News | 24 Febbraio 2026

Tonsilloliti, calcoli tonsillari e novità terapeutiche: e se fosse colpa del reflusso laringo-faringeo? Ecco cosa può fare l’otorino e cosa non può fare

Tonsilloliti, calcoli tonsillari e novità terapeutiche: e se fosse colpa del reflusso laringo-faringeo? Ecco cosa può fare l’otorino e cosa non può fare

BARI, FEBBRAIO 2026 – I tonsilloliti, o calcoli tonsillari, sono piccoli aggregati biancastri che si formano nelle cripte delle tonsille palatine. Costituiscono una condizione frequente e benigna, spesso associata ad alitosi, fastidio alla deglutizione o sensazione di corpo estraneo.

Negli ultimi anni è emerso un aspetto importante: in alcuni di questi pazienti la presenza del reflusso laringo-faringeo (LPR) può contribuire all’infiammazione cronica dell’orofaringe e favorire la ritenzione di materiale nelle cripte tonsillari.

È fondamentale, però, chiarire un punto prima di ogni cosa: le linee guida relative agli interventi chirurgici sulle tonsille non prevedono la tonsillectomia per la presenza di tonsilloliti. Operare esclusivamente per questa condizione espone a rischi, in particolare all’emorragia post-operatoria, senza un rapporto rischio/beneficio favorevole.

In questo articolo vedremo cosa può fare un otorinolaringoiatra e cosa invece non può fare.

Che cosa sono i tonsilloliti?

I tonsilloliti sono accumuli di detriti cellulari, batteri e residui alimentari che ristagnano nelle cripte tonsillari e che possono calcificare nel tempo, emergendo progressivamente dalle tonsille nel corso del tempo.

I tonsilloliti sono una malattia?

No. I tonsilloliti sono una condizione benigna legata alla conformazione anatomica delle tonsille e alla ritenzione di materiale prevalentemente di origine alimentare.

Quali sintomi provocano?

Tra i sintomi prevalenti ritroviamo:

  • alitosi persistente;

  • sensazione di corpo estraneo;

  • fastidio alla deglutizione;

  • sapore sgradevole in bocca.

Generalmente non causano febbre né sintomi sistemici.

Che novità terapeutiche ci sono su questa patologia? L’infiammazione persistente causata dal reflusso laringo-faringeo può avere un ruolo?

Il reflusso laringo-faringeo comporta la risalita di materiale gastrico fino alla gola. Questo può determinare:

  • infiammazione cronica della mucosa faringea;

  • edema delle tonsille;

  • alterazione del microbiota orale;

  • maggiore produzione di muco.

Alcune recenti ricerche (in particolare su pazienti con tonsillite cronica) hanno mostrato un’alta prevalenza di reflusso laringo-faringeo in individui con tonsillite persistente, suggerendo che il reflusso possa contribuire ad una infiammazione faringea e tonsillare. In un contesto di infiammazione cronica, le cripte tonsillari aumentano le loro dimensioni, possono trattenere più facilmente detriti, e possono favorire la formazione dei tonsilloliti. In questi casi, quindi, il problema non è solo “meccanico”, ma infiammatorio.

Come si riconosce un possibile reflusso associato?

Segni e sintomi suggestivi possono includere:

  • bruciore retrosternale o gola irritata;

  • raucedine mattutina;

  • tosse cronica;

  • sensazione di muco persistente.

La valutazione otorino può evidenziare segni indiretti di infiammazione laringea.

Cosa può fare l’otorinolaringoiatra?

Lo specialista può:

  • confermare la diagnosi di tonsilloliti;

  • escludere altre patologie orofaringee;

  • valutare eventuali segni di reflusso;

  • impostare un trattamento conservativo;

  • rimuovere delicatamente calcoli superficiali accessibili.

Il trattamento è personalizzato e non chirurgico.

L’intervento chirurgico di tonsillectomia è indicato per i tonsilloliti?

No. La tonsillectomia non è prevista dalle Linee Guida internazionali relative all’intervento chirurgico sulle tonsille per la sola presenza di calcoli tonsillari, anche se associati ad alitosi, e anche se associati ad una pessima qualità di vita del paziente.

Le indicazioni chirurgiche riconosciute riguardano:

  • tonsilliti ricorrenti secondo criteri clinici specifici;

  • ascessi peritonsillari recidivanti;

  • ostruzione respiratoria significativa (documentata con esami strumentali);

  • sospetto oncologico.

Perché l’intervento chirurgico sulle tonsille per rimuovere i tonsilloliti non è previsto?

La tonsillectomia, sia nell’adulto che nel bambino, comporta un rischio reale di emorragia post-operatoria, talvolta severa, per la quale si può anche rischiare la vita. Non sono infatti infrequenti i casi di cronaca con decesso di pazienti che sono stati operati alle tonsille, a seguito di emorragia fino a 14 giorni dopo l’intervento chirurgico.

Per questo motivo, eseguire questo intervento senza indicazione prevista dalle Linee Guida espone:

  • il paziente ad un rischio clinico evitabile;

  • il medico a possibili implicazioni medico-legali in caso di complicanze.

Il rapporto rischio/beneficio non giustifica l’intervento. Per questo motivo le Linee Guida internazionali sugli interventi a carico delle tonsille non prendono in considerazione questa condizione per l’esecuzione di una tonsillectomia.

In alternativa possono essere eseguiti degli interventi chirurgici di rimozione parziale delle tonsille, ad esempio con l’utilizzo del laser?

Ad oggi nessun intervento chirurgico a carico delle tonsille (sia di rimozione completa delle tonsille, che di rimozione parziale delle tonsille) è previsto dalle Linee Guida per la sola presenza di tonsilloliti all’interno delle tonsille.

Questo comporta che se lo specialista otorino esegue questo tipo di intervento per questa condizione clinica, eseguirà un intervento chirurgico al di fuori delle indicazioni scientifiche previste, esponendo il paziente ad un rischio per la sua incolumità fisica.

Peraltro, nemmeno l’utilizzo di strumenti chirurgici come il laser può essere di aiuto. Il laser, infatti, è un tagliente come il bisturi. E il suo utilizzo non minimizza i rischi di sanguinamento post-operatori.

Come si trattano allora i tonsilloliti?

La gestione prevede:

  • rimozione delle eventuali situazioni di infiammazione cronica a carico delle tonsille;
  • igiene orale accurata con pulizia del dorso linguale;

  • idratazione adeguata;

  • utilizzo di eventuali collutori mirati;

  • trattamento del reflusso laringo-faringeo, se presente (dieta, modifiche dello stile di vita, terapia medica quando indicata).

Spesso il controllo del reflusso laringo-faringeo riduce l’infiammazione cronica e migliora conseguentemente anche la sintomatologia tonsillare.

Quando è necessaria una visita otorino specialistica?

È consigliabile una valutazione otorino se:

  • l’alitosi è persistente;

  • i calcoli sono frequenti e sintomatici;

  • sono presenti sintomi compatibili con il reflusso laringo-faringeo;

  • c’è un dubbio diagnostico.

La visita serve a impostare un percorso corretto, spiegando al paziente i benefici attesi e le possibili complicanze, evitando trattamenti inutili o rischiosi per il paziente.


Ricorda:

I tonsilloliti rappresentano una condizione benigna e frequente. Non rappresentano un’indicazione chirurgica e non giustificano una tonsillectomia in assenza di altre patologie.

In alcuni pazienti il reflusso laringo-faringeo può contribuire all’infiammazione cronica e favorire la loro formazione: trattare il reflusso significa spesso migliorare anche i sintomi tonsillari. Il ruolo dell’otorinolaringoiatra è quello di fare una diagnosi accurata, di identificare eventuali fattori associati come il reflusso, di impostare una gestione conservativa ed evitare interventi chirurgici non indicati. 

La chirurgia non è la soluzione appropriata per i tonsilloliti per i rischi e le possibili complicanze post-chirurgiche. La soluzione è una corretta valutazione specialistica e un approccio mirato e prudente.

Ascolta il tuo medico. La miglior difesa per te e per la tua salute è lui: un medico di cui ti fidi.


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paolo petrone
L'autore

Il Dott. Paolo Petrone è un medico, specialista in otorinolaringoiatria e chirurgia di testa e collo. Docente universitario abilitato a Professore Associato di Otorinolaringoiatria e Audiologia e membro di diverse società medico-scientifiche di calibro nazionale e internazionale. È appassionato di tecnologia e utilizza con spirito critico le tecnologie dell’informazione per fare divulgazione scientifica e diffondere innovazione digitale.

Ha realizzato numerosi progetti tra cui, tra il 2017 e il 2019, una raccolta di quasi 20.000 firme che hanno contribuito alla stesura di un progetto di legge con successiva promulgazione in legge dello Stato (L. n.10 del 10/02/2020: “Norme in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica”).

Ha collaborato e collabora ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali italiani e stranieri ed è autore e co-autore di articoli scientifici di ricerca nel campo delle patologie otorinolaringoiatriche, di presentazioni a congressi scientifici italiani e stranieri e di testi divulgativi a contenuto scientifico.

Nel 2022 è stato autore della Relazione Ufficiale del 108° Congresso Nazionale della SIOeChCF – Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale: “Otorhinolaryngologists’ role in the management of epidemic respiratory human infectious disease COVID-19″. La Relazione è stata pubblicata sulla rivista scientifica “Acta Otorhinolaryngologica Italica” (Journal Impact Factor: 2.618).

Riceve per appuntamento a Bari e Bitonto (Bari), ed esegue teleconsulti medici specialistici online.

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