
BARI, MAGGIO 2026 – Il reflusso gastroesofageo e, soprattutto, il reflusso laringo-faringeo rappresentano condizioni sempre più frequenti nella pratica clinica otorinolaringoiatrica. Sintomi come disfonia, tosse cronica, sensazione di corpo estraneo in gola possono essere espressione di una patologia spesso sottodiagnosticata e complessa da trattare.
Negli ultimi decenni, gli inibitori di pompa protonica (IPP) hanno rappresentato il cardine della terapia. Tuttavia, una quota significativa di pazienti mostra una risposta parziale o insoddisfacente con l’utilizzo di questi farmaci. In questo contesto si inserisce Fexuprazan, un nuovo farmaco appartenente alla classe dei P-CAB (Potassium-Competitive Acid Blockers), che potrebbe rappresentare un’evoluzione nella gestione del reflusso gastroesofageo e delle sue manifestazioni extraesofagee, compreso il reflusso laringo-faringeo.
Ma quale potrebbe essere il suo ruolo nella pratica otorinolaringoiatrica?
Che cos’è il Fexuprazan?
Il Fexuprazan è un farmaco antisecretivo gastrico di nuova generazione appartenente alla classe dei P-CAB, che inibiscono la secrezione acida gastrica in modo rapido e reversibile.
Come agisce rispetto agli inibitori di pompa protonica (IPP) più famosi (omeprazolo, esomeprazolo, pantoprazolo, rabeprazolo)?
A differenza degli IPP, che richiedono attivazione in ambiente acido e hanno un effetto ritardato, il Fexuprazan blocca direttamente e rapidamente la pompa protonica competendo con il potassio, garantendo così un controllo più stabile del pH gastrico.
Quali sono le indicazioni attuali?
Attualmente è indicato principalmente per il trattamento del reflusso gastroesofageo erosivo e non erosivo, con studi in corso sulle manifestazioni extraesofagee. Non è indicato per il trattamento del reflusso laringo-faringeo. E non è ancora sufficientemente studiato al punto da conoscerne i possibili effetti collaterali.
Può essere utile nel reflusso laringo-faringeo (LPR)?
Potenzialmente sì. Il miglior controllo dell’acidità gastrica potrebbe tradursi in una riduzione dell’esposizione acida a livello laringo-faringeo, ma sono necessari studi specifici in ambito ORL.
Quali vantaggi potrebbe offrire rispetto agli IPP?
- Insorgenza d’azione più rapida;
- maggiore stabilità del pH nelle 24 ore;
- minore variabilità individuale nella risposta.
Attualmente risulta essere efficace nei pazienti che non rispondono all’utilizzo degli IPP?
I dati preliminari suggeriscono che i P-CAB possano essere efficaci in pazienti con risposta non ottimale agli IPP, rappresentando una valida alternativa terapeutica.
Qual è il profilo di sicurezza?
Il Fexuprazan ha mostrato un buon profilo di sicurezza negli studi clinici, con effetti collaterali simili a quelli degli IPP (cefalea, disturbi gastrointestinali lievi). Rappresenta, però, un farmaco nuovo, e come con tutti i nuovi farmaci devono ancora essere registrati eventuali effetti collaterali che potranno solo essere descritti nel tempo.
Ha interazioni farmacologiche rilevanti?
Rispetto agli IPP, presenta potenzialmente meno interazioni legate al metabolismo epatico, ma è comunque necessario valutare caso per caso.
È possibile acquistare questo farmaco a Bari? È già disponibile in Italia e in Europa?
La diffusione è ancora limitata e varia da Paese a Paese; la sua introduzione nei mercati europei è in evoluzione.
Quale potrebbe essere il ruolo futuro in otorinolaringoiatria?
Il Fexuprazan potrebbe rappresentare una nuova opzione terapeutica per i pazienti con reflusso laringo-faringeo resistente o parzialmente responsivo agli IPP, migliorando la gestione di una condizione spesso frustrante sia per il medico che per il paziente.
Ricorda:
- il reflusso laringo-faringeo è una malattia diversa dal reflusso gastro-esofageo: è una malattia di recente definizione scientifica, è più subdola e meno evidente del reflusso gastro-esofageo (una gastroscopia potrebbe anche non identificarla), non tutti i medici la conoscono o sono esperti nella sua gestione;
- il reflusso peggiora con l’inverno: presta particolare attenzione all’alimentazione e alla sedentarietà;
- il reflusso non colpisce solo adulti e anziani: è una patologia che interessa anche i bambini, le donne in gravidanza e anche i neonati e che può mimare condizioni particolarmente serie come la laringomalacia;
- la chirurgia non è sempre la soluzione a tutto: patologie come i tonsilloliti, come il russamento notturno o l’ipertrofia dei turbinati necessitano prima di un corretto inquadramento e di una corretta diagnosi che rappresenta sempre il primo passo per curare molti disturbi di orecchio, naso e gola, sia nei pazienti adulti che nei bambini;
- anche la gastroscopia non è sempre la risposta a tutto: è indicata solo in specifiche condizioni gastroenterologiche e non per la diagnosi del reflusso laringo-faringeo;
- non assumere terapie antibiotiche con semplicità alla prima febbre o al primo mal di gola: l’abuso degli antibiotici è tipico delle regioni del Sud, ma assumere l’antibiotico senza motivo per un mal di gola può esporre te o il tuo bambino ai rischi dell’assunzione di un farmaco (fotosensibilità, reazioni allergiche, shock anafilattico, etc) senza aiutarti a risolvere una infezione delle alte vie respiratorie che in realtà potrebbe dipendere da altro (reflusso laringo-faringeo, alga tossica, faringite di origine virale, da COVID-19, etc.);
- non somministrare a te stesso o ai tuoi bambini antinfiammatori o antipiretici con semplicità per curare il tuo mal di gola: anche questi farmaci non sono scevri da effetti collaterali indesiderati se assunti senza motivo;
- per prevenire episodi ricorrenti di infezioni a carico delle alte vie respiratorie segui i consigli del tuo otorino di fiducia: lavaggi nasali, haloterapia, ma anche cure termali, immunostimolanti e probiotici possono avere il loro razionale in pazienti pediatrici o adulti più fragili;
- lavora (e molto) sullo stile di vita: alimentazione (zucchero, pane, cioccolato, caffè, tipo di acqua, latte e lattosio, etc.), farmaci biologici innovativi, farmaci assunti per patologie croniche, abitudini di vita, stress influiscono (tanto) sul rapporto che il cervello ha con gli altri organi (con il sistema immunitario, con il sistema digerente, etc.);
- non tutti i farmaci per il reflusso sono uguali: Riopan, Gaviscon, Maalox, ognuno di essi contiene dei principi attivi differenti utili per raggiungere obiettivi diversi, non assumerli a caso;
- chi segue una terapia per il reflusso non deve necessariamente seguirla a vita: se segui un corretto stile di vita potrai pian piano evitare di assumere terapie;
- di fronte ad una malattia di cui non hai mai sentito parlare, non aver timore, sii scettico e fai domande al tuo medico: perché facciamo questo esame? è necessario? da cosa è determinata questa malattia? quali sono gli effetti collaterali di questo medicinale? e per quanto tempo devo prenderlo? ci sono rischi? dovrò fare un intervento?
- dopo essere stato dal tuo medico, chiediti: ha ascoltato pazientemente le mie preoccupazioni? mi ha spiegato adeguatamente le cure necessarie? era un buon comunicatore? mi guardava negli occhi mentre parlavamo? era empatico, paziente, affabile e professionale?
- se il medico non risponde alle tue domande: non aver timore di cambiare medico e chiedere un secondo o un terzo parere;
- non cercare le tue risposte sul Dr. Google: i meccanismi di indicizzazione di un argomento sui motori di ricerca presenti nel web seguono algoritmi che non corrispondono alla logica prevista dalla scienza medica e potrebbero darti false speranze o facili illusioni su un problema che magari non è associato al tuo quadro clinico, facendoti spaventare senza motivo o facendoti sottovalutare un problema che magari può essere molto serio.
Il Fexuprazan rappresenta una promettente innovazione nel trattamento delle patologie da reflusso. Sebbene le evidenze in ambito strettamente otorinolaringoiatrico siano ancora limitate, il suo meccanismo d’azione e i risultati preliminari lo candidano come possibile alternativa o complemento agli IPP, soprattutto nei casi di reflusso laringo-faringeo difficile da trattare.
Per l’otorinolaringoiatra, rimanere aggiornato su queste nuove opzioni terapeutiche è fondamentale, in un’epoca in cui la gestione multidisciplinare del reflusso rappresenta una sfida clinica sempre più centrale.
Ascolta il tuo medico. La miglior difesa per te e per la tua salute è lui: un medico di cui ti fidi.
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L'autore
Il Dott. Paolo Petrone è un medico, specialista in otorinolaringoiatria e chirurgia di testa e collo. Docente universitario abilitato a Professore Associato di Otorinolaringoiatria e Audiologia e membro di diverse società medico-scientifiche di calibro nazionale e internazionale. È appassionato di tecnologia e utilizza con spirito critico le tecnologie dell’informazione per fare divulgazione scientifica e diffondere innovazione digitale.
Ha realizzato numerosi progetti tra cui, tra il 2017 e il 2019, una raccolta di quasi 20.000 firme che hanno contribuito alla stesura di un progetto di legge con successiva promulgazione in legge dello Stato (L. n.10 del 10/02/2020: “Norme in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica”).
Ha collaborato e collabora ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali italiani e stranieri ed è autore e co-autore di articoli scientifici di ricerca nel campo delle patologie otorinolaringoiatriche, di presentazioni a congressi scientifici italiani e stranieri e di testi divulgativi a contenuto scientifico.
Nel 2022 è stato autore della Relazione Ufficiale del 108° Congresso Nazionale della SIOeChCF – Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale: “Otorhinolaryngologists’ role in the management of epidemic respiratory human infectious disease COVID-19″. La Relazione è stata pubblicata sulla rivista scientifica “Acta Otorhinolaryngologica Italica” (Journal Impact Factor: 2.618).
Riceve per appuntamento a Bari e Bitonto (Bari), ed esegue teleconsulti medici specialistici online.
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