News | 17 Marzo 2026

Reflusso laringo-faringeo e reflusso gastro-esofageo: quando gli inibitori di pompa protonica (PPI) sono prescrivibili? Risponde l’otorinolaringoiatra

Reflusso laringo-faringeo e reflusso gastro-esofageo: quando gli inibitori di pompa protonica (PPI) sono prescrivibili? Risponde l’otorinolaringoiatra

BARI, MARZO 2026 – Il reflusso laringo-faringeo (LPR) è una condizione sempre più frequentemente osservata nella pratica clinica dell’otorinolaringoiatra. A differenza del più noto reflusso gastroesofageo, che si manifesta prevalentemente con bruciore al petto e rigurgito acido, il reflusso laringo-faringeo interessa le vie aeree superiori e può provocare sintomi come raucedine persistente, tosse cronica, sensazione di corpo estraneo in gola e frequente necessità di schiarirsi la voce.

Negli ultimi anni il trattamento di questa patologia è stato spesso associato all’utilizzo degli inibitori di pompa protonica (PPI), farmaci che riducono la produzione di acido gastrico. Tuttavia, la prescrizione di questi farmaci a carico del Sistema Sanitario Nazionale è oggi regolata da criteri ben precisi e deve essere valutata attentamente dal medico di medicina generale, soprattutto alla luce delle nuove raccomandazioni sull’appropriatezza prescrittiva che abrogano la nota 01 e la nota 48, con l’avvento della nota N01.

Comprendere quando gli inibitori di pompa protonica siano realmente prescrivibili a carico del Sistema Sanitario Nazionale nel reflusso laringo-faringeo è fondamentale per i pazienti, al fine di non creare false aspettative relative alla rimborsabilità, e garantire così una terapia efficace, sicura e appropriata.

Che cos’è il reflusso laringo-faringeo?

Il reflusso laringo-faringeo è una condizione in cui il contenuto gastrico risale oltre l’esofago fino a raggiungere la laringe e la faringe. Anche piccole quantità di acido o di pepsina possono irritare le mucose delle vie aeree superiori, causando infiammazione e sintomi persistenti.

Quali sono i sintomi più comuni?

I sintomi possono essere diversi e spesso non includono il classico bruciore gastrico. Tra i più frequenti ci sono:

  • raucedine,

  • tosse stizzosa,

  • sensazione di nodo in gola,

  • bisogno frequente di schiarirsi la voce,

  • muco persistente in gola,

  • irritazione o bruciore alla gola,

  • difficoltà a deglutire.

Chi diagnostica il reflusso laringo-faringeo?

La diagnosi viene effettuata dall’otorinolaringoiatra mediante una visita specialistica e l’esecuzione di una fibrolaringoscopia. Durante l’esame è possibile osservare segni di infiammazione della regione posteriore delle corde vocali (quella più vicina all’esofago) o della regione laringea, compatibili con la risalita di materiale dallo stomaco.

Cosa sono gli inibitori di pompa protonica?

Gli inibitori di pompa protonica (PPI) sono farmaci che riducono la produzione di acido nello stomaco. Vengono comunemente utilizzati nel trattamento del reflusso gastroesofageo, delle ulcere gastriche e di altre patologie acido-correlate.

Gli inibitori di pompa protonica funzionano anche nel reflusso laringo-faringeo?

Le più recenti Linee Guida europee non prevedono l’utilizzo degli inibitori di pompa protonica (PPI) nei pazienti affetti dal solo reflusso laringo-faringeo. In alcuni pazienti, però, possono essere particolarmente utili perché riducono l’acidità del contenuto gastrico che raggiunge laringe e faringe. Tuttavia è bene evidenziare che il reflusso laringo-faringeo non è sempre esclusivamente acido: possono essere coinvolti anche enzimi digestivi e reflussi debolmente acidi. Per questo motivo la risposta alla terapia con PPI può variare da persona a persona.

Quando gli inibitori di pompa protonica (PPI) sono prescrivibili a carico del Sistema Sanitario Nazionale?

La prima cosa da chiarire è che non è consentita la prescrivibilità degli inibitori di pompa protonica (PPI) a carico del Sistema Sanitario Nazionale italiano per il solo reflusso laringo-faringeo.

Fino ad alcune settimane fa la prescrizione poteva essere effettuata dal medico di medicina generale o dal gastroenterologo sulla base della nota 01 e della nota 48 che ora sono state ufficialmente abrogate e sostituite dalla nota N01.

Oggi la prescrivibilità a carico del Sistema Sanitario Nazionale è possibile solo in questi casi:

  1. per il trattamento della malattia da reflusso gastroesofageo (per un massimo di 8 settimane);
  2. per la profilassi delle complicanze del tratto gastrointestinale nei pazienti in terapia cronica con FANS, farmaci anticoagulanti, famaci corticosteroidei;
  3. per il trattamento dell’ulcera peptica;
  4. per la eradicazione dell’Helicobacter pylori;
  5. per il trattamento di patologie ipersecretorie (come la sindrome di Zollinger-Ellison).

È possibile assumere questi farmaci per lunghi periodi?

L’uso prolungato deve essere attentamente valutato anche dal medico specialista in otorinolaringoiatria. Studi recenti hanno evidenziato che trattamenti molto lunghi possono essere associati ad alcuni effetti indesiderati, come alterazioni dell’assorbimento di minerali o maggiore rischio di infezioni gastrointestinali. Per questo motivo oggi si tende a utilizzare la dose minima efficace e per il tempo necessario.

Le modifiche dello stile di vita sono importanti?

Assolutamente sì. In molti casi rappresentano la prima linea di trattamento. Tra le principali raccomandazioni:

  • evitare pasti abbondanti la sera,
  • ridurre caffè, alcol e cibi molto grassi,
  • limitare cioccolato e bevande gassate,
  • non coricarsi subito dopo aver mangiato,
  • mantenere un peso corporeo adeguato.

Queste misure possono ridurre significativamente i sintomi.

Esistono terapie alternative agli inibitori di pompa protonica?

In alcuni casi il medico può consigliare:

  • alginati
  • antiacidi
  • farmaci procinetici
  • dieta specifica per il reflusso
  • terapia comportamentale della voce

La scelta dipende dalla causa del reflusso e dalla sintomatologia del paziente.

È importante fare una diagnosi di reflusso laringo-faringeo solo per curare i disturbi a carico della gola?

No. La diagnosi di reflusso laringo-faringeo serve anche (e soprattutto) per escludere la presenza di altre patologie a carico della gola. Anche di eventuali patologie oncologiche, pericolose per la vita del paziente.

Quando è opportuno consultare un otorinolaringoiatra?

È consigliabile rivolgersi allo specialista se i sintomi persistono per diverse settimane, se la raucedine dura più di 2–3 settimane o se compaiono disturbi come difficoltà a deglutire, tosse cronica o irritazione persistente della gola.

Una diagnosi precoce consente di impostare una terapia adeguata ed evitare trattamenti farmacologici inutili, ma soprattutto consente di identificare eventuali patologie oncologiche silenziose che possono svilupparsi nella gola.

 


Ricorda:

La distinzione tra reflusso gastroesofageo e reflusso laringo-faringeo è importante non solo dal punto di vista clinico, ma anche dal punto di vista della prescrivibilità dei farmaci a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

Nel reflusso gastroesofageo documentato, gli inibitori di pompa protonica possono essere prescritti con rimborsabilità secondo le indicazioni delle note di appropriatezza dell’Agenzia Italiana del Farmaco. Nel reflusso laringo-faringeo isolato, invece, la prescrizione è spesso possibile ma il costo del farmaco può rimanere a carico del paziente.

Per questo motivo è fondamentale una valutazione specialistica otorinolaringoiatrica che consenta di impostare una strategia terapeutica personalizzata, evitando sia terapie inutili sia l’uso prolungato di farmaci quando non necessario.

Ascolta il tuo medico. La miglior difesa per te e per la tua salute è lui: un medico di cui ti fidi.


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paolo petrone
L'autore

Il Dott. Paolo Petrone è un medico, specialista in otorinolaringoiatria e chirurgia di testa e collo. Docente universitario abilitato a Professore Associato di Otorinolaringoiatria e Audiologia e membro di diverse società medico-scientifiche di calibro nazionale e internazionale. È appassionato di tecnologia e utilizza con spirito critico le tecnologie dell’informazione per fare divulgazione scientifica e diffondere innovazione digitale.

Ha realizzato numerosi progetti tra cui, tra il 2017 e il 2019, una raccolta di quasi 20.000 firme che hanno contribuito alla stesura di un progetto di legge con successiva promulgazione in legge dello Stato (L. n.10 del 10/02/2020: “Norme in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica”).

Ha collaborato e collabora ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali italiani e stranieri ed è autore e co-autore di articoli scientifici di ricerca nel campo delle patologie otorinolaringoiatriche, di presentazioni a congressi scientifici italiani e stranieri e di testi divulgativi a contenuto scientifico.

Nel 2022 è stato autore della Relazione Ufficiale del 108° Congresso Nazionale della SIOeChCF – Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale: “Otorhinolaryngologists’ role in the management of epidemic respiratory human infectious disease COVID-19″. La Relazione è stata pubblicata sulla rivista scientifica “Acta Otorhinolaryngologica Italica” (Journal Impact Factor: 2.618).

Riceve per appuntamento a Bari e Bitonto (Bari), ed esegue teleconsulti medici specialistici online.

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