News | 17 Gennaio 2025

Patologia otorino di orecchio, naso e gola: la chirurgia è sempre la soluzione a tutto?

Patologia otorino di orecchio, naso e gola: la chirurgia è sempre la soluzione a tutto?

BARI, GENNAIO 2025 – La chirurgia di orecchio, naso e gola è fondamentale per curare i tumori che colpiscono testa e collo, ma è sempre necessaria, nel 2025, per curare anche tutte le patologie funzionali che colpiscono orecchio, naso e gola?

Questo articolo nasce come doverosa riflessione sulle possibilità terapeutiche che sono oggi disponibili per il trattamento delle patologie funzionali dell’orecchio e delle alte vie respiratorie, alla luce dei progressi che la scienza medica e farmacologica offre ai pazienti otorino.

Andiamo per ordine, cosa si intende per patologie funzionali?

Per patologie funzionali si intendono quelle malattie che non compromettono la vita del paziente, ma che ne inficiano la qualità della vita (come deviazioni del setto nasale, ipertrofia dei turbinati, poliposi nasale, rinosinusite cronica, otosclerosi, infezioni ricorrenti delle adenoidi e delle tonsille, etc.). E la cui risoluzione porterebbe ad un miglioramento generale delle condizioni di un paziente pediatrico o di un paziente adulto o anziano.

Per tutte le patologie funzionali otorinolaringoiatriche esiste una soluzione non chirurgica?

Certamente no. Molte patologie, in relazione alla loro gravità, non possono purtroppo essere risolte con una terapia non chirurgica. Una deviazione del setto nasale, ad esempio, non può essere modificata senza chirurgia, ma se il problema di fondo lamentato dal paziente è la difficoltà respiratoria, allora è possibile lavorare sul miglioramento della respirazione cercando di capire se ci sono altri fattori che contribuiscono a peggiorare la respirazione (come allergie, ipertrofia dei turbinati, reflusso laringo-faringeo), cercando di minimizzare l’uso di terapie fai-da-te che possono non rivelarsi efficaci o, peggio, pericolose e l’abuso degli antibiotici. Qualora possibile, quindi, la scelta di una terapia non chirurgica deve rappresentare sempre la prima strada da seguire. E questo per minimizzare sia i rischi connessi all’assunzione dei farmaci dell’anestesia (locale o generale), sia per minimizzare i rischi connessi al trattamento chirurgico.

Perché oggi esistono più soluzioni non chirurgiche rispetto a qualche anno fa?

Benché in ambito otorino esistano soluzioni terapeutiche millenarie che hanno la loro validità scientifica (lavaggi nasali, aerosol, suffumigi, haloterapia), la scienza medica ha oggi fatto passi da gigante in molti ambiti. L’avvento della terapia biologica per il trattamento della poliposi nasale e della rinosinusite cronica con polipi nasali ha rappresentato ad esempio una rivoluzione nella terapia di una patologia che fino a qualche anno fa poteva essere curata solo con il cortisone o con un intervento chirurgico piuttosto invasivo (la FESS). L’avvento di protesi acustiche tecnologicamente più avanzate o integrate in device come gli smartphone, invece, nel trattamento delle perdite di udito, si è rivelato ad esempio ancora più efficace per trattare alcune patologie come l’otosclerosi che fino a pochi anni fa davano migliori risultati solo con l’intervento chirurgico, alla luce anche dei benefici che questi device danno per la salute. E, ancora, i numerosi studi condotti sui vaccini hanno permesso di perfezionarne l’uso per la terapia del papilloma che fino a pochi anno fa poteva essere solo trattato chirurgicamente. Così come l’avvento di integratori a base di acido ialuronico o di bromelina permette di ottenere dei risultati terapeutici ottimi contro muco, tonsilliti, otiti, sinusiti, e infiammazioni delle alte vie respiratorie senza utilizzare dei veri e propri farmaci che invece agiscono modificando le cellule di orecchio, naso e gola. E, ancora, nuovi studi stanno sperimentando cure innovative per il trattamento di patologie nuove come il reflusso laringo-faringeo.

Senza dimenticare che, da un punto di vista diagnostico, infine, il perfezionamento delle fibre ottiche per lo studio di disfonie e fastidi alla gola, l’avvento di strumenti computerizzati per lo studio delle vertigini (il vHIT), permettono oggi di ottenere delle diagnosi più precise e permettono così di agire direttamente in modo mirato sulle varie patologie e ottenere risultati migliori e in tempi più brevi.

Da un punto di vista generale, quali sono i rischi connessi ad un eventuale trattamento chirurgico?

Qualsiasi intervento chirurgico non è un gioco. Ogni intervento ha dei benefici attesi e delle possibili complicanze. Il medico gioca un ruolo fondamentale nel dialogo con il paziente.

Nell’era del dottor Google, spiegare al paziente la necessità dell’intervento, gli obiettivi prefissati e cosa può accadere di negativo non è solo un obbligo deontologico e medico-legale, ma è anche fondamentale per far capire al paziente che ogni caso è a sé stante, e che le logiche di indicizzazione di Google seguono degli algoritmi che non appartengono al sapere della scienza medica. Il paziente oggi sa già come sarà svolto l’intervento e quali benefici potrà portargli, ma non sa che ciò che ha letto su Google non corrisponde al suo specifico caso, alla sua anatomia, alla sua storia personale, ai farmaci che già assume. Sa però per filo e per segno quali sono le complicanze che potranno accadere. E qui entra in scena il medico che deve superare il computer. E, con il suo sapere e la sua empatia, deve condurre il paziente a sé. Fargli capire quali sono i benefici del suo intervento e i suoi rischi. Il che non vuol dire che queste complicanze accadranno, ma è indice del fatto che il medico le conosce e sa quale sarà la strada da seguire nel caso in cui le cose non vadano come sperato.
Qualsiasi modificazione del corpo che si realizza dopo una incisione chirurgica ha delle conseguenze che, nella maggior parte dei casi, non sono modificabili. Subire un intervento chirurgico non è come cambiare un taglio di capelli. Le conseguenze negative di un intervento chirurgico possono essere molte: dall’insoddisfazione del paziente per risultati non buoni, passando per danni funzionali più o meno gravi, fino a rischi seri per la vita, come può accadere nel caso di tonsillectomie o adenoidectomie.

Perché si possono verificare delle complicanze di un intervento? È sempre colpa del chirurgo?

Non sempre la colpa di un intervento mal riuscito è di chi opera. Un intervento a carico della tuba uditiva, ad esempio, per migliorare una disfunzione tubarica, in un paziente che soffre di acufeni ma non necessita di questo intervento, può ad esempio far peggiorare gli acufeni. Per questo motivo è fondamentale una corretta diagnosi, l’indicazione della giusta tecnica chirurgica o del giusto trattamento medico. Un medico, prima di essere un buon chirurgo, deve essere un buon medico. Saper fare una diagnosi corretta. E saper dialogare con il paziente per spiegargli a cosa si potrà trovare di fronte anche dopo l’intervento.

È meglio eseguire un intervento chirurgico tradizionale, con il laser o con il robot?

La tecnica chirurgica deve essere scelta in base alle finalità da raggiungere. La pubblicizzazione di alcune strumentazioni chirurgiche futuristiche (come il laser o il robot) spesso non aiuta il paziente a comprendere l’importanza e il ruolo di chi manovra tali strumentazioni e, in alcuni casi, serve solo ad enfatizzare una struttura ospedaliera senza magari essere la vera soluzione al problema. Un intervento chirurgico laser ai turbinati, ad esempio, benché oggi sia molto pubblicizzato, non è scevro dalla comparsa di croste e sanguinamenti post-operatori che possono complicare la respirazione, invece di migliorarla. Ecco perché il dialogo con il proprio specialista otorino di fiducia è fondamentale. Chiedere i vantaggi e gli svantaggi di una tecnica, i tempi di recupero, le possibili complicanze che possono sorgere scegliendo una strumentazione rispetto ad un’altra è fondamentale. Questo dialogo può aiutare il paziente ad orientarsi nella scelta di una struttura ospedaliera rispetto ad un’altra, ed eticamente evidenzia l’importanza e il ruolo del counseling con il paziente.

Come faccio a scegliere la migliore struttura in cui farmi operare o in cui far operare il mio bambino?

Ci sono strutture ospedaliere che hanno specialisti molto bravi ma non hanno un team dedicato ad una determinata patologia. È indispensabile, spesso, scegliere una struttura in cui sono riunite tutte le competenze necessarie. Il chirurgo è solo una parte di una macchina complessa che deve puntare al benessere del paziente. Ma non è l’unica componente. Il medico che fa la diagnosi, chi lo accoglie, gli infermieri, tutti devono avere delle competenze non occasionali, ma sviluppate in modo duraturo su più pazienti dello stesso tipo. Una unità operativa che ad esempio si occupa solo di pazienti otorino pediatrici, avrà degli infermieri con competenze differenti rispetto agli infermieri che si occupano dell’adulto, e che avranno più esperienza anche solo per un prelievo ad un paziente più piccolo.

E poi, ancora, la strumentazione diagnostica e operativa dedicata. Un bambino necessita di strumenti di dimensioni ridotte rispetto agli strumenti di un adulto, ma allo stesso tempo dotati della stessa efficienza diagnostica e operatoria. Così come una struttura che si dedica alla risoluzione di patologie del naso, avrà investito in strumentazioni più avanzate rispetto ad un’altra che si occupa preferenzialmente di patologie dell’orecchio.

La struttura che possiamo considerare “migliore” rispetto ad un’altra per una qualsiasi patologia otorino è una macchina complessa fatta di tanti elementi che devono girare assieme alla perfezione e molto rapidamente.


Ricorda:

  • di fronte ad una malattia di cui non hai mai sentito parlare, non aver timore, sii scettico e fai domande al tuo medico: perché facciamo questo esame? è necessario? da cosa è determinata questa malattia? quali sono gli effetti collaterali di questo medicinale? e per quanto tempo devo prenderlo? ci sono rischi? dovrò fare un intervento? 
  • dopo essere stato dal tuo medico, chiediti: ha ascoltato pazientemente le mie preoccupazioni? mi ha spiegato adeguatamente le cure necessarie? era un buon comunicatore? mi guardava negli occhi mentre parlavamo? era empatico, paziente, affabile e professionale?
  • se il medico non risponde alle tue domande: non aver timore di cambiare medico e chiedere un secondo o un terzo parere;
  • non cercare le tue risposte sul Dr. Google: i meccanismi di indicizzazione di un argomento sui motori di ricerca presenti nel web seguono algoritmi che non corrispondono alla logica prevista dalla scienza medica e potrebbero darti false speranze o facili illusioni su un problema che magari non è associato al tuo quadro clinico, facendoti spaventare senza motivo o facendoti sottovalutare un problema che magari può essere molto serio.

Ascolta il tuo medico. La miglior difesa per te e per la tua salute è lui: un medico di cui ti fidi.


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paolo petrone
L'autore

Il Dott. Paolo Petrone è un medico, specialista in otorinolaringoiatria e chirurgia di testa e collo. Docente universitario abilitato a Professore Associato di Otorinolaringoiatria e Audiologia e membro di diverse società medico-scientifiche di calibro nazionale e internazionale. È appassionato di tecnologia e utilizza con spirito critico le tecnologie dell’informazione per fare divulgazione scientifica e diffondere innovazione digitale.

Ha realizzato numerosi progetti tra cui, tra il 2017 e il 2019, una raccolta di quasi 20.000 firme che hanno contribuito alla stesura di un progetto di legge con successiva promulgazione in legge dello Stato (L. n.10 del 10/02/2020: “Norme in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica”).

Ha collaborato e collabora ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali italiani e stranieri ed è autore e co-autore di articoli scientifici di ricerca nel campo delle patologie otorinolaringoiatriche, di presentazioni a congressi scientifici italiani e stranieri e di testi divulgativi a contenuto scientifico.

Nel 2022 è stato autore della Relazione Ufficiale del 108° Congresso Nazionale della SIOeChCF – Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale: “Otorhinolaryngologists’ role in the management of epidemic respiratory human infectious disease COVID-19″. La Relazione è stata pubblicata sulla rivista scientifica “Acta Otorhinolaryngologica Italica” (Journal Impact Factor: 2.618).

Riceve per appuntamento a Bari e Bitonto (Bari), ed esegue teleconsulti medici specialistici online.

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