri e di testi divulgativi a contenuto scientifico.
Nel 2022 è stato autore della Relazione Ufficiale del 108° Congresso Nazionale della SIOeChCF – Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale: “Otorhinolaryngologists’ role in the management of epidemic respiratory human infectious disease COVID-19″. La Relazione è stata pubblicata sulla rivista scientifica “Acta Otorhinolaryngologica Italica” (Journal Impact Factor: 2.618).
Riceve per appuntamento a Bari e Bitonto (Bari), ed esegue teleconsulti medici specialistici online.
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