Il reflusso laringo-faringeo (LPR). Guida completa: sintomi, diagnosi, cure e quando rivolgersi all’otorinolaringoiatra

Cos’è il reflusso laringo-faringeo?

Il reflusso laringo-faringeo (LPR, Laryngopharyngeal Reflux) è una malattia caratterizzata dalla risalita del contenuto dello stomaco fino alla gola, alla laringe e talvolta alle cavità nasali.

A differenza del classico reflusso gastroesofageo, nel reflusso laringo-faringeo il problema principale non è il bruciore di stomaco, ma il danno provocato ai tessuti delle vie aeree superiori che sono rivestiti da una mucosa molto più fragile di quella che riveste lo stomaco.

Anche piccole quantità di acido, pepsina, sali biliari e altri enzimi digestivi possono irritare:

  • corde vocali
  • laringe
  • faringe
  • rinofaringe
  • tube di Eustachio
  • seni paranasali

provocando sintomi persistenti spesso confusi con allergie, sinusiti o infezioni.

In letteratura sono finanche descritti casi di congiuntivite da reflusso, questo a sottolineare come il reflussato (liquido o gassoso), sia in grado di raggiungere e distribuirsi a livello delle alte vie aeree e come non esistano barriere tra la regione digestiva e la regione respiratoria.

 

In breve

Il reflusso laringo-faringeo:

✔ può comparire senza bruciore di stomaco

✔ è una delle cause più frequenti di raucedine cronica

✔ provoca tosse persistente

✔ può dare sensazione di nodo in gola

✔ può favorire infiammazioni croniche della laringe

✔ richiede una valutazione otorinolaringoiatrica accurata.

 

Reflusso gastroesofageo e reflusso laringo-faringeo: qual è la differenza?

Reflusso gastroesofageoReflusso laringo-faringeo
Bruciore dietro lo sternoNodo in gola
RigurgitoRaucedine
Dolore epigastricoTosse cronica
Esofago interessatoLaringe e faringe interessate
Peggiora da sdraiatiPuò comparire anche durante il giorno
GastroscopiaFibrolaringoscopia
Diagnosi gastroenterologicaDiagnosi prevalentemente otorino

Molti pazienti affetti da reflusso laringo-faringeo non presentano alcun sintomo digestivo, questo rende molto più subdola questa patologia e ne favorisce la progressione dei sintomi otorino.

 

Come si sviluppa il reflusso laringo-faringeo?

La malattia dipende da diversi meccanismi.

Alterazione degli sfinteri

Normalmente tra stomaco ed esofago sono presenti due valvole che impediscono al contenuto gastrico di risalire:

  • sfintere esofageo inferiore,
  • sfintere esofageo superiore.

Quando una delle due valvole funziona male il reflusso può raggiungere la gola.

Pepsina

La pepsina rappresenta uno dei principali fattori di danno.

Può depositarsi sui tessuti della laringe e riattivarsi ogni volta che il pH diventa acido, anche molte ore dopo l’episodio di reflusso.

Acido

L’acido cloridrico irrita direttamente le mucose.

Anche esposizioni molto brevi possono provocare infiammazione.

Sali biliari

Nei reflussi misti possono essere presenti anche sali biliari provenienti dal duodeno.

Sembrano avere un ruolo importante nelle forme croniche.

Alterazioni della motilità

Uno svuotamento gastrico rallentato aumenta la probabilità di episodi di reflusso.

 

Quali sono i sintomi?

I sintomi possono essere estremamente variabili.

Sintomi più frequenti

  • nodo in gola
  • continuo bisogno di schiarirsi la voce
  • catarro persistente
  • sensazione di muco
  • raucedine
  • abbassamento della voce
  • tosse cronica
  • tosse notturna
  • tosse dopo i pasti
  • difficoltà a parlare a lungo
  • mal di gola ricorrente
  • bruciore in gola
  • difficoltà nella deglutizione
  • sensazione di corpo estraneo.

Sintomi meno conosciuti

  • alitosi
  • gusto amaro
  • laringospasmo
  • crisi di soffocamento notturne
  • voce affaticata
  • dolore durante l’uso della voce
  • eccessiva salivazione.

 

Quali malattie possono essere associate?

Il reflusso laringo-faringeo può contribuire allo sviluppo o al peggioramento di:

  • laringite cronica
  • granulomi delle corde vocali
  • edema di Reinke
  • stenosi laringee
  • disfonia
  • sinusite cronica
  • otiti ricorrenti
  • disfunzione tubarica
  • poliposi nasale
  • apnee ostruttive del sonno
  • asma
  • bronchite cronica.

 

Chi è maggiormente a rischio?

Tra i principali fattori di rischio:

  • obesità
  • sovrappeso
  • ernia jatale
  • gravidanza
  • fumo
  • alcol
  • pasti abbondanti
  • cena tardiva
  • bevande gassate
  • caffè in eccesso
  • cioccolato
  • alimenti molto grassi
  • alcuni farmaci
  • stress
  • disturbi del sonno.

 

Come si effettua la diagnosi?

La diagnosi non può basarsi esclusivamente sui sintomi.

L’otorinolaringoiatra integra:

Visita specialistica

Raccoglie la storia clinica e valuta i sintomi.

Fibrolaringoscopia

È l’esame più importante.

Permette di osservare:

  • edema della commissura posteriore
  • iperemia
  • secrezioni
  • edema delle corde vocali
  • granulomi
  • pseudocisti
  • segni di infiammazione cronica

Questionari clinici

Tra i più utilizzati:

  • RSI (Reflux Symptom Index)
  • RFS (Reflux Finding Score)

pH-impedenziometria ipofaringo-esofagea

Rappresenta l’esame strumentale più accurato per documentare il reflusso. È un esame diverso dalla pH-impedenziometria esofagea. La differenza principale sta nell’area anatomica monitorata e nel tipo di reflusso indagato. Mentre l’indagine esofagea valuta il reflusso gastroesofageo standard (verso l’esofago); quella ipofaringo-esofagea si spinge più in alto, analizzando la risalita del materiale fino alla gola per diagnosticare il reflusso laringo-faringeo. 

Le due metodiche si distinguono per:
  • Posizionamento del sondino: entrambe utilizzano un sottile catetere inserito dal naso. Nel primo caso i sensori si fermano all’interno dell’esofago; nel secondo caso il sondino presenta dei sensori aggiuntivi posizionati a livello dell’ipofaringe, poco al di sopra dello sfintere esofageo superiore.
  • Obiettivo clinico: la pH-impedenziometria esofagea indaga i sintomi tipici del reflusso come bruciore (pirosi), rigurgito acido e dolore toracico; la pH-impedenziometria ipofaringo-esofagea si concentra invece sui sintomi più alti a livello della gola.

È un esame poco diffuso in Europa, e principalmente viene eseguito per scopo di ricerca.

Altri esami

In casi selezionati:

  • gastroscopia
  • manometria esofagea
  • studio dello svuotamento gastrico
  • ricerca della pepsina
  • test per intolleranze alimentari quando indicati.

 

Come si cura il reflusso laringo-faringeo?

La terapia è personalizzata.

Generalmente comprende quattro pilastri.

1. Modifiche dello stile di vita

Sono fondamentali.

Tra le principali:

  • perdere peso
  • evitare pasti abbondanti
  • non coricarsi entro tre ore dalla cena
  • limitare alcol
  • ridurre il fumo
  • dormire con la testa leggermente sollevata
  • evitare indumenti troppo stretti.

2. Alimentazione

Una dieta adeguata può ridurre significativamente i sintomi.

In molti pazienti risulta utile:

  • ridurre alimenti ultraprocessati
  • limitare grassi
  • limitare bevande gassate
  • ridurre caffè
  • ridurre cioccolato
  • limitare menta
  • preferire dieta mediterranea
  • aumentare frutta e verdura
  • bere acqua regolarmente.

3. Terapia farmacologica

Può comprendere:

  • inibitori della pompa protonica
  • alginati
  • antiacidi
  • procinetici
  • altri trattamenti selezionati.

La scelta dipende dal tipo di reflusso e dalle caratteristiche del paziente.

4. Chirurgia

Solo in pazienti selezionati.

Può essere presa in considerazione quando:

  • la terapia medica fallisce
  • è presente una grande ernia jatale
  • il reflusso è dimostrato dagli esami.

 

Quanto tempo serve per guarire?

La laringe guarisce più lentamente dell’esofago.

Nella maggior parte dei casi:

  • miglioramento iniziale in 4-8 settimane
  • recupero completo anche dopo alcuni mesi

La durata dipende dalla gravità del danno e dal controllo dei fattori di rischio.

 

Quando rivolgersi all’otorinolaringoiatra?

È consigliabile una visita se sono presenti:

  • raucedine oltre tre settimane
  • tosse cronica
  • nodo in gola persistente
  • continui colpi di tosse
  • schiarimento continuo della voce
  • difficoltà nella deglutizione
  • perdita della voce
  • sintomi che non migliorano.

 


Domande frequenti

Il reflusso gastroesofageo e il reflusso laringo-faringeo sono la stessa cosa?

No. Sono due malattie diverse tra loro.

Lo stomaco è sempre il responsabile di entrambe le forme di reflusso?

Sì. In diversi modi (anomalie anatomiche o funzionali di stomaco o esofago, alimentazione scorretta, abuso di farmaci, stress) lo stomaco può essere influenzato nell’aumento della produzione acida gastrica.

Il reflusso può provocare tosse?

Sì. È una delle cause più frequenti di tosse cronica.

Posso avere reflusso senza bruciore?

Sì. È molto comune nel reflusso laringo-faringeo.

Il reflusso può causare perdita della voce?

Sì. L’infiammazione delle corde vocali può alterare la qualità della voce.

Serve sempre la gastroscopia?

No. Molti pazienti con reflusso laringo-faringeo hanno una gastroscopia normale.

Il reflusso può tornare?

Sì, soprattutto se persistono i fattori predisponenti (anomalie anatomiche o funzionali di stomaco o esofago, alimentazione scorretta, abuso di farmaci, stress).


Articoli correlati

Articoli correlati

 

 

paolo petrone
L'autore

Il Dott. Paolo Petrone è un medico, specialista in otorinolaringoiatria e chirurgia di testa e collo. Docente universitario abilitato a Professore Associato di Otorinolaringoiatria e Audiologia e membro di diverse società medico-scientifiche di calibro nazionale e internazionale. È appassionato di tecnologia e utilizza con spirito critico le tecnologie dell’informazione per fare divulgazione scientifica e diffondere innovazione digitale.

Ha realizzato numerosi progetti tra cui, tra il 2017 e il 2019, una raccolta di quasi 20.000 firme che hanno contribuito alla stesura di un progetto di legge con successiva promulgazione in legge dello Stato (L. n.10 del 10/02/2020: “Norme in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica”).

Ha collaborato e collabora ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali italiani e stranieri ed è autore e co-autore di articoli scientifici di ricerca nel campo delle patologie otorinolaringoiatriche, di presentazioni a congressi scientifici italiani e stranieri e di testi divulgativi a contenuto scientifico.

Nel 2022 è stato autore della Relazione Ufficiale del 108° Congresso Nazionale della SIOeChCF – Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale: “Otorhinolaryngologists’ role in the management of epidemic respiratory human infectious disease COVID-19″. La Relazione è stata pubblicata sulla rivista scientifica “Acta Otorhinolaryngologica Italica” (Journal Impact Factor: 2.618).

Riceve per appuntamento a Bari e Bitonto (Bari), ed esegue teleconsulti medici specialistici online.