News | 18 Agosto 2026

Reflusso laringo-faringeo e sport: così l’attività fisica intensa può peggiorare i sintomi otorino causati dal reflusso

Reflusso laringo-faringeo e sport: così l’attività fisica intensa può peggiorare i sintomi otorino causati dal reflusso

BARI, AGOSTO 2026 – Molte persone iniziano a praticare sport per migliorare la propria salute, perdere peso o aumentare le prestazioni fisiche. Tuttavia, non tutti sanno che alcune attività sportive, soprattutto se praticate ad alta intensità, possono favorire la comparsa o il peggioramento del reflusso laringo-faringeo (LPR).

Non è raro che atleti professionisti, runner, ciclisti, nuotatori, bodybuilder o semplici appassionati di palestra lamentino durante o dopo l’allenamento sintomi come tosse persistente, bisogno continuo di schiarire la voce, raucedine, sensazione di nodo in gola o difficoltà respiratoria apparentemente inspiegabile. Spesso questi disturbi vengono attribuiti ad allergie, asma o infezioni delle vie respiratorie, quando invece il vero responsabile può essere proprio il reflusso laringo-faringeo che raggiunge la gola.

L’otorinolaringoiatra è lo specialista che più frequentemente individua questa condizione, soprattutto quando il paziente non presenta il classico bruciore di stomaco tipico del reflusso gastro-esofageo.

Vediamo insieme le domande più frequenti.

Lo sport può davvero aumentare il reflusso laringo-faringeo?

Sì. Durante l’esercizio fisico si verificano numerose modificazioni fisiologiche che favoriscono la risalita del contenuto gastrico:

  • aumento della pressione addominale;
  • aumento della pressione intragastrica;
  • maggiore movimento del diaframma;
  • riduzione temporanea del flusso sanguigno allo stomaco;
  • rallentamento della digestione durante l’attività intensa.

Tutti questi fattori aumentano la probabilità che piccole quantità di materiale gastrico raggiungano la laringe.

Tutti gli sport hanno lo stesso rischio?

Assolutamente no. Gli sport che più frequentemente favoriscono il reflusso sono quelli caratterizzati da:

  • salti ripetuti;
  • corsa ad alta intensità;
  • piegamenti del tronco;
  • aumento importante della pressione addominale;
  • esercizi con carichi elevati.

Tra questi troviamo:

  • corsa;
  • triathlon;
  • crossfit;
  • body building;
  • powerlifting;
  • calcio;
  • basket;
  • tennis.

Il rischio aumenta ulteriormente durante gli allenamenti molto intensi.

Perché il sollevamento pesi favorisce il reflusso?

Durante il sollevamento di carichi elevati si esegue spesso inconsapevolmente la manovra di Valsalva, trattenendo il respiro.

Questo provoca:

  • forte aumento della pressione addominale;
  • aumento della pressione nello stomaco;
  • maggiore probabilità che il contenuto gastrico superi gli sfinteri esofagei.

Nei soggetti predisposti anche pochi secondi di sforzo possono essere sufficienti a provocare episodi di reflusso.

Anche la corsa può provocare reflusso?

Sì. La corsa rappresenta uno degli sport maggiormente studiati.

Ogni appoggio del piede al suolo genera micro-impatti che aumentano la pressione sull’addome.

Inoltre:

  • il continuo movimento verticale dello stomaco;
  • la respirazione intensa;
  • la ridotta digestione durante lo sforzo

favoriscono la risalita del materiale gastrico.

Per questo molti runner accusano tosse o raucedine al termine dell’allenamento.

Il nuoto protegge dal reflusso?

Non sempre. Nel nuoto possono contribuire:

  • posizione orizzontale;
  • compressione dell’addome;
  • respirazione particolare;
  • ingestione involontaria di aria.

Inoltre il cloro può irritare ulteriormente la mucosa laringea già infiammata dal reflusso.

Perché molti atleti hanno tosse cronica?

La tosse viene spesso interpretata come:

  • asma;
  • allergia;
  • bronchite.

In realtà, in molti casi deriva dall’irritazione cronica della laringe provocata dal reflusso.

Il paziente presenta frequentemente:

  • tosse durante lo sforzo;
  • tosse dopo la corsa;
  • tosse notturna;
  • bisogno continuo di schiarire la gola.

Mangiare prima dell’allenamento aumenta il rischio?

Sì. Allenarsi subito dopo un pasto rappresenta uno dei principali fattori di rischio.

Durante la digestione lo stomaco è:

  • più pieno;
  • più disteso;
  • sottoposto a maggiore pressione.

L’attività fisica favorisce quindi la risalita del contenuto gastrico.

In generale è consigliabile attendere:

  • circa 2 ore dopo un pasto leggero;
  • 3-4 ore dopo un pasto abbondante.

Quali alimenti aumentano il rischio di reflusso durante lo sport?

Prima dell’allenamento sarebbe opportuno limitare:

  • pasti molto abbondanti;
  • fritti;
  • alimenti ricchi di grassi;
  • cioccolato;
  • menta;
  • bevande gassate;
  • caffè;
  • alcolici;
  • energy drink.

Anche alcuni gel energetici particolarmente acidi possono accentuare i sintomi nei soggetti predisposti.

Gli sportivi agonisti sono più colpiti?

Generalmente sì.

Gli atleti agonisti presentano spesso:

  • allenamenti quotidiani;
  • volumi elevati di esercizio;
  • maggiore intensità;
  • frequente utilizzo della respirazione forzata;
  • periodi di stress psicofisico.

Tutti questi elementi possono aumentare gli episodi di reflusso laringo-faringeo.

È necessario smettere di fare sport?

Assolutamente no.

Nella maggior parte dei casi è sufficiente:

  • individuare il tipo di sport maggiormente responsabile;
  • modificare gli orari dei pasti;
  • correggere alcune abitudini alimentari;
  • evitare esercizi subito dopo mangiato;
  • trattare correttamente il reflusso.

Con una diagnosi accurata e una terapia personalizzata la maggior parte dei pazienti può continuare tranquillamente la propria attività sportiva.


Ricorda:

Lo sport rappresenta uno dei pilastri della salute e non deve essere considerato un nemico del paziente affetto da reflusso laringo-faringeo. Tuttavia, alcune discipline, soprattutto quelle ad alta intensità o che comportano un marcato aumento della pressione addominale, possono favorire la risalita del contenuto gastrico fino alla laringe, provocando sintomi spesso sottovalutati come tosse cronica, raucedine, necessità di schiarire continuamente la voce e sensazione di corpo estraneo in gola.

Riconoscere il legame tra attività fisica e reflusso è fondamentale per evitare diagnosi errate e trattamenti inutili. Una valutazione specialistica otorinolaringoiatrica, associata a un corretto inquadramento clinico e a modifiche dello stile di vita, consente nella maggior parte dei casi di controllare efficacemente i sintomi senza rinunciare allo sport.

Se durante o dopo l’allenamento compaiono disturbi persistenti della voce, della gola o della respirazione, è opportuno rivolgersi a un otorinolaringoiatra esperto nel reflusso laringo-faringeo, che potrà identificare la causa dei sintomi e impostare il percorso diagnostico e terapeutico più appropriato.

Ascolta il tuo medico. La miglior difesa per te e per la tua salute è lui: un medico di cui ti fidi.


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paolo petrone
L'autore

Il Dott. Paolo Petrone è un medico, specialista in otorinolaringoiatria e chirurgia di testa e collo. Docente universitario abilitato a Professore Associato di Otorinolaringoiatria e Audiologia e membro di diverse società medico-scientifiche di calibro nazionale e internazionale. È appassionato di tecnologia e utilizza con spirito critico le tecnologie dell’informazione per fare divulgazione scientifica e diffondere innovazione digitale.

Ha realizzato numerosi progetti tra cui, tra il 2017 e il 2019, una raccolta di quasi 20.000 firme che hanno contribuito alla stesura di un progetto di legge con successiva promulgazione in legge dello Stato (L. n.10 del 10/02/2020: “Norme in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica”).

Ha collaborato e collabora ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali italiani e stranieri ed è autore e co-autore di articoli scientifici di ricerca nel campo delle patologie otorinolaringoiatriche, di presentazioni a congressi scientifici italiani e stranieri e di testi divulgativi a contenuto scientifico.

Nel 2022 è stato autore della Relazione Ufficiale del 108° Congresso Nazionale della SIOeChCF – Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale: “Otorhinolaryngologists’ role in the management of epidemic respiratory human infectious disease COVID-19″. La Relazione è stata pubblicata sulla rivista scientifica “Acta Otorhinolaryngologica Italica” (Journal Impact Factor: 2.618).

Riceve per appuntamento a Bari e Bitonto (Bari), ed esegue teleconsulti medici specialistici online.

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