
BARI, FEBBRAIO 2026 – Durante la gravidanza il corpo della donna va incontro a profonde modificazioni ormonali e anatomiche che possono favorire la comparsa di disturbi respiratori e digestivi. Tra questi, il reflusso laringo-faringeo (LPR) rappresenta una condizione frequente ma spesso sottovalutata.
A differenza del più noto reflusso gastroesofageo, il reflusso laringo-faringeo coinvolge le alte vie aerodigestive e può manifestarsi con sintomi atipici come raucedine, tosse secca persistente, senso di nodo alla gola e bruciore faringeo.
In gravidanza, tali sintomi possono essere confusi con normali cambiamenti fisiologici, ritardando una corretta valutazione specialistica. In questo articolo vedremo le domande più comuni che la paziente fa allo specialista otorinolaringoiatra sul rapporto tra reflusso laringo-faringeo e gravidanza, offrendo indicazioni pratiche e rassicuranti, senza dimenticare, però, il contesto ambientale e dello stile di vita locale, dal momento che alcune grandi città come Bari possono essere considerate a rischio per lo sviluppo di questo disturbo per una serie di ragioni che vedremo.
Che cos’è il reflusso laringo-faringeo?
Il reflusso laringo-faringeo rappresenta la risalita del contenuto gastrico fino alla gola (laringe e faringe), con irritazione delle mucose delle alte vie respiratorie, spesso senza bruciore retrosternale.
Perché il reflusso è più frequente in gravidanza?
L’aumento del progesterone riduce il tono dello sfintere esofageo inferiore, mentre l’utero in crescita aumenta la pressione addominale, favorendo il reflusso laringo-faringeo.
Quali sono i sintomi più comuni in gravidanza?
Raucedine mattutina, tosse secca, bisogno frequente di schiarire la voce, sensazione di muco in gola, bruciore faringeo e globo faringeo.
Il reflusso laringo-faringeo è pericoloso per il feto?
No, il reflusso non ha effetti diretti sul feto, ma può influire sulla qualità di vita della madre se non adeguatamente gestito. Questo può portare all’assunzione di una serie di farmaci che possono potenzialmente essere lesivi per il nascituro. Per questo motivo è fondamentale che il reflusso laringo-faringeo sia correttamente identificato prima che la sua gestione diventi incontrollata.
Come si diagnostica il reflusso laringo-faringeo in gravidanza?
La diagnosi è principalmente clinica e otorinolaringoiatrica, mediante un’anamnesi mirata e l’esecuzione di una fibrolaringoscopia, un esame assolutamente sicuro e non invasivo anche se eseguito in gravidanza.
Ci sono degli esami invasivi che è necessario eseguire per una diagnosi corretta di reflusso laringo-faringeo?
Nella maggior parte dei casi no. Esami come la gastroscopia o la pH-impedenziometria sono riservati a situazioni selezionate e devono essere indicati dal gastroenterologo in casi specifici.
Qual è il ruolo dell’otorinolaringoiatra nella gestione del reflusso laringo-faringeo?
L’otorinolaringoiatra valuta l’impatto del reflusso su laringe e faringe, differenziandolo da altre cause di raucedine o tosse cronica, escludendo altre patologie benigne o maligne per le quali può essere necessario un percorso terapeutico differente.
Come si può trattare il reflusso in gravidanza senza farmaci?
Attraverso modifiche dello stile di vita: pasti piccoli e frequenti, evitare cibi acidi o grassi, non sdraiarsi dopo i pasti, sollevare la testata del letto.
I farmaci anti-reflusso sono sicuri in gravidanza?
Alcuni farmaci possono essere utilizzati, ma solo su indicazione medica, valutando il rapporto rischio-beneficio caso per caso.
Il reflusso laringo-faringeo scompare dopo il parto?
Questa è una delle domande che più frequentemente le pazienti fanno allo specialista otorino in caso di diagnosi di reflusso laringo-faringeo. Nella maggior parte delle donne i sintomi migliorano o scompaiono spontaneamente dopo il parto, con la normalizzazione delle condizioni ormonali. Questo però non accade sempre. In alcuni casi, infatti, lo stress fisico determinato dalla crescita uterina può slatentizzare alcune situazioni gastriche (ernia iatale, incontinenza del cardias, etc.). Queste situazioni sono identificabili dopo la gravidanza solo con l’esecuzione di una gastroscopia.
Perché il reflusso laringo-faringeo in gravidanza può essere percepito più intenso in alcune città come Bari rispetto ad altre città?
È importante chiarire subito che non esistono evidenze scientifiche che dimostrino che il reflusso laringo-faringeo sia “oggettivamente” più grave in alcune città come Bari rispetto ad altre.
Tuttavia, esistono fattori ambientali, climatici, alimentari e comportamentali tipici dell’area mediterranea e del Sud Italia che possono accentuarne i sintomi, soprattutto in gravidanza:
- clima caldo-umido e sintomi laringei: Bari è caratterizzata per gran parte dell’anno da un clima caldo e umido, spesso ventilato ma con elevate temperature estive; l’umidità può aumentare la sensazione di muco in gola, il caldo favorisce la vasodilatazione delle mucose laringee, le mucose già infiammate dal reflusso diventano più sensibili;
- abitudini alimentari locali: la dieta mediterranea è salutare, ma alcune abitudini tipiche locali possono peggiorare il reflusso in gravidanza come l’uso frequente di pomodoro crudo o cotto, l’uso di agrumi, spezie, cipolla, aglio, i pasti abbondanti, soprattutto serali, il consumo di caffè;
- orari dei pasti e stile di vita: nel Sud Italia è più frequente cenare tardi, sdraiarsi poco dopo il pasto, riposare in posizione supina nel pomeriggio.
- esposizione a vento, salsedine e inquinanti: Bari è una città costiera in cui vento e salsedine possono irritare le mucose respiratorie più facilmente che in altre città, laringe e faringe diventano più reattive, il reflusso viene percepito come più “aggressivo”. Il reflusso non aumenta, ma aumenta la sensibilità dei tessuti.
Ricorda:
- il reflusso laringo-faringeo è una malattia diversa dal reflusso gastro-esofageo: è una malattia di recente definizione scientifica, è più subdola e meno evidente del reflusso gastro-esofageo (una gastroscopia potrebbe anche non identificarla) e non tutti i medici la conoscono;
- il reflusso peggiora con l’inverno: presta particolare attenzione all’alimentazione e alla sedentarietà;
- il reflusso non colpisce solo adulti e anziani: è una patologia che interessa anche i bambini;
- non assumere terapie antibiotiche con semplicità alla prima febbre o al primo mal di gola: assumere l’antibiotico senza motivo per un mal di gola può esporre te o il tuo bambino ai rischi dell’assunzione di un farmaco (fotosensibilità, reazioni allergiche, shock anafilattico, etc) senza aiutarti a risolvere una infezione delle alte vie respiratorie che in realtà potrebbe dipendere da altro (reflusso laringo-faringeo, alga tossica, faringite di origine virale, da COVID-19, etc.);
- non somministrare a te stesso o ai tuoi bambini antinfiammatori o antipiretici con semplicità per curare il tuo mal di gola: anche questi farmaci non sono scevri da effetti collaterali indesiderati se assunti senza motivo;
- per prevenire episodi ricorrenti di infezioni a carico delle alte vie respiratorie segui i consigli del tuo otorino di fiducia: lavaggi nasali, haloterapia, ma anche cure termali, immunostimolanti e probiotici possono avere il loro razionale in pazienti pediatrici o adulti più fragili;
- lavora (e molto) sullo stile di vita: alimentazione (zucchero, pane, cioccolato, caffè, etc.), farmaci assunti per patologie croniche, abitudini di vita, stress influiscono (tanto) sul rapporto che il cervello ha con gli altri organi (con il sistema immunitario, con il sistema digerente, etc.);
- non tutti i farmaci per il reflusso sono uguali: Riopan, Gaviscon, Maalox, ognuno di essi contiene dei principi attivi differenti utili per raggiungere obiettivi diversi, non assumerli a caso;
- chi segue una terapia per il reflusso non deve necessariamente seguirla a vita: se segui un corretto stile di vita potrai pian piano evitare di assumere terapie;
- di fronte ad una malattia di cui non hai mai sentito parlare, non aver timore, sii scettico e fai domande al tuo medico: perché facciamo questo esame? è necessario? da cosa è determinata questa malattia? quali sono gli effetti collaterali di questo medicinale? e per quanto tempo devo prenderlo? ci sono rischi? dovrò fare un intervento?
- dopo essere stato dal tuo medico, chiediti: ha ascoltato pazientemente le mie preoccupazioni? mi ha spiegato adeguatamente le cure necessarie? era un buon comunicatore? mi guardava negli occhi mentre parlavamo? era empatico, paziente, affabile e professionale?
- se il medico non risponde alle tue domande: non aver timore di cambiare medico e chiedere un secondo o un terzo parere;
- non cercare le tue risposte sul Dr. Google: i meccanismi di indicizzazione di un argomento sui motori di ricerca presenti nel web seguono algoritmi che non corrispondono alla logica prevista dalla scienza medica e potrebbero darti false speranze o facili illusioni su un problema che magari non è associato al tuo quadro clinico, facendoti spaventare senza motivo o facendoti sottovalutare un problema che magari può essere molto serio.
Il reflusso laringo-faringeo in gravidanza è una condizione comune, spesso transitoria, ma che merita attenzione quando i sintomi persistono o compromettono il benessere della futura mamma.
Una corretta valutazione otorinolaringoiatrica che tenga conto non solo della gravidanza, ma anche del contesto ambientale e dello stile di vita locale consente una diagnosi precoce e un approccio terapeutico prudente, efficace e sicuro. Informazione, prevenzione e personalizzazione del trattamento rappresentano le chiavi per affrontare serenamente questo disturbo durante la gravidanza.
Ascolta il tuo medico. La miglior difesa per te e per la tua salute è lui: un medico di cui ti fidi.
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L'autore
Il Dott. Paolo Petrone è un medico, specialista in otorinolaringoiatria e chirurgia di testa e collo. Docente universitario abilitato a Professore Associato di Otorinolaringoiatria e Audiologia e membro di diverse società medico-scientifiche di calibro nazionale e internazionale. È appassionato di tecnologia e utilizza con spirito critico le tecnologie dell’informazione per fare divulgazione scientifica e diffondere innovazione digitale.
Ha realizzato numerosi progetti tra cui, tra il 2017 e il 2019, una raccolta di quasi 20.000 firme che hanno contribuito alla stesura di un progetto di legge con successiva promulgazione in legge dello Stato (L. n.10 del 10/02/2020: “Norme in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica”).
Ha collaborato e collabora ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali italiani e stranieri ed è autore e co-autore di articoli scientifici di ricerca nel campo delle patologie otorinolaringoiatriche, di presentazioni a congressi scientifici italiani e stranieri e di testi divulgativi a contenuto scientifico.
Nel 2022 è stato autore della Relazione Ufficiale del 108° Congresso Nazionale della SIOeChCF – Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale: “Otorhinolaryngologists’ role in the management of epidemic respiratory human infectious disease COVID-19″. La Relazione è stata pubblicata sulla rivista scientifica “Acta Otorhinolaryngologica Italica” (Journal Impact Factor: 2.618).
Riceve per appuntamento a Bari e Bitonto (Bari), ed esegue teleconsulti medici specialistici online.
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