
BARI, MAGGIO 2026 – Negli ultimi anni, la medicina ha assistito a un crescente interesse verso il ruolo del microbioma intestinale in numerose patologie infiammatorie croniche. Questo interesse investe oggi anche l’otorinolaringoiatra e il coinvolgimento delle alte vie aero-digestive. Tra queste, il reflusso laringo-faringeo (LPR, Laryngopharyngeal Reflux), che rappresenta una delle infiammazioni sempre più frequentemente diagnosticate nella pratica clinica otorino.
Tradizionalmente, il reflusso laringo-faringeo è stato interpretato come una semplice risalita di contenuto gastrico verso la laringe e la faringe. Oggi, tuttavia, sappiamo che il quadro è molto più complesso. Accanto all’acido gastrico e alla pepsina, dagli studi scientifici più recenti sembrano avere un ruolo importante anche l’infiammazione sistemica, l’alterazione della barriera intestinale, il sistema immunitario mucosale e soprattutto il microbioma intestinale.
Il microbioma intestinale è costituito da trilioni di microrganismi che vivono nel nostro apparato digerente e partecipano a numerose funzioni: digestione, metabolismo, regolazione immunitaria e protezione dalle infezioni. Quando questo ecosistema perde il suo equilibrio — una condizione chiamata “disbiosi intestinale” — possono comparire sintomi digestivi, infiammatori e persino respiratori.
Molti pazienti con reflusso laringo-faringeo riferiscono infatti gonfiore addominale, digestione lenta, meteorismo, alterazioni intestinali e sensibilità alimentari. Sempre più studi suggeriscono che la disbiosi intestinale possa contribuire alla comparsa o al mantenimento del reflusso, influenzando la motilità gastrointestinale, la produzione di gas e i processi infiammatori.
Comprendere il legame tra intestino, microbioma e reflusso significa oggi aprire nuove prospettive terapeutiche in otorinolaringoiatria, con approcci integrati che includono alimentazione, stile di vita e modulazione del microbiota. Questo spiega perché l’otorinolaringoiatra non può fermarsi ad una valutazione semplicistica delle alte vie respiratorie e del loro stato infiammatorio, ma richiede sempre più una valutazione completa dell’organismo.
Innanzitutto, che cos’è il reflusso laringo-faringeo?
Il reflusso laringo-faringeo è una condizione in cui il contenuto gastrico risale oltre l’esofago raggiungendo laringe, faringe e talvolta le cavità nasali. A differenza del reflusso gastroesofageo classico, spesso non provoca bruciore di stomaco ma sintomi ORL come:
- raucedine;
- tosse cronica;
- sensazione di nodo in gola;
- catarro persistente;
- bisogno continuo di schiarire la voce;
- disfagia lieve;
- irritazione faringea.
Che cos’è il microbioma intestinale?
Il microbioma intestinale è l’insieme dei batteri, virus e microrganismi presenti nell’intestino. Questi microrganismi svolgono funzioni fondamentali:
- aiutano la digestione;
- producono vitamine;
- regolano il sistema immunitario;
- proteggono dalle infezioni;
- partecipano ai processi antinfiammatori.
Un microbioma sano è caratterizzato da equilibrio e biodiversità.
Cos’è la disbiosi intestinale?
La disbiosi è un’alterazione dell’equilibrio del microbioma intestinale. Può essere causata da:
- dieta ricca di zuccheri e cibi ultra-processati;
- stress cronico;
- antibiotici;
- scarso sonno;
- sedentarietà;
- abuso di alcol;
- infezioni gastrointestinali.
La disbiosi può aumentare l’infiammazione sistemica e favorire disturbi digestivi e respiratori.
Qual è il legame tra microbioma intestinale e reflusso laringo-faringeo?
Il microbioma intestinale può influenzare il reflusso attraverso diversi meccanismi:
- alterazione della motilità gastrica;
- aumento della pressione addominale per eccessiva fermentazione;
- rallentamento dello svuotamento gastrico;
- aumento dell’infiammazione mucosale;
- maggiore sensibilità delle mucose faringo-laringee.
La produzione eccessiva di gas intestinali può favorire episodi di reflusso verso l’alto.
Il reflusso può dipendere solo dall’acidità gastrica?
No. Oggi sappiamo che molti pazienti con reflusso laringo-faringeo presentano reflussi debolmente acidi o non acidi. In questi casi, sostanze come la pepsina e i mediatori infiammatori possono danneggiare la mucosa laringea anche in assenza di forte acidità.
Per questo motivo alcuni pazienti non migliorano completamente con i soli inibitori di pompa protonica.
Quali sintomi intestinali possono associarsi al reflusso laringo-faringeo?
Molti pazienti presentano contemporaneamente:
- gonfiore addominale;
- digestione lenta;
- meteorismo;
- alvo irregolare;
- sindrome dell’intestino irritabile;
- sensazione di pesantezza dopo i pasti.
Questi sintomi possono rappresentare un segnale di alterazione del microbioma.
L’alimentazione può modificare il microbioma e migliorare il reflusso?
Sì. L’alimentazione è uno dei principali fattori che influenzano il microbioma intestinale. Una dieta equilibrata può ridurre l’infiammazione e migliorare i sintomi del reflusso.
Gli alimenti generalmente consigliati includono:
- verdure;
- cereali integrali;
- legumi;
- frutta non acida;
- olio extravergine d’oliva;
- pesce;
- alimenti ricchi di fibre.
È utile limitare:
- alcol;
- fritti;
- bevande gassate;
- cibi ultra-processati;
- eccesso di zuccheri;
- pasti abbondanti serali.
Questo spiega perché la dieta mediterranea e l’alimentazione italiana (sud Italia e Bari in primis), pur contenendo cibi acidi al proprio interno, possono essere di aiuto per chi soffre di reflusso laringo-faringeo.
I probiotici possono aiutare?
Alcuni studi suggeriscono che determinati probiotici possano contribuire a riequilibrare il microbioma intestinale, riducendo gonfiore, fermentazione e infiammazione.
Tuttavia, non esiste ancora un “probiotico universale” per il reflusso laringo-faringeo. La scelta dovrebbe essere personalizzata in base ai sintomi e alla valutazione clinica.
Lo stress può peggiorare il reflusso e il microbioma?
Assolutamente sì. L’intestino e il cervello comunicano continuamente attraverso il cosiddetto asse intestino-cervello.
Lo stress cronico può:
- alterare il microbioma;
- aumentare la permeabilità intestinale;
- modificare la motilità gastrointestinale;
- aumentare la percezione dei sintomi;
- peggiorare l’infiammazione laringea.
Per questo motivo, gestione dello stress, sonno e attività fisica rappresentano parte integrante del trattamento. Condurre una vita sana, in città slow (città lente, come Bari) che adottano un modello di vita sostenibile, puntando su qualità, cultura, enogastronomia locale e riduzione del ritmo frenetico, può essere di grande aiuto per ristabilire un equilibrio nella gestione del reflusso laringo-faringeo.
Come si cura oggi il reflusso laringo-faringeo?
L’approccio moderno è multidisciplinare e personalizzato. Può includere:
- valutazione otorinolaringoiatrica;
- fibrolaringoscopia;
- modifiche alimentari;
- terapia farmacologica;
- trattamento della disbiosi intestinale;
- igiene del sonno;
- riduzione dello stress;
- perdita di peso nei pazienti sovrappeso.
L’obiettivo non è solo ridurre l’acidità, ma migliorare l’equilibrio globale dell’apparato digerente e delle mucose delle vie aero-digestive superiori.
Ricorda:
- il reflusso laringo-faringeo è una malattia diversa dal reflusso gastro-esofageo: è una malattia di recente definizione scientifica, è più subdola e meno evidente del reflusso gastro-esofageo (una gastroscopia potrebbe anche non identificarla), non tutti i medici la conoscono o sono esperti nella sua gestione;
- il reflusso peggiora con l’inverno: presta particolare attenzione all’alimentazione e alla sedentarietà;
- il reflusso non colpisce solo adulti e anziani: è una patologia che interessa anche i bambini, le donne in gravidanza e anche i neonati e che può mimare condizioni particolarmente serie come la laringomalacia;
- la chirurgia non è sempre la soluzione a tutto: patologie come i tonsilloliti, come il russamento notturno o l’ipertrofia dei turbinati necessitano prima di un corretto inquadramento e di una corretta diagnosi che rappresenta sempre il primo passo per curare molti disturbi di orecchio, naso e gola, sia nei pazienti adulti che nei bambini;
- anche la gastroscopia non è sempre la risposta a tutto: è indicata solo in specifiche condizioni gastroenterologiche e non per la diagnosi del reflusso laringo-faringeo;
- non assumere terapie antibiotiche con semplicità alla prima febbre o al primo mal di gola: l’abuso degli antibiotici è tipico delle regioni del Sud, ma assumere l’antibiotico senza motivo per un mal di gola può esporre te o il tuo bambino ai rischi dell’assunzione di un farmaco (fotosensibilità, reazioni allergiche, shock anafilattico, etc) senza aiutarti a risolvere una infezione delle alte vie respiratorie che in realtà potrebbe dipendere da altro (reflusso laringo-faringeo, alga tossica, faringite di origine virale, da COVID-19, etc.);
- non somministrare a te stesso o ai tuoi bambini antinfiammatori o antipiretici con semplicità per curare il tuo mal di gola: anche questi farmaci non sono scevri da effetti collaterali indesiderati se assunti senza motivo;
- per prevenire episodi ricorrenti di infezioni a carico delle alte vie respiratorie segui i consigli del tuo otorino di fiducia: lavaggi nasali, haloterapia, ma anche cure termali, immunostimolanti e probiotici possono avere il loro razionale in pazienti pediatrici o adulti più fragili;
- lavora (e molto) sullo stile di vita: alimentazione (zucchero, pane, cioccolato, caffè, tipo di acqua, latte e lattosio, etc.), farmaci biologici innovativi, farmaci assunti per patologie croniche, abitudini di vita, stress influiscono (tanto) sul rapporto che il cervello ha con gli altri organi (con il sistema immunitario, con il sistema digerente, etc.);
- non tutti i farmaci per il reflusso sono uguali: Riopan, Gaviscon, Maalox, ognuno di essi contiene dei principi attivi differenti utili per raggiungere obiettivi diversi, non assumerli a caso, e gli effetti delle nuove terapie per il reflusso (terapie sperimentali e terapie già in commercio come il Fexuprazan) non sono ancora noti sul reflusso laringo-faringeo;
- chi segue una terapia per il reflusso non deve necessariamente seguirla a vita: se segui un corretto stile di vita potrai pian piano evitare di assumere terapie;
- di fronte ad una malattia di cui non hai mai sentito parlare, non aver timore, sii scettico e fai domande al tuo medico: perché facciamo questo esame? è necessario? da cosa è determinata questa malattia? quali sono gli effetti collaterali di questo medicinale? e per quanto tempo devo prenderlo? ci sono rischi? dovrò fare un intervento?
- dopo essere stato dal tuo medico, chiediti: ha ascoltato pazientemente le mie preoccupazioni? mi ha spiegato adeguatamente le cure necessarie? era un buon comunicatore? mi guardava negli occhi mentre parlavamo? era empatico, paziente, affabile e professionale?
- se il medico non risponde alle tue domande: non aver timore di cambiare medico e chiedere un secondo o un terzo parere;
- non cercare le tue risposte sul Dr. Google: i meccanismi di indicizzazione di un argomento sui motori di ricerca presenti nel web seguono algoritmi che non corrispondono alla logica prevista dalla scienza medica e potrebbero darti false speranze o facili illusioni su un problema che magari non è associato al tuo quadro clinico, facendoti spaventare senza motivo o facendoti sottovalutare un problema che magari può essere molto serio.
Il rapporto tra reflusso laringo-faringeo e microbioma intestinale rappresenta una delle aree più innovative della moderna otorinolaringoiatria. Sempre più evidenze scientifiche suggeriscono che il reflusso non sia soltanto un problema “di acido”, ma una condizione complessa in cui intestino, infiammazione, alimentazione e sistema immunitario interagiscono strettamente.
Per il paziente, questo significa poter beneficiare di un approccio più completo e personalizzato, capace di andare oltre la semplice terapia antiacida. La cura del microbioma intestinale attraverso alimentazione equilibrata, stile di vita sano e corretta gestione dello stress potrebbe diventare nei prossimi anni una componente fondamentale del trattamento del reflusso laringo-faringeo.
In quest’ottica, l’otorinolaringoiatra assume un ruolo centrale non solo nella diagnosi dei sintomi laringei, ma anche nella comprensione delle connessioni tra apparato digerente, intestino e salute delle vie aero-digestive superiori.
Ascolta il tuo medico. La miglior difesa per te e per la tua salute è lui: un medico di cui ti fidi.
Le pagine più lette:

L'autore
Il Dott. Paolo Petrone è un medico, specialista in otorinolaringoiatria e chirurgia di testa e collo. Docente universitario abilitato a Professore Associato di Otorinolaringoiatria e Audiologia e membro di diverse società medico-scientifiche di calibro nazionale e internazionale. È appassionato di tecnologia e utilizza con spirito critico le tecnologie dell’informazione per fare divulgazione scientifica e diffondere innovazione digitale.
Ha realizzato numerosi progetti tra cui, tra il 2017 e il 2019, una raccolta di quasi 20.000 firme che hanno contribuito alla stesura di un progetto di legge con successiva promulgazione in legge dello Stato (L. n.10 del 10/02/2020: “Norme in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica”).
Ha collaborato e collabora ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali italiani e stranieri ed è autore e co-autore di articoli scientifici di ricerca nel campo delle patologie otorinolaringoiatriche, di presentazioni a congressi scientifici italiani e stranieri e di testi divulgativi a contenuto scientifico.
Nel 2022 è stato autore della Relazione Ufficiale del 108° Congresso Nazionale della SIOeChCF – Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale: “Otorhinolaryngologists’ role in the management of epidemic respiratory human infectious disease COVID-19″. La Relazione è stata pubblicata sulla rivista scientifica “Acta Otorhinolaryngologica Italica” (Journal Impact Factor: 2.618).
Riceve per appuntamento a Bari e Bitonto (Bari), ed esegue teleconsulti medici specialistici online.
Share this page









