
BARI, FEBBRAIO 2026 – Il reflusso laringo-faringeo (LPR) nel neonato e nel lattante è una condizione frequentemente sottovalutata, spesso confusa con il più comune reflusso gastro-esofageo fisiologico. A differenza di quest’ultimo, il reflusso laringo-faringeo interessa le vie aeree superiori e può determinare sintomi respiratori e alimentari anche in assenza di rigurgito evidente.
A differenza del reflusso laringo-faringeo dell’adulto, frequentemente associato a disordini dell’alimentazione, e particolarmente frequente in regioni come la Puglia e Bari in cui la dieta è particolarmente ricca, nei primi mesi di vita, l’immaturità anatomica e funzionale del tratto digestivo e delle vie aeree, rende il lattante particolarmente vulnerabile all’esposizione della laringe e della faringe a contenuti gastrici acidi e non acidi. In questo contesto, il ruolo dell’otorinolaringoiatra è centrale per riconoscere precocemente i segni clinici, evitare diagnosi tardive e impostare un corretto percorso di gestione multidisciplinare.
Questo articolo ha l’obiettivo di fornire risposte chiare e affidabili alle domande più frequenti sul reflusso laringo-faringeo nel neonato e nel lattante.
Che cos’è il reflusso laringo-faringeo nel lattante?
Il reflusso laringo-faringeo nel lattante è la risalita di contenuto gastrico (acido o debolmente acido) fino alla laringe e alla faringe, con possibile infiammazione delle strutture delle vie aeree superiori. Può verificarsi anche senza vomito o rigurgito visibile.
È diverso dal reflusso gastro-esofageo fisiologico che si osserva nel paziente pediatrico?
Sì. Il reflusso gastro-esofageo fisiologico è comune nei lattanti e spesso benigno. Il reflusso laringo-faringeo, invece, coinvolge sedi più alte ed è più frequentemente associato a sintomi respiratori e collegati all’alimentazione del bambino.
Quali sono i sintomi più comuni nel neonato e nel lattante?
I sintomi possono essere aspecifici e includono:
pianto inconsolabile,
difficoltà durante la poppata,
tosse cronica o stizzosa,
raucedine o pianto rauco,
stridore laringeo,
apnee o episodi di desaturazione,
scarso accrescimento ponderale.
Perché il reflusso laringo-faringeo nel neonato e nel lattante è difficile da diagnosticare?
Il pediatra può avere difficoltà nella diagnosi perché i sintomi possono mimare coliche, allergia alle proteine del latte vaccino o infezioni respiratorie ricorrenti. Inoltre, il lattante non può esprimere sintomi soggettivi come bruciore o dolore retrosternale. Per questo motivo è fondamentale una valutazione otorino pediatrica.
Qual è il ruolo dell’otorinolaringoiatra nella diagnosi?
L’otorinolaringoiatra è fondamentale per:
valutare i segni clinici delle vie aeree superiori,
eseguire una fibrolaringoscopia (solo in casi selezionati),
riconoscere segni di infiammazione laringea compatibili con LPR,
escludere malformazioni congenite delle vie aeree.
La fibrolaringoscopia è sempre necessaria?
No. Data l’invasività dell’esame, l’otorino riserverà la fibrolaringoscopia solo a casi selezionati, in presenza di sintomi persistenti, segni respiratori importanti o mancata risposta alle prime misure conservative. L’esperienza dell’otorino pediatrico è fondamentale per valutare anche segni sfumati ed orientare correttamente la diagnosi, evitando (o rimandando) in questo modo l’esecuzione della fibrolaringoscopia.
Il reflusso laringo-faringeo nel paziente otorino pediatrico può causare complicanze?
Sì, se non riconosciuto e trattato adeguatamente può contribuire a:
laringiti croniche,
disturbi respiratori ricorrenti,
difficoltà di alimentazione,
ritardo di crescita,
peggioramento di condizioni come la laringomalacia.
Quali sono le prime misure terapeutiche che vanno attuate in caso di reflusso laringo-faringeo nel neonato?
Nella maggior parte dei casi si inizia con approcci non farmacologici:
correzione della postura durante e dopo la poppata,
frazionamento dei pasti,
adeguamento del tipo di latte,
educazione dei genitori.
Il latte da utilizzare nel paziente otorino pediatrico che è affetto da reflusso laringo-faringeo è sempre uguale?
No. Il latte da utilizzare nel neonato che è affetto da reflusso laringo-faringeo deve essere un latte specifico anti-reflusso, adeguato alla cura della patologia in atto. Si tratta di una formula diversa dal più comune latte anti-rigurgito, perché è dotato di un potere addensante maggiore.
Quando è indicata la terapia farmacologica?
Solo nei casi selezionati e dopo valutazione specialistica. L’uso di veri e propri farmaci anti-secrezione acida come si fa nell’adulto deve essere prudente, personalizzato e limitato nel tempo.
Ci sono integratori o dispositivi medici adatti al trattamento del reflusso laringo-faringeo nel neonato?
Sì, esistono prodotti prevalentemente a base di acido alginico specificatamente sviluppati per il trattamento nel paziente in età pediatrica e in gravidanza. Ma non sempre l’alginato è adatto al trattamento di un lattante che soffre di reflusso laringo-faringeo. Questo perché l’alginato in un lattante potrebbe fare da tappo a livello gastrico e, in caso di aumento delle frequenze nelle poppate, il latte potrebbe avere difficoltà al passaggio in regione gastrica, complicando il quadro clinico del piccolo paziente.
Può essere di aiuto una valutazione gastroenterologica pediatrica?
In alcuni casi selezionati, la valutazione gastroenterologica pediatrica può essere di aiuto in casi complessi e refrattari alla guarigione. In questo caso è importante la collaborazione multidisciplinare con un centro altamente specializzato in reflusso gastro-esofageo pediatrico, come l’UOC di Gastroenterologia Pediatrica dell’Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII di Bari.
Il reflusso laringo-faringeo nel lattante si risolve con la crescita?
Nella maggior parte dei casi sì, il reflusso laringo-faringeo nel neonato si risolve grazie alla maturazione del sistema digerente e neuromuscolare. Tuttavia, una diagnosi precoce è essenziale per prevenire complicanze e migliorare la qualità di vita del bambino e della famiglia.
Ricorda:
- il reflusso laringo-faringeo è una malattia diversa dal reflusso gastro-esofageo: è una malattia di recente definizione scientifica, è più subdola e meno evidente del reflusso gastro-esofageo (una gastroscopia potrebbe anche non identificarla) e non tutti i medici la conoscono;
- il reflusso peggiora con l’inverno: presta particolare attenzione all’alimentazione e alla sedentarietà;
- il reflusso non colpisce solo adulti e anziani: è una patologia che interessa anche i bambini;
- non assumere terapie antibiotiche con semplicità alla prima febbre o al primo mal di gola: assumere l’antibiotico senza motivo per un mal di gola può esporre te o il tuo bambino ai rischi dell’assunzione di un farmaco (fotosensibilità, reazioni allergiche, shock anafilattico, etc) senza aiutarti a risolvere una infezione delle alte vie respiratorie che in realtà potrebbe dipendere da altro (reflusso laringo-faringeo, alga tossica, faringite di origine virale, da COVID-19, etc.);
- non somministrare a te stesso o ai tuoi bambini antinfiammatori o antipiretici con semplicità per curare il tuo mal di gola: anche questi farmaci non sono scevri da effetti collaterali indesiderati se assunti senza motivo;
- per prevenire episodi ricorrenti di infezioni a carico delle alte vie respiratorie segui i consigli del tuo otorino di fiducia: lavaggi nasali, haloterapia, ma anche cure termali, immunostimolanti e probiotici possono avere il loro razionale in pazienti pediatrici o adulti più fragili;
- lavora (e molto) sullo stile di vita: alimentazione (zucchero, pane, cioccolato, caffè, etc.), farmaci assunti per patologie croniche, abitudini di vita, stress influiscono (tanto) sul rapporto che il cervello ha con gli altri organi (con il sistema immunitario, con il sistema digerente, etc.);
- non tutti i farmaci per il reflusso sono uguali: Riopan, Gaviscon, Maalox, ognuno di essi contiene dei principi attivi differenti utili per raggiungere obiettivi diversi, non assumerli a caso;
- chi segue una terapia per il reflusso non deve necessariamente seguirla a vita: se segui un corretto stile di vita potrai pian piano evitare di assumere terapie;
- di fronte ad una malattia di cui non hai mai sentito parlare, non aver timore, sii scettico e fai domande al tuo medico: perché facciamo questo esame? è necessario? da cosa è determinata questa malattia? quali sono gli effetti collaterali di questo medicinale? e per quanto tempo devo prenderlo? ci sono rischi? dovrò fare un intervento?
- dopo essere stato dal tuo medico, chiediti: ha ascoltato pazientemente le mie preoccupazioni? mi ha spiegato adeguatamente le cure necessarie? era un buon comunicatore? mi guardava negli occhi mentre parlavamo? era empatico, paziente, affabile e professionale?
- se il medico non risponde alle tue domande: non aver timore di cambiare medico e chiedere un secondo o un terzo parere;
- non cercare le tue risposte sul Dr. Google: i meccanismi di indicizzazione di un argomento sui motori di ricerca presenti nel web seguono algoritmi che non corrispondono alla logica prevista dalla scienza medica e potrebbero darti false speranze o facili illusioni su un problema che magari non è associato al tuo quadro clinico, facendoti spaventare senza motivo o facendoti sottovalutare un problema che magari può essere molto serio.
Il reflusso laringo-faringeo nel neonato e nel lattante rappresenta una sfida diagnostica e terapeutica che richiede competenze specifiche e un approccio multidisciplinare. L’otorinolaringoiatra svolge un ruolo chiave nell’identificazione dei segni clinici delle vie aeree superiori e nella distinzione tra reflusso fisiologico e patologico.
Un corretto inquadramento del problema consente di evitare trattamenti inutili, ridurre l’ansia dei genitori e garantire al bambino un percorso di crescita sereno e sicuro. La consapevolezza e l’informazione restano, ancora oggi, gli strumenti più efficaci per una gestione appropriata di questa condizione.
Ascolta il tuo medico. La miglior difesa per te e per la tua salute è lui: un medico di cui ti fidi.
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L'autore
Il Dott. Paolo Petrone è un medico, specialista in otorinolaringoiatria e chirurgia di testa e collo. Docente universitario abilitato a Professore Associato di Otorinolaringoiatria e Audiologia e membro di diverse società medico-scientifiche di calibro nazionale e internazionale. È appassionato di tecnologia e utilizza con spirito critico le tecnologie dell’informazione per fare divulgazione scientifica e diffondere innovazione digitale.
Ha realizzato numerosi progetti tra cui, tra il 2017 e il 2019, una raccolta di quasi 20.000 firme che hanno contribuito alla stesura di un progetto di legge con successiva promulgazione in legge dello Stato (L. n.10 del 10/02/2020: “Norme in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica”).
Ha collaborato e collabora ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali italiani e stranieri ed è autore e co-autore di articoli scientifici di ricerca nel campo delle patologie otorinolaringoiatriche, di presentazioni a congressi scientifici italiani e stranieri e di testi divulgativi a contenuto scientifico.
Nel 2022 è stato autore della Relazione Ufficiale del 108° Congresso Nazionale della SIOeChCF – Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale: “Otorhinolaryngologists’ role in the management of epidemic respiratory human infectious disease COVID-19″. La Relazione è stata pubblicata sulla rivista scientifica “Acta Otorhinolaryngologica Italica” (Journal Impact Factor: 2.618).
Riceve per appuntamento a Bari e Bitonto (Bari), ed esegue teleconsulti medici specialistici online.
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