News | 11 Agosto 2026

Reflusso laringo-faringeo ed ernia iatale: perché aumentano i sintomi? La spiegazione dell’otorinolaringoiatra

Reflusso laringo-faringeo ed ernia iatale: perché aumentano i sintomi? La spiegazione dell’otorinolaringoiatra

BARI, AGOSTO 2026 – Molti pazienti che soffrono di reflusso laringo-faringeo (LPR) scoprono, dopo una gastroscopia o altri accertamenti, di avere anche un’ernia iatale. A questo punto nasce spontanea una domanda: l’ernia iatale è la causa del reflusso?

La risposta è più complessa di quanto si possa pensare. Non tutte le persone con ernia iatale sviluppano un reflusso patologico e, allo stesso tempo, molti pazienti con reflusso laringo-faringeo non presentano alcuna ernia. Tuttavia, quando le due condizioni coesistono, l’ernia può favorire la risalita del contenuto gastrico verso l’esofago e, nei casi più importanti, fino alla gola, provocando sintomi persistenti come tosse cronica, raucedine, sensazione di nodo in gola e necessità continua di schiarirsi la voce.

Comprendere il rapporto tra ernia iatale e reflusso laringo-faringeo è fondamentale per scegliere il trattamento più appropriato e capire quando è necessario rivolgersi a un otorinolaringoiatra esperto in reflusso.

 

Per iniziare, che cos’è l’ernia iatale?

L’ernia iatale è una condizione nella quale una parte dello stomaco risale verso l’alto superando un muscolo chiamato diaframma, ed entrando così parzialmente nel torace.

Esistono diverse forme di ernia iatale, ma la più frequente è quella da scivolamento, responsabile della maggior parte dei casi associati al reflusso gastroesofageo.

Perché l’ernia iatale favorisce il reflusso gastro-esofageo e il reflusso laringo-faringeo?

Normalmente il passaggio tra esofago e stomaco è protetto da un sistema antireflusso formato da:

  • sfintere esofageo inferiore;
  • diaframma;
  • angolo di His;
  • legamenti che mantengono in posizione lo stomaco.

Quando compare un’ernia iatale, questi meccanismi diventano meno efficaci.

Di conseguenza aumenta la probabilità che il contenuto gastrico risalga verso l’esofago e, nei casi più severi, fino alla laringe e alla faringe.

Avere un’ernia iatale significa avere sicuramente il reflusso laringo-faringeo?

Il primo passaggio da cui partire è ricordare che reflusso gastro-esofageo e reflusso laringo-faringeo sono due malattie diverse tra loro. Questo significa che una identica causa può provocare il reflusso laringo-faringeo, ma potrebbe non determinare il reflusso gastro-esofageo.

In realtà, molte persone convivono con una piccola ernia iatale senza sviluppare alcun sintomo. Al contrario, alcuni pazienti presentano un importante reflusso laringo-faringeo pur non avendo alcuna ernia.

L’ernia rappresenta quindi un fattore predisponente, ma non è l’unica causa del reflusso.

Perché alcuni pazienti con ernia iatale hanno sintomi alla gola?

Quando il materiale gastrico supera l’esofago può raggiungere:

  • laringe;
  • faringe;
  • corde vocali;
  • rinofaringe.

Questi tessuti sono molto più delicati rispetto all’esofago e vengono irritati anche da piccole quantità di acido, pepsina e sali biliari.

Per questo motivo possono comparire:

  • raucedine;
  • tosse cronica;
  • catarro persistente;
  • continua necessità di schiarirsi la voce;
  • sensazione di corpo estraneo in gola.

L’entità dell’ernia corrisponde sempre alla gravità del reflusso laringo-faringeo?

No. Una grande ernia può essere poco sintomatica, mentre una piccola ernia può associarsi a un reflusso laringo-faringeo molto importante.

La gravità dipende da numerosi fattori, tra cui:

  • funzionalità dello sfintere esofageo inferiore;
  • numero degli episodi di reflusso;
  • composizione di ciò che refluisce;
  • sensibilità individuale della mucosa.

Come si diagnostica il reflusso laringo-faringeo nei pazienti con ernia iatale?

La diagnosi non può basarsi esclusivamente sulla presenza dell’ernia.

L’otorinolaringoiatra valuta:

  • sintomi;
  • visita specialistica;
  • fibrolaringoscopia;
  • eventuali esami funzionali (come pH-impedenziometria nelle situazioni selezionate).

L’obiettivo è verificare se il reflusso sta realmente provocando un’infiammazione della laringe.

L’ernia iatale può peggiorare con il tempo?

Sì. In alcuni pazienti l’ernia tende ad aumentare di dimensioni negli anni, soprattutto in presenza di:

  • obesità;
  • aumento della pressione addominale;
  • gravidanza;
  • stipsi cronica;
  • sollevamento frequente di pesi;
  • invecchiamento dei tessuti.

Non sempre, però, un aumento dell’ernia comporta un peggioramento dei sintomi.

I farmaci possono eliminare l’ernia iatale?

No. I farmaci riducono l’acidità gastrica o limitano il danno provocato dal reflusso, ma non correggono l’ernia. L’ernia rimane una modifica anatomica che può essere trattata chirurgicamente solo in casi selezionati.

Quando è necessario l’intervento chirurgico?

L’intervento non rappresenta la soluzione per tutti i pazienti. Può essere preso in considerazione quando sono presenti:

  • ernie di grandi dimensioni;
  • reflusso non controllato dalla terapia;
  • complicanze dell’esofago;
  • importante compromissione della qualità di vita.

La decisione nasce sempre da una valutazione multidisciplinare tra gastroenterologo e chirurgo.

Quando è utile una visita otorinolaringoiatrica?

Una visita specialistica è consigliata quando persistono:

  • raucedine da oltre tre settimane;
  • tosse cronica;
  • continuo bisogno di schiarire la voce;
  • sensazione di nodo in gola;
  • bruciore o irritazione della gola;
  • catarro retronasale persistente.

L’otorinolaringoiatra può valutare direttamente la laringe mediante fibrolaringoscopia, distinguendo il reflusso da altre patologie che possono provocare sintomi molto simili.


Ricorda:

L’ernia iatale non è sinonimo di reflusso laringo-faringeo, ma rappresenta uno dei principali fattori che possono favorire la risalita del contenuto gastrico verso esofago, laringe e faringe.

Per questo motivo la presenza di un’ernia non deve essere interpretata automaticamente come la causa dei disturbi, ma inserita in una valutazione clinica più ampia che tenga conto dei sintomi, della visita specialistica e degli eventuali esami funzionali.

Se soffri di raucedine persistente, tosse cronica, sensazione di nodo in gola o necessità continua di schiarirti la voce, una valutazione otorinolaringoiatrica può aiutare a capire se questi disturbi siano realmente legati al reflusso laringo-faringeo e a impostare il trattamento più appropriato.

Ascolta il tuo medico. La miglior difesa per te e per la tua salute è lui: un medico di cui ti fidi.


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paolo petrone
L'autore

Il Dott. Paolo Petrone è un medico, specialista in otorinolaringoiatria e chirurgia di testa e collo. Docente universitario abilitato a Professore Associato di Otorinolaringoiatria e Audiologia e membro di diverse società medico-scientifiche di calibro nazionale e internazionale. È appassionato di tecnologia e utilizza con spirito critico le tecnologie dell’informazione per fare divulgazione scientifica e diffondere innovazione digitale.

Ha realizzato numerosi progetti tra cui, tra il 2017 e il 2019, una raccolta di quasi 20.000 firme che hanno contribuito alla stesura di un progetto di legge con successiva promulgazione in legge dello Stato (L. n.10 del 10/02/2020: “Norme in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica”).

Ha collaborato e collabora ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali italiani e stranieri ed è autore e co-autore di articoli scientifici di ricerca nel campo delle patologie otorinolaringoiatriche, di presentazioni a congressi scientifici italiani e stranieri e di testi divulgativi a contenuto scientifico.

Nel 2022 è stato autore della Relazione Ufficiale del 108° Congresso Nazionale della SIOeChCF – Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale: “Otorhinolaryngologists’ role in the management of epidemic respiratory human infectious disease COVID-19″. La Relazione è stata pubblicata sulla rivista scientifica “Acta Otorhinolaryngologica Italica” (Journal Impact Factor: 2.618).

Riceve per appuntamento a Bari e Bitonto (Bari), ed esegue teleconsulti medici specialistici online.

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