News | 4 Novembre 2025

Reflusso laringofaringeo: ecco perché il lattosio è un problema. Il parere dell’otorino

Reflusso laringofaringeo: ecco perché il lattosio è un problema. Il parere dell’otorino

BARI, NOVEMBRE 2025 – Il reflusso laringo-faringeo (LPR) è una condizione otorinolaringoiatrica caratterizzata dalla risalita del contenuto gastrico da stomaco ed esofago fino alla laringe e alla faringe, causando irritazione delle mucose. A differenza del reflusso gastroesofageo classico (GERD) seguito dal gastroenterologo, i sintomi possono manifestarsi senza bruciore retrosternale, rendendo così la diagnosi più complessa. La gestione nutrizionale è fondamentale: alcuni alimenti e metodologie di cottura possono aggravare i sintomi, mentre altri proteggono le mucose laringee.

Questo articolo risponde alle domande più frequenti che i pazienti fanno in un ambulatorio otorino riguardanti cosa mangiare e cosa evitare, con particolare attenzione agli effetti del lattosio sullo sviluppo della malattia da reflusso.

Quali alimenti è consigliabile evitare in caso di reflusso laringo-faringeo?

Diversi sono i meccanismi che coinvolgono la comparsa del reflusso laringo-faringeo. L’aumento dell’acidità gastrica, il rilassamento dello sfintere esofageo superiore o inferiore, il rallentamento dello svuotamento gastrico sono i principali meccanismi coinvolti nella comparsa di reflusso a carico delle alte vie aero-digestive. I cibi grassi o fritti, gli alimenti piccanti, il cioccolato, i pomodori e i derivati, gli agrumi, le bevande gassate, l’alcol e il caffè, con diversi meccanismi biochimici sono i principali imputati in questi fenomeni che sono alla base della comparsa del reflusso laringo-faringeo.

Quali alimenti sono generalmente sicuri e consigliati?

Verdure cotte o crude a basso contenuto acido (carote, zucchine, spinaci), frutta dolce non acida (pere, banane), cereali integrali, proteine magre (pollo, tacchino, pesce), formaggi stagionati a basso contenuto di grassi e tisane non irritanti.

Il lattosio può avere una influenza sul reflusso laringo-faringeo?

Sì. I formaggi a basso contenuto di grassi sono generalmente ben tollerati, ma sia nei pazienti con intolleranza al lattosio che in quelli che non hanno intolleranza al lattosio, il latte intero, la panna e i formaggi freschi o stagionati possono peggiorare i sintomi per diversi motivi fisiopatologici. In questi casi è opportuno evitare questi alimenti o, se necessario, preferire latte scremato o senza lattosio e formaggi magri.

Pazienti che soffrono di intolleranza al lattosio: perché il lattosio aumenta il reflusso?

In pazienti che soffrono di intolleranza al lattosio, il lattosio non viene completamente scomposto nel tratto intestinale. Questo può causare gonfiore, crampi e gas. Questi sintomi possono aumentare la pressione nell’intestino, che a sua volta può favorire il reflusso acido, spingendo il contenuto gassoso dello stomaco verso l’esofago, e di qui verso la gola provocando la formazione di reflusso laringo-faringeo.

Pazienti che NON soffrono di intolleranza al lattosio: perché i derivati del latte possono provocare reflusso laringo-faringeo?

In pazienti che NON soffrono di intolleranza al lattosio, i derivati del latte possono provocare un rilassamento dello sfintere esofageo inferiore (LES), che è la valvola che separa lo stomaco dall’esofago. Se il LES si rilassa troppo, aumenta il rischio di reflusso acido verso le alte vie respiratorie. 

Il lattosio è responsabile di effetti infiammatori?

Sì. Il lattosio è dotato di un effetto irritante a carico della mucosa esofageo e laringo-faringea che può colpire tutti i soggetti, sia quelli che hanno intolleranza al lattosio che quelli che non soffrono di intolleranza al lattosio. Questo accade perché i soggetti con reflusso laringofaringeo hanno una mucosa delle alte vie aero-digestive più sensibile e infiammata. In questi casi, anche piccole quantità di lattosio (o alimenti ricchi di lattosio) potrebbero irritare laringe e faringe, peggiorando così i sintomi del reflusso.

I prodotti senza lattosio possono causare reflusso laringo-faringeo?

Sì, anche se un alimento è senza lattosio, può comunque causare reflusso laringo-faringeo per motivi diversi dal contenuto di lattosio. Il lattosio, infatti, è solo lo zucchero del latte, ma il reflusso dipende da altri fattori. E, in particolare:

  1. presenza di grassi e proteine del latte:
    gli alimenti senza lattosio (come latte delattosato, formaggi senza lattosio o yogurt delattosati) contengono comunque grassi e proteine del latte (caseina, siero, ecc.). I grassi rallentano lo svuotamento gastrico e rilassano lo sfintere esofageo inferiore, favorendo la risalita dell’acido. Alcune proteine del latte stimolano la secrezione gastrica, peggiorando i sintomi del reflusso;

  2. presenza di aggiunte industriali:
    molti prodotti “senza lattosio” industriali contengono additivi, stabilizzanti o zuccheri (come sciroppo di glucosio o maltodestrine) che possono aumentare la fermentazione intestinale o irritare lo stomaco;

  3. presenza di altri zuccheri semplici:
    anche se non c’è lattosio, la presenza di altri zuccheri semplici può favorire la produzione di gas e pressione addominale, peggiorando il reflusso;

  4. quantità e modalità di consumo:
    bere grandi quantità di liquidi (anche delattosati) durante o subito dopo i pasti, oppure sdraiarsi dopo averli assunti, può facilitare il reflusso;

  5. sensibilità personale:
    Alcune persone sono sensibili non al lattosio, ma proprio alle proteine del latte vaccino. In questi casi anche i prodotti “senza lattosio” possono dare fastidio.

 


Ricorda:

La gestione del reflusso laringo-faringeo richiede un approccio multidisciplinare che integri terapia farmacologica, modifiche dello stile di vita e strategie nutrizionali personalizzate. Conoscere quali alimenti e metodologie di cottura possono aggravare o alleviare i sintomi, e tenere conto di eventuali intolleranze, permette di ridurre l’infiammazione laringo-faringea e prevenire recidive. La dieta deve essere sempre adattata alle risposte individuali del paziente, migliorando la qualità della vita e l’efficacia della gestione clinica.

Ascolta il tuo medico. La miglior difesa per te e per la tua salute è lui: un medico di cui ti fidi.


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paolo petrone
L'autore

Il Dott. Paolo Petrone è un medico, specialista in otorinolaringoiatria e chirurgia di testa e collo. Docente universitario abilitato a Professore Associato di Otorinolaringoiatria e Audiologia e membro di diverse società medico-scientifiche di calibro nazionale e internazionale. È appassionato di tecnologia e utilizza con spirito critico le tecnologie dell’informazione per fare divulgazione scientifica e diffondere innovazione digitale.

Ha realizzato numerosi progetti tra cui, tra il 2017 e il 2019, una raccolta di quasi 20.000 firme che hanno contribuito alla stesura di un progetto di legge con successiva promulgazione in legge dello Stato (L. n.10 del 10/02/2020: “Norme in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica”).

Ha collaborato e collabora ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali italiani e stranieri ed è autore e co-autore di articoli scientifici di ricerca nel campo delle patologie otorinolaringoiatriche, di presentazioni a congressi scientifici italiani e stranieri e di testi divulgativi a contenuto scientifico.

Nel 2022 è stato autore della Relazione Ufficiale del 108° Congresso Nazionale della SIOeChCF – Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale: “Otorhinolaryngologists’ role in the management of epidemic respiratory human infectious disease COVID-19″. La Relazione è stata pubblicata sulla rivista scientifica “Acta Otorhinolaryngologica Italica” (Journal Impact Factor: 2.618).

Riceve per appuntamento a Bari e Bitonto (Bari), ed esegue teleconsulti medici specialistici online.

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