
BARI, MARZO 2026 – Il reflusso laringo-faringeo (LPR) è una condizione molto frequente nella pratica clinica dell’otorinolaringoiatria. Si verifica quando il contenuto acido dello stomaco risale fino alla laringe e alla faringe, irritando le mucose delle vie aerodigestive superiori. A differenza del più noto reflusso gastroesofageo, il reflusso laringo-faringeo spesso non provoca bruciore di stomaco e può manifestarsi con sintomi apparentemente banali come raucedine, tosse persistente o sensazione di corpo estraneo in gola.
Questi disturbi, tuttavia, non sono sempre innocui. Alcuni dei sintomi del reflusso laringo-faringeo possono infatti sovrapporsi a quelli delle neoplasie della laringe e della faringe, rendendo fondamentale una corretta diagnosi differenziale. In altre parole, non tutti i fastidi alla gola sono causati dal reflusso: in una piccola percentuale di casi potrebbero rappresentare il primo segnale di un tumore.
Per questo motivo il ruolo dell’otorinolaringoiatra è essenziale: attraverso una visita specialistica accurata e strumenti diagnostici specifici è possibile distinguere tra infiammazione da reflusso e patologie più serie, permettendo di iniziare tempestivamente il trattamento più appropriato.
Per chiarire i dubbi più comuni dei pazienti, in questo articolo risponderemo alle domande più frequenti sulle differenze tra reflusso laringo-faringeo e tumori della gola.
Innanzitutto, che cos’è il reflusso laringo-faringeo?
Il reflusso laringo-faringeo è la risalita di succhi gastrici dallo stomaco fino alla laringe e alla faringe. Questi liquidi, ricchi di acido e pepsina, possono irritare e infiammare le mucose della gola provocando diversi sintomi respiratori e vocali.
Quali sono i sintomi più comuni con cui si presenta il reflusso laringo-faringeo?
I sintomi possono essere vari e spesso non specifici. I più frequenti sono:
raucedine o voce roca,
tosse cronica e stizzosa,
necessità frequente di schiarire la gola,
sensazione di nodo o corpo estraneo in gola,
difficoltà a deglutire,
muco persistente in gola.
Molti pazienti non avvertono il classico bruciore di stomaco che invece è tipico del reflusso gastro-esofageo.
Perché i sintomi del reflusso possono confondersi con quelli dei tumori della gola?
Alcuni sintomi sono comuni a entrambe le condizioni, come:
raucedine persistente,
difficoltà nella deglutizione,
dolore o fastidio alla gola,
sensazione di corpo estraneo,
Questa sovrapposizione rende necessario un inquadramento specialistico otorinolaringoiatrico per evitare errori diagnostici.
Quali sono i segnali che devono far sospettare un tumore della gola?
Alcuni sintomi richiedono una valutazione otorinolaringoiatrica tempestiva:
raucedine che dura più di 3 settimane,
dolore persistente alla gola o all’orecchio,
difficoltà crescente a deglutire,
perdita di peso non spiegata,
presenza di sangue nella saliva,
comparsa di un nodulo nel collo.
Questi segnali non indicano necessariamente un tumore, ma devono sempre essere indagati perché sono tipici anche di una patologia oncologica della gola.
Quali sono i fattori di rischio dei tumori della gola?
I principali fattori di rischio includono:
fumo di sigaretta,
consumo eccessivo di alcol,
abitudini sessuali promiscue e infezione da HPV,
esposizione professionale a sostanze irritanti
età superiore ai 50 anni.
La presenza di questi fattori aumenta l’importanza di una valutazione specialistica otorino per escludere la presenza di una patologia oncologica a livello della gola.
Come si effettua la diagnosi di reflusso laringo-faringeo?
La diagnosi si basa su principalmente sull’esecuzione di una visita specialistica otorinolaringoiatrica e di una fibrolaringoscopia.
Oltre ad identificare i segni di infiammazione tipici del reflusso, l’obiettivo principale è quello di escludere la presenza di una neoformazione sospetta che altrimenti non è visibile in alcun modo.
Come si distinguono le lesioni da reflusso da quelle tumorali?
Durante la visita l’otorinolaringoiatra osserva direttamente le strutture della laringe in fibrolaringoscopia con uno strumento endoscopico. Le lesioni da reflusso hanno generalmente caratteristiche infiammatorie diffuse, mentre le lesioni tumorali appaiono come masse o ulcerazioni localizzate.
In caso di dubbio, può essere necessario eseguire una biopsia per confermare la diagnosi.
Il reflusso laringo-faringeo può causare il tumore alla gola?
Il reflusso cronico può contribuire a irritare le mucose e potrebbe avere un ruolo favorente di sviluppo oncologico. Per questo motivo, nei pazienti a rischio, deve essere trattato con particolare attenzione.
Come si cura il reflusso laringo-faringeo?
Il trattamento include:
modifiche dello stile di vita,
dieta specifica per ridurre il reflusso,
farmaci anti-reflusso (inibitori della pompa protonica o alginati),
controllo del peso corporeo.
Spesso il miglioramento richiede alcune settimane o mesi di terapia.
Quando è opportuno rivolgersi a un otorinolaringoiatra?
È consigliabile rivolgersi ad uno specialista otorino se:
la raucedine dura da più di 2–3 settimane,
i sintomi non migliorano con la terapia,
sono presenti fattori di rischio per tumori della gola,
compaiono difficoltà a deglutire o dolore persistente.
Una valutazione precoce permette di escludere patologie più serie e iniziare la terapia adeguata.
Ricorda:
- il reflusso laringo-faringeo è una malattia diversa dal reflusso gastro-esofageo: è una malattia di recente definizione scientifica, è più subdola e meno evidente del reflusso gastro-esofageo (una gastroscopia potrebbe anche non identificarla) e non tutti i medici la conoscono;
- il reflusso peggiora con l’inverno: presta particolare attenzione all’alimentazione e alla sedentarietà;
- il reflusso non colpisce solo adulti e anziani: è una patologia che interessa anche i bambini, le donne in gravidanza e anche i neonati;
- la chirurgia non è sempre la soluzione a tutto: patologie come i tonsilloliti, come il russamento notturno o l’ipertrofia dei turbinati necessitano prima di un corretto inquadramento e di una corretta diagnosi che rappresenta sempre il primo passo per curare molti disturbi di orecchio, naso e gola, sia nei pazienti adulti che nei bambini;
- anche la gastroscopia non è sempre la risposta a tutto: è indicata solo in specifiche condizioni gastroenterologiche e non per la diagnosi del reflusso laringo-faringeo;
- non assumere terapie antibiotiche con semplicità alla prima febbre o al primo mal di gola: l’abuso degli antibiotici è tipico delle regioni del Sud, ma assumere l’antibiotico senza motivo per un mal di gola può esporre te o il tuo bambino ai rischi dell’assunzione di un farmaco (fotosensibilità, reazioni allergiche, shock anafilattico, etc) senza aiutarti a risolvere una infezione delle alte vie respiratorie che in realtà potrebbe dipendere da altro (reflusso laringo-faringeo, alga tossica, faringite di origine virale, da COVID-19, etc.);
- non somministrare a te stesso o ai tuoi bambini antinfiammatori o antipiretici con semplicità per curare il tuo mal di gola: anche questi farmaci non sono scevri da effetti collaterali indesiderati se assunti senza motivo;
- per prevenire episodi ricorrenti di infezioni a carico delle alte vie respiratorie segui i consigli del tuo otorino di fiducia: lavaggi nasali, haloterapia, ma anche cure termali, immunostimolanti e probiotici possono avere il loro razionale in pazienti pediatrici o adulti più fragili;
- lavora (e molto) sullo stile di vita: alimentazione (zucchero, pane, cioccolato, caffè, latte e lattosio, etc.), farmaci biologici innovativi, farmaci assunti per patologie croniche, abitudini di vita, stress influiscono (tanto) sul rapporto che il cervello ha con gli altri organi (con il sistema immunitario, con il sistema digerente, etc.);
- non tutti i farmaci per il reflusso sono uguali: Riopan, Gaviscon, Maalox, ognuno di essi contiene dei principi attivi differenti utili per raggiungere obiettivi diversi, non assumerli a caso;
- chi segue una terapia per il reflusso non deve necessariamente seguirla a vita: se segui un corretto stile di vita potrai pian piano evitare di assumere terapie;
- di fronte ad una malattia di cui non hai mai sentito parlare, non aver timore, sii scettico e fai domande al tuo medico: perché facciamo questo esame? è necessario? da cosa è determinata questa malattia? quali sono gli effetti collaterali di questo medicinale? e per quanto tempo devo prenderlo? ci sono rischi? dovrò fare un intervento?
- dopo essere stato dal tuo medico, chiediti: ha ascoltato pazientemente le mie preoccupazioni? mi ha spiegato adeguatamente le cure necessarie? era un buon comunicatore? mi guardava negli occhi mentre parlavamo? era empatico, paziente, affabile e professionale?
- se il medico non risponde alle tue domande: non aver timore di cambiare medico e chiedere un secondo o un terzo parere;
- non cercare le tue risposte sul Dr. Google: i meccanismi di indicizzazione di un argomento sui motori di ricerca presenti nel web seguono algoritmi che non corrispondono alla logica prevista dalla scienza medica e potrebbero darti false speranze o facili illusioni su un problema che magari non è associato al tuo quadro clinico, facendoti spaventare senza motivo o facendoti sottovalutare un problema che magari può essere molto serio.
Il reflusso laringo-faringeo è una condizione molto comune e spesso responsabile di sintomi fastidiosi ma benigni. Tuttavia, poiché alcuni di questi disturbi possono sovrapporsi ai segni iniziali dei tumori della gola, è fondamentale non sottovalutarli.
La diagnosi differenziale eseguita dall’otorinolaringoiatra rappresenta il passaggio chiave per distinguere tra infiammazione da reflusso e patologie più gravi. Una visita specialistica con esame fibrolaringoscopico della laringe consente nella maggior parte dei casi di chiarire rapidamente l’origine dei sintomi.
Riconoscere precocemente i segnali di allarme e sottoporsi a controlli mirati significa non solo trattare correttamente il reflusso, ma anche individuare tempestivamente eventuali malattie più importanti, migliorando in modo significativo le possibilità di cura.
Ascolta il tuo medico. La miglior difesa per te e per la tua salute è lui: un medico di cui ti fidi.
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L'autore
Il Dott. Paolo Petrone è un medico, specialista in otorinolaringoiatria e chirurgia di testa e collo. Docente universitario abilitato a Professore Associato di Otorinolaringoiatria e Audiologia e membro di diverse società medico-scientifiche di calibro nazionale e internazionale. È appassionato di tecnologia e utilizza con spirito critico le tecnologie dell’informazione per fare divulgazione scientifica e diffondere innovazione digitale.
Ha realizzato numerosi progetti tra cui, tra il 2017 e il 2019, una raccolta di quasi 20.000 firme che hanno contribuito alla stesura di un progetto di legge con successiva promulgazione in legge dello Stato (L. n.10 del 10/02/2020: “Norme in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica”).
Ha collaborato e collabora ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali italiani e stranieri ed è autore e co-autore di articoli scientifici di ricerca nel campo delle patologie otorinolaringoiatriche, di presentazioni a congressi scientifici italiani e stranieri e di testi divulgativi a contenuto scientifico.
Nel 2022 è stato autore della Relazione Ufficiale del 108° Congresso Nazionale della SIOeChCF – Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale: “Otorhinolaryngologists’ role in the management of epidemic respiratory human infectious disease COVID-19″. La Relazione è stata pubblicata sulla rivista scientifica “Acta Otorhinolaryngologica Italica” (Journal Impact Factor: 2.618).
Riceve per appuntamento a Bari e Bitonto (Bari), ed esegue teleconsulti medici specialistici online.
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