News | 23 Settembre 2025

Semaglutide, Ozempic e Rybelsus da un lato e Tirzepatide e Mounjaro dall’altro. Causano malattia da reflusso? Gli effetti collaterali interessano anche il distretto otorino

Semaglutide, Ozempic e Rybelsus da un lato e Tirzepatide e Mounjaro dall’altro. Causano malattia da reflusso? Gli effetti collaterali interessano anche il distretto otorino

BARI, SETTEMBRE 2025 – La semaglutide (commercializzata con i nomi di Ozempic e Rybelsus) e la tirzepatide (commercializzata con il nome di Mounjaro) stanno spopolando per il trattamento dell’obesità, del diabete e dell’iperglicemia. Si tratta però di farmaci recenti, sui quali non ci sono ancora moltissimi studi che approfondiscano gli effetti collaterali di questi farmaci. E sui quali si affaccia anche la comparsa del reflusso gastro-esofageo e del reflusso laringo-faringeo.

Se da un lato questi farmaci riducono l’obesità, e quindi idealmente dovrebbero migliorare lo svuotamento gastrico, dall’altro lato, in realtà, sono sempre più comuni i casi descritti in letteratura di comparsa di malattia da reflusso, pirosi, bruciore retrosternale, tosse stizzosa, scolo mucoso retrofaringeo che complicano la qualità di vita di questi pazienti che si vedono costretti a scegliere tra una necessità di salute e un peggioramento del proprio benessere.

Ma questi effetti negativi durano per sempre? Cerchiamo di capirlo assieme.

Per cominciare, cosa sono la semaglutide e la tirzepatide?

La semaglutide e la tirzepatide sono farmaci innovativi per il trattamento del diabete mellito di tipo 2 e dell’obesità. In particolare:

  • la semaglutide è un agonista del recettore del GLP-1 (glucagon-like peptide-1);

  • la tirzepatide agisce sia sui recettori del GLP-1 sia su quelli del GIP (glucose-dependent insulinotropic polypeptide).

Entrambi questi farmaci riducono l’appetito, rallentano lo svuotamento gastrico e favoriscono la perdita di peso.

Questi farmaci possono causare reflusso gastro-esofageo (GERD)?

Sì, in alcuni pazienti semaglutide e tirzepatide possono causare reflusso gastro-esofageo. Questo accade perché il rallentamento dello svuotamento gastrico aumenta la pressione intragastrica e facilita la risalita di contenuto acido o non acido verso l’esofago.

In particolare:

  • alcuni studi clinici hanno riportato pirosi e rigurgito con agonisti GLP-1;

  • a lungo termine, la perdita di peso riduce il rischio di reflusso, creando un effetto paradossale: peggioramento iniziale, miglioramento successivo.

E semaglutide e tirzepatide sono responsabili della comparsa del reflusso laringo-faringeo (LPR)?

Il reflusso laringo-faringeo è spesso sottodiagnosticato e molto meno conosciuto, ma è strettamente legato ai meccanismi di sviluppo del reflusso gastro-esofageo. Nei pazienti in terapia con semaglutide o tirzepatide:

  • il rallentamento gastrico può favorire micro-risalite acide o alcaline che raggiungono la laringe;

  • i pazienti possono riferire disfonia, tosse cronica, sensazione di globo e clearing faringeo;

  • alcuni dati preliminari indicano che la dispepsia e il reflusso extra-esofageo siano effetti avversi non rari con semaglutide.

Quali sono gli effetti collaterali sulle alte vie respiratorie?

Oltre alla risalita di rigurgito acido, i pazienti possono manifestare:

  • nausea e vomito, con irritazione faringea e laringea,

  • tosse secca o cronica, correlata al reflusso laringo-faringeo (extra-esofageo),

  • laringospasmo e disfonia, da irritazione laringea,

  • in rari casi, possono comparire faringiti e infezioni delle alte vie respiratorie, già comunque segnalate nei trial clinici.

Cosa dovrebbe fare un paziente che sviluppa sintomi di reflusso durante la terapia?

Un paziente che sviluppa i sintomi del reflusso durante la terapia con semaglutide e tirzepatide dovrebbe: 

  • segnalare tempestivamente i sintomi al proprio medico curante,

  • adottare un approccio dietoterapico (dieta mediterranea povera di grassi, pasti piccoli e frequenti),

  • evitare alcol, caffè, cioccolato e cibi acidi,

  • considerare terapie antiacide o alginiche,

  • non sospendere mai autonomamente la terapia, ma discuterne prima con lo specialista.

Esiste una differenza tra semaglutide e tirzepatide nella comparsa di sintomi da reflusso?

Al momento i dati sono limitati. Dalla letteratura recente emerge che:

  • la semaglutide, selettiva per il GLP-1, sembra essere più frequentemente associata a nausea e rallentamento gastrico;

  • la tirzepatide, con doppia azione GLP-1/GIP, potrebbe avere un profilo leggermente diverso, ma gli studi clinici mostrano effetti gastrointestinali simili.

Possiamo però dire con certezza che servono ulteriori studi specifici su reflusso gastro-esofageo e reflusso laringo-faringeo. E dal momento che il reflusso laringo-faringeo è molto meno noto del reflusso gastro-esofageo, è ragionevole supporre che avremo risultati sull’associazione di semaglutide-tirzepatide e reflusso laringo-faringeo molto più tardi.

Il reflusso indotto da semaglutide e tirzepatide è e sarà sempre persistente?

Si tratta di una domanda fatta di frequente dai pazienti che sono attualmente in cura con semaglutide e tirzepatide e che visitano un otorino che si occupa scientificamente di reflusso laringo-faringeo.

Gli studi attualmente presenti in letteratura dicono che  non esiste un’associazione eterna tra questi farmaci e il reflusso laringo-faringeo. In particolare:

  • nei primi mesi di assunzione di questi farmaci i sintomi possono essere più marcati;

  • con la perdita di peso e la riduzione del grasso viscerale, spesso si osserva un miglioramento del reflusso gastro-esofageo e del reflusso laringo-faringeo;

  • in molti pazienti vi è un peggioramento transitorio seguito da una fase di stabilizzazione o di regressione.

Ci sono categorie di pazienti più a rischio di sviluppare reflusso con GLP-1 agonisti?

Sì. Ci sono pazienti più a rischio e si tratta di:

  • pazienti obesi con ernia iatale,

  • pazienti con gastroparesi diabetica,

  • soggetti con asma o BPCO, in cui il reflusso laringo-faringeo può peggiorare il controllo respiratorio.

In tutti questi pazienti è fondamentale un monitoraggio clinico ravvicinato.

Questi farmaci possono influenzare il sonno attraverso il reflusso?

Sì. Questi farmaci possono anche influenzare la qualità del sonno. Questo perché:

  • in posizione supina aumenta il rischio di reflusso,

  • possono esserci possibili risvegli notturni con tosse o laringospasmo,

  • la qualità del sonno può peggiorare, con ripercussioni diurne (astenia, voce roca).

Consigli pratici: sollevare il capo del letto, evitare pasti serali abbondanti, assumere il farmaco al mattino.

Quali strategie preventive può adottare lo specialista ORL nei pazienti che iniziano la terapia?

Il compito dello specialista otorinolaringoiatra che vede per la prima volta un paziente che assume semagutide e tirzepatide è complesso e per nulla semplicistico. Non è possibile limitarsi alla somministrazione di inibitori di pompa protonica come il Lucen o il Pantorc. 

  1. Questi pazienti devono essere studiati, va compreso il loro peso iniziale, la necessità per cui assumono semaglutide o tirzepatide, la presenza di un eventuale reflusso preesistente, i sintomi che stanno vivendo in quel preciso momento e che li stanno spingendo a rivolgersi ad uno specialista otorino. 
  2. Successivamente è fondamentale valutare da un punto di vista fibrolaringoscopico i punti di infiammazione della gola determinati dal reflusso laringo-faringeo, e la gravità di questa infiammazione.
  3. Ed, infine, educare il paziente a riconoscere i sintomi, ad assumere uno stile di vita e una dieta mediterranea anti-reflusso, a collaborare con diabetologi e nutrizionisti, ad associare precocemente terapie anti-reflusso.

 


Ricorda:

Semaglutide e tirzepatide rappresentano un progresso terapeutico significativo nel trattamento dell’obesità e del diabete. Tuttavia, i loro effetti sullo svuotamento gastrico possono predisporre o aggravare il reflusso gastro-esofageo e il reflusso laringo-faringeo. Una gestione multidisciplinare e un’attenta sorveglianza clinica sono fondamentali per ottimizzare la sicurezza e i benefici della terapia.

Ascolta il tuo medico. La miglior difesa per te e per la tua salute è lui: un medico di cui ti fidi.


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paolo petrone
L'autore

Il Dott. Paolo Petrone è un medico, specialista in otorinolaringoiatria e chirurgia di testa e collo. Docente universitario abilitato a Professore Associato di Otorinolaringoiatria e Audiologia e membro di diverse società medico-scientifiche di calibro nazionale e internazionale. È appassionato di tecnologia e utilizza con spirito critico le tecnologie dell’informazione per fare divulgazione scientifica e diffondere innovazione digitale.

Ha realizzato numerosi progetti tra cui, tra il 2017 e il 2019, una raccolta di quasi 20.000 firme che hanno contribuito alla stesura di un progetto di legge con successiva promulgazione in legge dello Stato (L. n.10 del 10/02/2020: “Norme in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica”).

Ha collaborato e collabora ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali italiani e stranieri ed è autore e co-autore di articoli scientifici di ricerca nel campo delle patologie otorinolaringoiatriche, di presentazioni a congressi scientifici italiani e stranieri e di testi divulgativi a contenuto scientifico.

Nel 2022 è stato autore della Relazione Ufficiale del 108° Congresso Nazionale della SIOeChCF – Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale: “Otorhinolaryngologists’ role in the management of epidemic respiratory human infectious disease COVID-19″. La Relazione è stata pubblicata sulla rivista scientifica “Acta Otorhinolaryngologica Italica” (Journal Impact Factor: 2.618).

Riceve per appuntamento a Bari e Bitonto (Bari), ed esegue teleconsulti medici specialistici online.

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