
BARI, NOVEMBRE 2025 – Il reflusso laringo-faringeo (LPR) è una condizione otorinolaringoiatrica caratterizzata dalla risalita del contenuto gastrico da stomaco ed esofago fino alla laringe e alla faringe, causando irritazione delle mucose. A differenza del reflusso gastroesofageo classico (GERD) seguito dal gastroenterologo, i sintomi possono manifestarsi senza bruciore retrosternale, rendendo così la diagnosi più complessa. La gestione nutrizionale è fondamentale: alcuni alimenti e metodologie di cottura possono aggravare i sintomi, mentre altri proteggono le mucose laringee.
Questo articolo risponde alle domande più frequenti che i pazienti fanno in un ambulatorio otorino riguardanti cosa mangiare e cosa evitare, con particolare attenzione agli effetti del lattosio sullo sviluppo della malattia da reflusso.
Quali alimenti è consigliabile evitare in caso di reflusso laringo-faringeo?
Diversi sono i meccanismi che coinvolgono la comparsa del reflusso laringo-faringeo. L’aumento dell’acidità gastrica, il rilassamento dello sfintere esofageo superiore o inferiore, il rallentamento dello svuotamento gastrico sono i principali meccanismi coinvolti nella comparsa di reflusso a carico delle alte vie aero-digestive. I cibi grassi o fritti, gli alimenti piccanti, il cioccolato, i pomodori e i derivati, gli agrumi, le bevande gassate, l’alcol e il caffè, con diversi meccanismi biochimici sono i principali imputati in questi fenomeni che sono alla base della comparsa del reflusso laringo-faringeo.
Quali alimenti sono generalmente sicuri e consigliati?
Verdure cotte o crude a basso contenuto acido (carote, zucchine, spinaci), frutta dolce non acida (pere, banane), cereali integrali, proteine magre (pollo, tacchino, pesce), formaggi stagionati a basso contenuto di grassi e tisane non irritanti.
Il lattosio può avere una influenza sul reflusso laringo-faringeo?
Sì. I formaggi a basso contenuto di grassi sono generalmente ben tollerati, ma sia nei pazienti con intolleranza al lattosio che in quelli che non hanno intolleranza al lattosio, il latte intero, la panna e i formaggi freschi o stagionati possono peggiorare i sintomi per diversi motivi fisiopatologici. In questi casi è opportuno evitare questi alimenti o, se necessario, preferire latte scremato o senza lattosio e formaggi magri.
Pazienti che soffrono di intolleranza al lattosio: perché il lattosio aumenta il reflusso?
In pazienti che soffrono di intolleranza al lattosio, il lattosio non viene completamente scomposto nel tratto intestinale. Questo può causare gonfiore, crampi e gas. Questi sintomi possono aumentare la pressione nell’intestino, che a sua volta può favorire il reflusso acido, spingendo il contenuto gassoso dello stomaco verso l’esofago, e di qui verso la gola provocando la formazione di reflusso laringo-faringeo.
Pazienti che NON soffrono di intolleranza al lattosio: perché i derivati del latte possono provocare reflusso laringo-faringeo?
In pazienti che NON soffrono di intolleranza al lattosio, i derivati del latte possono provocare un rilassamento dello sfintere esofageo inferiore (LES), che è la valvola che separa lo stomaco dall’esofago. Se il LES si rilassa troppo, aumenta il rischio di reflusso acido verso le alte vie respiratorie.
Il lattosio è responsabile di effetti infiammatori?
Sì. Il lattosio è dotato di un effetto irritante a carico della mucosa esofageo e laringo-faringea che può colpire tutti i soggetti, sia quelli che hanno intolleranza al lattosio che quelli che non soffrono di intolleranza al lattosio. Questo accade perché i soggetti con reflusso laringofaringeo hanno una mucosa delle alte vie aero-digestive più sensibile e infiammata. In questi casi, anche piccole quantità di lattosio (o alimenti ricchi di lattosio) potrebbero irritare laringe e faringe, peggiorando così i sintomi del reflusso.
I prodotti senza lattosio possono causare reflusso laringo-faringeo?
Sì, anche se un alimento è senza lattosio, può comunque causare reflusso laringo-faringeo per motivi diversi dal contenuto di lattosio. Il lattosio, infatti, è solo lo zucchero del latte, ma il reflusso dipende da altri fattori. E, in particolare:
presenza di grassi e proteine del latte:
gli alimenti senza lattosio (come latte delattosato, formaggi senza lattosio o yogurt delattosati) contengono comunque grassi e proteine del latte (caseina, siero, ecc.). I grassi rallentano lo svuotamento gastrico e rilassano lo sfintere esofageo inferiore, favorendo la risalita dell’acido. Alcune proteine del latte stimolano la secrezione gastrica, peggiorando i sintomi del reflusso;presenza di aggiunte industriali:
molti prodotti “senza lattosio” industriali contengono additivi, stabilizzanti o zuccheri (come sciroppo di glucosio o maltodestrine) che possono aumentare la fermentazione intestinale o irritare lo stomaco;presenza di altri zuccheri semplici:
anche se non c’è lattosio, la presenza di altri zuccheri semplici può favorire la produzione di gas e pressione addominale, peggiorando il reflusso;quantità e modalità di consumo:
bere grandi quantità di liquidi (anche delattosati) durante o subito dopo i pasti, oppure sdraiarsi dopo averli assunti, può facilitare il reflusso;sensibilità personale:
Alcune persone sono sensibili non al lattosio, ma proprio alle proteine del latte vaccino. In questi casi anche i prodotti “senza lattosio” possono dare fastidio.
Ricorda:
- il reflusso laringo-faringeo è una malattia diversa dal reflusso gastro-esofageo: è una malattia di recente definizione scientifica, è più subdola e meno evidente del reflusso gastro-esofageo e non tutti i medici la conoscono;
- il reflusso peggiora con l’inverno: presta particolare attenzione all’alimentazione e alla sedentarietà;
- il reflusso non colpisce solo adulti e anziani: è una patologia che interessa anche i bambini;
- non assumere terapie antibiotiche con semplicità alla prima febbre o al primo mal di gola: assumere l’antibiotico senza motivo per un mal di gola può esporre te o il tuo bambino ai rischi dell’assunzione di un farmaco (fotosensibilità, reazioni allergiche, shock anafilattico, etc) senza aiutarti a risolvere una infezione delle alte vie respiratorie che in realtà potrebbe dipendere da altro (reflusso laringo-faringeo, alga tossica, faringite di origine virale, da COVID-19, etc.);
- non somministrare a te stesso o ai tuoi bambini antinfiammatori o antipiretici con semplicità per curare il tuo mal di gola: anche questi farmaci non sono scevri da effetti collaterali indesiderati se assunti senza motivo;
- per prevenire episodi ricorrenti di infezioni a carico delle alte vie respiratorie segui i consigli del tuo otorino di fiducia: lavaggi nasali, haloterapia, ma anche cure termali, immunostimolanti e probiotici possono avere il loro razionale in pazienti pediatrici o adulti più fragili;
- lavora (e molto) sullo stile di vita: alimentazione (zucchero, pane, cioccolato, caffè, etc.), farmaci assunti per patologie croniche, abitudini di vita, stress influiscono (tanto) sul rapporto che il cervello ha con gli altri organi (con il sistema immunitario, con il sistema digerente, etc.);
- non tutti i farmaci per il reflusso sono uguali: Riopan, Gaviscon, Maalox, ognuno di essi contiene dei principi attivi differenti utili per raggiungere obiettivi diversi, non assumerli a caso;
- chi segue una terapia per il reflusso non deve seguirla a vita: se segui un corretto stile di vita potrai pian piano evitare di assumere terapie;
- di fronte ad una malattia di cui non hai mai sentito parlare, non aver timore, sii scettico e fai domande al tuo medico: perché facciamo questo esame? è necessario? da cosa è determinata questa malattia? quali sono gli effetti collaterali di questo medicinale? e per quanto tempo devo prenderlo? ci sono rischi? dovrò fare un intervento?
- dopo essere stato dal tuo medico, chiediti: ha ascoltato pazientemente le mie preoccupazioni? mi ha spiegato adeguatamente le cure necessarie? era un buon comunicatore? mi guardava negli occhi mentre parlavamo? era empatico, paziente, affabile e professionale?
- se il medico non risponde alle tue domande: non aver timore di cambiare medico e chiedere un secondo o un terzo parere;
- non cercare le tue risposte sul Dr. Google: i meccanismi di indicizzazione di un argomento sui motori di ricerca presenti nel web seguono algoritmi che non corrispondono alla logica prevista dalla scienza medica e potrebbero darti false speranze o facili illusioni su un problema che magari non è associato al tuo quadro clinico, facendoti spaventare senza motivo o facendoti sottovalutare un problema che magari può essere molto serio.
La gestione del reflusso laringo-faringeo richiede un approccio multidisciplinare che integri terapia farmacologica, modifiche dello stile di vita e strategie nutrizionali personalizzate. Conoscere quali alimenti e metodologie di cottura possono aggravare o alleviare i sintomi, e tenere conto di eventuali intolleranze, permette di ridurre l’infiammazione laringo-faringea e prevenire recidive. La dieta deve essere sempre adattata alle risposte individuali del paziente, migliorando la qualità della vita e l’efficacia della gestione clinica.
Ascolta il tuo medico. La miglior difesa per te e per la tua salute è lui: un medico di cui ti fidi.
Le pagine più lette:

L'autore
Il Dott. Paolo Petrone è un medico, specialista in otorinolaringoiatria e chirurgia di testa e collo. Docente universitario abilitato a Professore Associato di Otorinolaringoiatria e Audiologia e membro di diverse società medico-scientifiche di calibro nazionale e internazionale. È appassionato di tecnologia e utilizza con spirito critico le tecnologie dell’informazione per fare divulgazione scientifica e diffondere innovazione digitale.
Ha realizzato numerosi progetti tra cui, tra il 2017 e il 2019, una raccolta di quasi 20.000 firme che hanno contribuito alla stesura di un progetto di legge con successiva promulgazione in legge dello Stato (L. n.10 del 10/02/2020: “Norme in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica”).
Ha collaborato e collabora ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali italiani e stranieri ed è autore e co-autore di articoli scientifici di ricerca nel campo delle patologie otorinolaringoiatriche, di presentazioni a congressi scientifici italiani e stranieri e di testi divulgativi a contenuto scientifico.
Nel 2022 è stato autore della Relazione Ufficiale del 108° Congresso Nazionale della SIOeChCF – Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale: “Otorhinolaryngologists’ role in the management of epidemic respiratory human infectious disease COVID-19″. La Relazione è stata pubblicata sulla rivista scientifica “Acta Otorhinolaryngologica Italica” (Journal Impact Factor: 2.618).
Riceve per appuntamento a Bari e Bitonto (Bari), ed esegue teleconsulti medici specialistici online.
Share this page









