
BARI, SETTEMBRE 2025 – Il reflusso acido può essere responsabile della comparsa di fischi e acufeni? È una domanda che sempre più persone si pongono, man mano che aumentano le conoscenze sul (meno conosciuto) reflusso laringo-faringeo. Quando si pensa al reflusso acido, la maggior parte delle persone pensa solo al bruciore di stomaco o ad una indigestione. Ma il reflusso laringofaringeo (LPR), molto meno noto del reflusso gastro-esofageo (GERD), esiste, non è molto conosciuto nemmeno dai medici stessi, e spesso passa inosservato.
Il reflusso laringo-faringeo di solito non provoca bruciore di stomaco. Piuttosto, risale verso la gola e le vie aeree superiori, interessando aree che vanno oltre il tratto digerente. Ciò che la maggior parte delle persone non sa è che il reflusso laringo-faringeo è in realtà molto più diffuso del reflusso gastro-esofageo, è più silenzioso e più subdolo, e i suoi sintomi possono manifestarsi in modi sorprendenti. Può causare problemi alla gola, ai seni paranasali e persino alle orecchie.
Un sintomo che raramente viene associato al reflusso è rappresentato dal ronzio nelle orecchie, dalla comparsa di fischi e di rumori che prima non c’erano. Sebbene l’acufene sia tipicamente associato alla perdita dell’udito dovuta all’esposizione al rumore o all’invecchiamento, anche l’infiammazione causata dal reflusso può contribuire alla comparsa degli acufeni. E, per alcuni pazienti, il trattamento del reflusso è l’unico rimedio che determina sollievo.
Ma, per cominciare, cos’è l’acufene? E perché fa così tanta paura?
L’acufene non è una malattia. L’acufene è un sintomo. Un po’ come dire “ho la tosse”. La tosse non è una malattia. È il sintomo che c’è qualcosa che non va. Compito del medico è capire la causa che genera quel sintomo.
In particolare, gli acufeni sono percezioni di suoni nell’orecchio, in assenza di stimoli acustici esterni. Chi ne soffre li descrive come fischi, ronzii, fruscii o pulsazioni nelle orecchie. Si tratta di un sintomo legato a varie condizioni, tra cui problemi a carico dell’orecchio, la presenza di alterazioni vascolari, di disturbi metabolici o, in alcuni casi, anche di patologie dell’apparato digerente.
Sicuramente parlare di “acufeni” spaventa perché, nella stragrande maggioranza dei casi, ad oggi nessuno è riuscito a trovare una cura definitiva per gli acufeni. Ma, dal momento che gli acufeni sono il fattore che indica che c’è qualcosa che non va, è errato dire in modo assoluto che non esiste una cura. È invece più corretto dire che va identificata la causa degli acufeni e agire nei confronti di quella causa.
Che cos’è il reflusso laringo-faringeo?
Il reflusso laringo-faringeo è una patologia di recente definizione diagnostica. Si tratta di una patologia ancora poco conosciuta nel mondo medico, spesso confusa con il (più famoso) reflusso gastro-esofageo.
Si tratta della risalita di materiale gastrico (acido o pepsina) dalle vie digestive superiori fino alla laringe e alla faringe. A differenza del reflusso gastro-esofageo classico, non dà necessariamente bruciore di stomaco, ma può provocare raucedine, tosse cronica, sensazione di nodo in gola, abbassamento della voce e, in alcuni casi, otalgia riflessa o sintomi auricolari.
In che modo il reflusso può influenzare l’orecchio e gli acufeni?
In letteratura, i diversi autori che studiano il reflusso laringo-faringeo ipotizzano diversi meccanismi alla base di questo sintomo:
infiammazione riflessa: il passaggio di materiale acido in faringe e rinofaringe può irritare le tube di Eustachio, che collegano la gola con l’orecchio medio. Un’alterazione della loro funzionalità può contribuire all’aumento della secrezione sierosa da parte delle cellule mucipare delle alte vie respiratorie e può portare ad un restringimento delle dimensioni delle tube per effetto dell’infiammazione che ne consegue. Ne può così derivare un maggior blocco delle secrezioni che possono condurre a sensazioni di ovattamento, pressione auricolare e talvolta acufeni;
risposta nervosa: la laringe e l’orecchio condividono innervazioni sensoriali (come il nervo vago). L’irritazione cronica da reflusso potrebbe stimolare circuiti nervosi che si riflettono anche sull’orecchio;
fattori indiretti: il reflusso peggiora la qualità del sonno, aumenta lo stress e l’ansia, tutti fattori noti per amplificare la percezione degli acufeni.
Tutti i pazienti con reflusso hanno acufeni?
No. La presenza di reflusso non significa che un individuo sviluppi automaticamente degli acufeni.
È importante precisare che l’acufene è la causa più comune di un disturbo dell’orecchio. Tuttavia, nei soggetti predisposti, il reflusso può essere un fattore aggravante o scatenante, soprattutto se si associa a disturbi della tuba uditiva pregressi o a un terreno ansioso.
Cosa può fare chi soffre di acufene e di reflusso laringo-faringeo?
- La prima cosa importante da fare è una valutazione medica specialistica otorinolaringoiatrica con una attenta anamnesi che valuti i sintomi del paziente, la sua storia clinica, i farmaci assunti, la storia di eventuali sintomi simili in famiglia.
- L’esecuzione di un esame audiometrico è poi fondamentale per escludere la presenza di un disturbo a carico dell’orecchio.
- Successivamente è importante eseguire un esame fibrolaringoscopico che studi non soltanto lo stato della gola e della laringe (per svelare la presenza di segni di reflusso laringo-faringeo), ma studi anche lo stato del punto di comunicazione tra il naso e la tuba uditiva per verificare l’eventuale presenza di essudato sieroso che possa aver impegnato la tuba e spiegare così la comparsa di questi acufeni.
Ricorda:
- il reflusso laringo-faringeo è una malattia diversa dal reflusso gastro-esofageo: è una malattia di recente definizione scientifica, è più subdola e meno evidente del reflusso gastro-esofageo e non tutti i medici la conoscono;
- il reflusso peggiora con l’inverno: presta particolare attenzione all’alimentazione e alla sedentarietà;
- il reflusso non colpisce solo adulti e anziani: è una patologia che interessa anche i bambini;
- non assumere terapie antibiotiche con semplicità alla prima febbre o al primo mal di gola: assumere l’antibiotico senza motivo per un mal di gola può esporre te o il tuo bambino ai rischi dell’assunzione di un farmaco (fotosensibilità, reazioni allergiche, shock anafilattico, etc) senza aiutarti a risolvere una infezione delle alte vie respiratorie che in realtà potrebbe dipendere da altro (reflusso laringo-faringeo, alga tossica, faringite di origine virale, da COVID-19, etc.);
- non somministrare a te stesso o ai tuoi bambini antinfiammatori o antipiretici con semplicità per curare il tuo mal di gola: anche questi farmaci non sono scevri da effetti collaterali indesiderati se assunti senza motivo;
- per prevenire episodi ricorrenti di infezioni a carico delle alte vie respiratorie segui i consigli del tuo otorino di fiducia: lavaggi nasali, haloterapia, ma anche cure termali, immunostimolanti e probiotici possono avere il loro razionale in pazienti pediatrici o adulti più fragili;
- lavora (e molto) sullo stile di vita: alimentazione (zucchero, pane, cioccolato, caffè, etc.), farmaci assunti per patologie croniche, abitudini di vita, stress influiscono (tanto) sul rapporto che il cervello ha con gli altri organi (con il sistema immunitario, con il sistema digerente, etc.);
- non tutti i farmaci per il reflusso sono uguali: Riopan, Gaviscon, Maalox, ognuno di essi contiene dei principi attivi differenti utili per raggiungere obiettivi diversi, non assumerli a caso;
- chi segue una terapia per il reflusso non deve seguirla a vita: se segui un corretto stile di vita potrai pian piano evitare di assumere terapie;
- di fronte ad una malattia di cui non hai mai sentito parlare, non aver timore, sii scettico e fai domande al tuo medico: perché facciamo questo esame? è necessario? da cosa è determinata questa malattia? quali sono gli effetti collaterali di questo medicinale? e per quanto tempo devo prenderlo? ci sono rischi? dovrò fare un intervento?
- dopo essere stato dal tuo medico, chiediti: ha ascoltato pazientemente le mie preoccupazioni? mi ha spiegato adeguatamente le cure necessarie? era un buon comunicatore? mi guardava negli occhi mentre parlavamo? era empatico, paziente, affabile e professionale?
- se il medico non risponde alle tue domande: non aver timore di cambiare medico e chiedere un secondo o un terzo parere;
- non cercare le tue risposte sul Dr. Google: i meccanismi di indicizzazione di un argomento sui motori di ricerca presenti nel web seguono algoritmi che non corrispondono alla logica prevista dalla scienza medica e potrebbero darti false speranze o facili illusioni su un problema che magari non è associato al tuo quadro clinico, facendoti spaventare senza motivo o facendoti sottovalutare un problema che magari può essere molto serio.
La connessione tra acufeni e reflusso laringo-faringeo non è diretta né universale, ma sempre più studi suggeriscono che il reflusso possa contribuire ad accentuare o mantenere gli acufeni in alcuni pazienti predisposti. Riconoscere e trattare il reflusso non solo migliora la salute della gola, ma può anche aiutare a ridurre l’impatto degli acufeni in chi ne soffre, migliorandone così la qualità di vita.
Ascolta il tuo medico. La miglior difesa per te e per la tua salute è lui: un medico di cui ti fidi.
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L'autore
Il Dott. Paolo Petrone è un medico, specialista in otorinolaringoiatria e chirurgia di testa e collo. Docente universitario abilitato a Professore Associato di Otorinolaringoiatria e Audiologia e membro di diverse società medico-scientifiche di calibro nazionale e internazionale. È appassionato di tecnologia e utilizza con spirito critico le tecnologie dell’informazione per fare divulgazione scientifica e diffondere innovazione digitale.
Ha realizzato numerosi progetti tra cui, tra il 2017 e il 2019, una raccolta di quasi 20.000 firme che hanno contribuito alla stesura di un progetto di legge con successiva promulgazione in legge dello Stato (L. n.10 del 10/02/2020: “Norme in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica”).
Ha collaborato e collabora ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali italiani e stranieri ed è autore e co-autore di articoli scientifici di ricerca nel campo delle patologie otorinolaringoiatriche, di presentazioni a congressi scientifici italiani e stranieri e di testi divulgativi a contenuto scientifico.
Nel 2022 è stato autore della Relazione Ufficiale del 108° Congresso Nazionale della SIOeChCF – Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale: “Otorhinolaryngologists’ role in the management of epidemic respiratory human infectious disease COVID-19″. La Relazione è stata pubblicata sulla rivista scientifica “Acta Otorhinolaryngologica Italica” (Journal Impact Factor: 2.618).
Riceve per appuntamento a Bari e Bitonto (Bari), ed esegue teleconsulti medici specialistici online.
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