
BARI, SETTEMBRE 2026 – Avvertire un nodo in gola, la sensazione di avere qualcosa fermo in fondo alla gola o un corpo estraneo in gola è un disturbo molto comune. Può comparire durante la deglutizione, dopo i pasti oppure essere presente per gran parte della giornata, causando spesso preoccupazione. In molti casi questa sensazione compare dopo aver mangiato un pasto che contiene qualcosa di particolarmente duro o spigoloso (pesce, patatine fritte, pollo…), con il dubbio che un pezzo di quel cibo possa essere rimasto incastrato in gola.
In realtà, mentre in alcune situazioni può davvero trattarsi di un corpo estraneo rimasto bloccato in gola (spina di pesce, osso di pollo…), in molti altri casi la sensazione può essere legata a un problema locale della gola o dell’esofago e associata a una maggiore sensibilità delle strutture faringo-laringee. Tra le possibili cause c’è il reflusso laringofaringeo (LPR), cioè la risalita di contenuti gastrici verso la faringe e la laringe.
Il rapporto tra reflusso, nodo alla gola e sensazione di corpo estraneo è molto più complesso di quanto possa sembrare. Non sempre avere un “bolo” o un fastidio in gola significa avere realmente qualcosa che ostacola la deglutizione e, soprattutto, non ogni sensazione di nodo in gola è necessariamente causata dal reflusso.
Anche le abitudini alimentari possono avere un ruolo. Nella tradizione gastronomica di Bari e della Puglia, ad esempio, sono presenti alimenti e preparazioni particolarmente ricchi, speziati, grassi o voluminosi che, assieme a pasti serali importanti, possono svolgere un ruolo importante nel peggioramento del reflusso. Dall’altro lato, la tradizione pugliese e di Bari è anche accompagnata al consumo piuttosto frequente di pesce (anche nei bambini e nei pazienti più piccoli), con il rischio che un corpo estraneo possa davvero bloccarsi in gola. La presenza di corpi estranei in gola dopo il consumo di uno di questi pasti, infatti, rappresenta una delle cause più frequenti di accesso in Pronto Soccorso a Bari e provincia.
Vediamo quindi, dal punto di vista dell’otorinolaringoiatria, come interpretare questa sensazione e quando è opportuno sottoporsi a una valutazione specialistica.
Nodo in gola, corpo estraneo e reflusso: domande e risposte
1. Cosa si intende per “nodo in gola”?
Il nodo in gola, chiamato anche globo faringeo, è la percezione di avere un ostacolo, una pallina o qualcosa che “stringe” la gola, senza che necessariamente sia presente un vero corpo estraneo.
La sensazione può essere descritta in molti modi:
- “ho qualcosa fermo in gola”;
- “sento una pallina”;
- “mi sembra di avere un boccone bloccato”;
- “ho la gola stretta”;
- “devo continuamente deglutire”;
- “sento del muco che non riesco a eliminare”.
Una caratteristica importante del globo faringeo è che la deglutizione può rimanere sostanzialmente conservata.
Il sintomo può essere intermittente oppure continuo e può diventare più evidente in determinati momenti della giornata, dopo i pasti o durante periodi di stress.
2. Il nodo in gola può essere causato dal reflusso laringofaringeo?
Sì, il reflusso laringofaringeo può essere una delle possibili cause o concause, ma non è corretto attribuire automaticamente ogni nodo in gola al reflusso.
Faringe e laringe sono strutture particolarmente sensibili. La loro esposizione a materiale proveniente dall’esofago può contribuire a irritazione e alterazioni della sensibilità.
Il paziente può quindi riferire:
- sensazione di corpo estraneo;
- necessità di schiarire continuamente la voce;
- tosse;
- raucedine;
- muco in gola;
- bruciore o irritazione;
- sensazione di “gola sporca”;
- difficoltà o fastidio durante la deglutizione.
Il compito dell’otorinolaringoiatra è soprattutto valutare se esistano segni compatibili con una patologia faringo-laringea e considerare il reflusso tra le cause che portano a questa sensazione.
3. Ci possono essere altre cause che portano al nodo in gola?
Un nodo persistente può essere associato al reflusso, ma può anche essere espressione di altre condizioni. Per questo è importante evitare sia la sottovalutazione del sintomo sia l’autodiagnosi.
Tra le cause ci possono essere realmente dei corpi estranei bloccati in gola (più spesso di origine alimentare). Ma possono esserci anche delle neoformazioni: benigne (presenza di papillomi, tonsilloliti, edemi…) o maligne (tumori faringei o laringei).
Dal punto di vista dell’otorinolaringoiatria, una corretta valutazione permette di esaminare direttamente la gola e la laringe e di stabilire se siano necessari ulteriori approfondimenti.
4. Qual è la differenza tra nodo in gola e vera difficoltà a deglutire?
È una distinzione molto importante. Nel globo faringeo, il paziente può avere la sensazione di un ostacolo pur riuscendo a deglutire normalmente cibi e liquidi.
La disfagia, invece, indica una vera difficoltà nel passaggio del cibo o dei liquidi durante la deglutizione.
Ad esempio, è importante riferire al medico se:
- il cibo si blocca realmente;
- si tossisce durante la deglutizione;
- i liquidi “vanno di traverso”;
- alcuni alimenti risultano più difficili da deglutire;
- il disturbo è progressivamente peggiorato;
- si è verificata una perdita di peso non intenzionale.
La presenza di una vera disfagia richiede un approfondimento specifico e non dovrebbe essere semplicemente attribuita al reflusso.
5. Perché il reflusso può dare la sensazione di avere qualcosa in gola?
La mucosa della laringe e della faringe è molto delicata e riccamente innervata. Il reflusso può contribuire a modificare l’ambiente locale e, in alcuni pazienti, favorire irritazione e alterazioni della sensibilità.
Questo può creare un vero e proprio circolo vizioso:
irritazione → maggiore sensibilità → percezione del corpo estraneo → frequenti deglutizioni e schiarimenti della voce → ulteriore irritazione.
Per questo motivo alcuni pazienti continuano a percepire il “nodo” in gola anche quando non esiste un ostacolo anatomico.
È uno dei motivi per cui la valutazione del sintomo deve essere complessiva e non basata esclusivamente sulla presenza o assenza di bruciore di stomaco.
6. Posso avere reflusso laringofaringeo anche senza bruciore di stomaco?
Sì. Il cosiddetto reflusso laringofaringeo può manifestarsi prevalentemente con sintomi a carico della gola e della laringe, senza il classico quadro di bruciore retrosternale.
Per questo alcuni pazienti arrivano dall’otorinolaringoiatra dicendo: “Non ho mai avuto problemi di stomaco, ma sento sempre qualcosa in gola.”
Tuttavia, anche in questo caso è importante non cadere nell’eccesso opposto: l’assenza di bruciore non dimostra automaticamente la presenza di reflusso laringofaringeo.
Nodo in gola, tosse, raucedine e muco possono avere molte altre cause, spesso cause benigne ma possono esserci anche cause maligne.
7. La sensazione di corpo estraneo può dipendere anche dal cibo?
Certamente. Alcuni alimenti possono accentuare i sintomi in persone predisposte, soprattutto quando vengono consumati in grandi quantità, molto rapidamente o poco prima di coricarsi.
Nel contesto della tradizione gastronomica di Bari, non è necessario rinunciare automaticamente ai piatti tipici. Una fetta di focaccia barese, un panzerotto o un piatto di orecchiette non rappresentano di per sé la causa del reflusso. Tuttavia, un pasto particolarmente abbondante, ricco di grassi o, soprattutto, consumato a tarda ora può favorire la comparsa di sintomi in alcune persone.
Lo stesso principio vale per:
- fritti;
- pasti molto abbondanti;
- cibi particolarmente grassi;
- cioccolato;
- alcol;
- bevande gassate;
- alcuni alimenti acidi o piccanti.
La risposta è però individuale: non tutti devono eliminare gli stessi alimenti.
8. Devo eliminare completamente la cucina barese se soffro di reflusso?
No. Una diagnosi di reflusso non significa rinunciare alla tradizione gastronomica pugliese. La cucina barese è caratterizzata da prodotti semplici e di grande qualità: olio extravergine di oliva, pane, pasta, verdure, pesce, legumi e numerose preparazioni della tradizione.
Più che demonizzare singoli alimenti, è spesso utile prestare attenzione alle modalità di consumo:
- evitare pasti eccessivamente abbondanti;
- mangiare lentamente;
- non coricarsi subito dopo cena;
- moderare gli alimenti che personalmente provocano sintomi;
- evitare di concentrare grandi quantità di cibo nelle ore serali.
Anche una cena a base di orecchiette alle cime di rape può quindi rientrare in un’alimentazione equilibrata: ciò che conta è il contesto complessivo, la quantità e la risposta individuale. E, soprattutto, la modalità di preparazione (olio fritto, peperoncino, aglio possono peggiorare la sintomatologia).
9. Come fa l’otorinolaringoiatra a capire se il nodo in gola può dipendere dal reflusso?
La prima fase è una accurata visita otorinolaringoiatrica. Lo specialista raccoglie la storia dei sintomi e valuta la presenza di eventuali disturbi associati.
Può quindi essere indicata una fibrolaringoscopia, un esame che consente di osservare direttamente:
- faringe;
- ipofaringe;
- laringe;
- corde vocali.
L’esame può evidenziare alterazioni che orientano verso alcune diagnosi, ma è importante sottolineare che i reperti laringoscopici da soli non sono sempre sufficienti per dimostrare che il reflusso sia la causa dei sintomi. Quando indicato, in alcuni casi, il percorso diagnostico può richiedere anche la collaborazione con il gastroenterologo e specifici esami funzionali.
10. Quando il nodo in gola deve preoccuparmi?
Nella maggior parte dei casi il globo faringeo non è dovuto a una patologia grave. Tuttavia, alcuni segnali meritano una valutazione medica più tempestiva.
È opportuno rivolgersi al medico se il disturbo è associato a:
- vera difficoltà a deglutire;
- dolore durante la deglutizione;
- cibo che si blocca realmente;
- perdita di peso non intenzionale;
- sangue nella saliva;
- persistente raucedine;
- dolore persistente alla gola;
- comparsa di una massa o di un linfonodo nel collo;
- sintomi progressivamente peggiorativi.
In questi casi è importante non fermarsi alla spiegazione “è sicuramente reflusso”, ma effettuare una valutazione diagnostica appropriata.
11. Cosa posso fare se sento continuamente un corpo estraneo in gola?
Il primo passo è non cercare continuamente di schiarire la gola o deglutire forzatamente.
Questi comportamenti, se ripetuti, possono aumentare l’irritazione della mucosa e mantenere la sensazione.
Può essere utile:
- mantenere una buona idratazione;
- mangiare lentamente;
- evitare pasti molto abbondanti;
- osservare quali alimenti sembrano peggiorare realmente i sintomi;
- evitare di coricarsi subito dopo cena;
- non fumare;
- sottoporsi a una valutazione otorinolaringoiatrica se il sintomo persiste.
L’obiettivo non dovrebbe essere semplicemente “curare il reflusso”, ma capire perché il paziente avverte quella sensazione e individuare il trattamento più appropriato.
Ricorda:
- il reflusso laringo-faringeo è una malattia diversa dal reflusso gastro-esofageo: è una malattia di recente definizione scientifica, è più subdola e meno evidente del reflusso gastro-esofageo e non tutti i medici la conoscono o sono esperti nella sua gestione;
- il reflusso peggiora con l’inverno: presta particolare attenzione all’alimentazione e alla sedentarietà;
- il reflusso non colpisce solo adulti e anziani: è una patologia che interessa anche gli sportivi (quelli che fanno corsa, pesistica, nuoto, e quelli che fanno immersioni subacquee), che interessa anche i bambini, gli adolescenti, le donne in gravidanza e anche i neonati e che può mimare condizioni particolarmente serie come la laringomalacia;
- la chirurgia non è sempre la soluzione a tutto: patologie come i polipi delle corde vocali, i tonsilloliti, come il russamento notturno, la sleep apnea o l’ipertrofia dei turbinati possono avere una correlazione con il reflusso laringo-faringeo e per questo motivo necessitano prima di un corretto inquadramento e di una corretta diagnosi che rappresenta sempre il primo passo per curare molti disturbi di orecchio, naso e gola, sia nei pazienti adulti che nei bambini;
- anche la gastroscopia non è sempre la risposta a tutto: è indicata solo in specifiche condizioni gastroenterologiche e non per la diagnosi del reflusso laringo-faringeo;
- la presenza di patologie gastriche come l’ernia iatale o l’infezione da Helicobacter Pylori può spiegare l’assenza di miglioramento in molti pazienti affetti da reflusso: ecco perché è fondamentale un approccio globale a questa patologia che non si fermi alla sola valutazione delle corde vocali;
- la cura del microbioma intestinale può avere un ruolo importante: la disbiosi infatti può favorire il reflusso per mezzo di diversi meccanismi;
- non assumere terapie antibiotiche con semplicità alla prima febbre o al primo mal di gola: l’abuso degli antibiotici è tipico delle regioni del Sud, ma assumere l’antibiotico senza motivo per un mal di gola può esporre te o il tuo bambino ai rischi dell’assunzione di un farmaco (fotosensibilità, reazioni allergiche, shock anafilattico, etc) senza aiutarti a risolvere una infezione delle alte vie respiratorie che in realtà potrebbe dipendere da altro (reflusso laringo-faringeo, alga tossica, faringite di origine virale, da COVID-19, etc.);
- non somministrare a te stesso o ai tuoi bambini antinfiammatori o antipiretici con semplicità per curare il tuo mal di gola: anche questi farmaci non sono scevri da effetti collaterali indesiderati se assunti senza motivo;
- per prevenire episodi ricorrenti di infezioni a carico delle alte vie respiratorie segui i consigli del tuo otorino di fiducia: lavaggi nasali, haloterapia, ma anche cure termali, immunostimolanti e probiotici possono avere il loro razionale in pazienti pediatrici o adulti più fragili;
- fai attenzione all’abuso di vitamine, amminoacidi e integratori da banco: molti di questi prodotti possono contenere eccipienti e altre sostanze necessarie per la conservazione del prodotto che possono peggiorare il reflusso;
- lavora (e molto) sullo stile di vita, in particolar modo se vivi in aree geografiche con una particolare tradizione enogastronomica (come nel sud Italia, nella Puglia e a Bari): alimentazione (zucchero, pane, cioccolato, caffè, tipo di acqua, latte e lattosio, conservanti e acidificanti etc.), farmaci biologici innovativi per la cura dell’obesità, farmaci assunti per patologie croniche, abitudini di vita, fattori emozionali e stress influiscono (tanto) sul rapporto che il cervello ha con gli altri organi (con il sistema immunitario, con il sistema digerente, etc.);
- non tutti i farmaci per il reflusso sono uguali: Riopan, Gaviscon, Maalox, ognuno di essi contiene dei principi attivi differenti utili per raggiungere obiettivi diversi, non assumerli a caso;
- l’effetto degli inibitori di pompa protonica (PPI) non è uguale in tutti i pazienti: fare ricorso a nuove terapie per il reflusso (terapie sperimentali e terapie già in commercio come il Fexuprazan) non è stato ancora sufficientemente studiato per la gestione del reflusso laringo-faringeo;
- chi segue una terapia per il reflusso non deve necessariamente seguirla a vita: se segui un corretto stile di vita potrai pian piano evitare di assumere terapie;
- di fronte ad una malattia di cui non hai mai sentito parlare, non aver timore, sii scettico e fai domande al tuo medico: perché facciamo questo esame? è necessario? da cosa è determinata questa malattia? quali sono gli effetti collaterali di questo medicinale? e per quanto tempo devo prenderlo? ci sono rischi? dovrò fare un intervento?
- dopo essere stato dal tuo medico, chiediti: ha ascoltato pazientemente le mie preoccupazioni? mi ha spiegato adeguatamente le cure necessarie? era un buon comunicatore? mi guardava negli occhi mentre parlavamo? era empatico, paziente, affabile e professionale?
- se il medico non risponde alle tue domande: non aver timore di cambiare medico e chiedere un secondo o un terzo parere;
- non cercare le tue risposte sul Dr. Google: i meccanismi di indicizzazione di un argomento sui motori di ricerca presenti nel web seguono algoritmi che non corrispondono alla logica prevista dalla scienza medica e potrebbero darti false speranze o facili illusioni su un problema che magari non è associato al tuo quadro clinico, facendoti spaventare senza motivo o facendoti sottovalutare un problema che magari può essere molto serio.
Se la sensazione persiste, soprattutto quando si associa a disfagia, dolore, raucedine persistente, perdita di peso o altri segnali d’allarme, è consigliabile rivolgersi a un otorinolaringoiatra per una valutazione completa.
E per chi vive a Bari e in Puglia, questo non significa necessariamente rinunciare ai piaceri della nostra tradizione enogastronomica: spesso la parola chiave è equilibrio, imparando a conoscere la propria risposta individuale agli alimenti e le corrette modalità di consumo.
Ascolta il tuo medico. La miglior difesa per te e per la tua salute è lui: un medico di cui ti fidi.
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L'autore
Il Dott. Paolo Petrone è un medico, specialista in otorinolaringoiatria e chirurgia di testa e collo. Docente universitario abilitato a Professore Associato di Otorinolaringoiatria e Audiologia e membro di diverse società medico-scientifiche di calibro nazionale e internazionale. È appassionato di tecnologia e utilizza con spirito critico le tecnologie dell’informazione per fare divulgazione scientifica e diffondere innovazione digitale.
Ha realizzato numerosi progetti tra cui, tra il 2017 e il 2019, una raccolta di quasi 20.000 firme che hanno contribuito alla stesura di un progetto di legge con successiva promulgazione in legge dello Stato (L. n.10 del 10/02/2020: “Norme in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica”).
Ha collaborato e collabora ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali italiani e stranieri ed è autore e co-autore di articoli scientifici di ricerca nel campo delle patologie otorinolaringoiatriche, di presentazioni a congressi scientifici italiani e stranieri e di testi divulgativi a contenuto scientifico.
Nel 2022 è stato autore della Relazione Ufficiale del 108° Congresso Nazionale della SIOeChCF – Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale: “Otorhinolaryngologists’ role in the management of epidemic respiratory human infectious disease COVID-19″. La Relazione è stata pubblicata sulla rivista scientifica “Acta Otorhinolaryngologica Italica” (Journal Impact Factor: 2.618).
Riceve per appuntamento a Bari e Bitonto (Bari), ed esegue teleconsulti medici specialistici online.
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