
BARI, LUGLIO 2026 – Con l’arrivo dell’estate, Bari e le città di mare tornano al centro delle attenzioni di chi pratica immersioni subacquee, sia a livello ricreativo che professionale. Tuttavia, l’esposizione alle variazioni di pressione ambientale, all’acqua fredda e all’intenso sforzo respiratorio può mettere in evidenza alcune condizioni mediche spesso sottovalutate. Tra queste vi è il reflusso laringo-faringeo, una patologia caratterizzata dalla risalita di contenuto gastrico fino alla laringe e alla faringe, con possibili conseguenze sulle vie aeree superiori.
Molti subacquei non sono consapevoli del fatto che sintomi apparentemente lievi, come il bisogno frequente di schiarire la voce, la tosse cronica o la sensazione di nodo in gola, possano influenzare la sicurezza durante un’immersione. In alcune circostanze, infatti, il reflusso può favorire episodi di laringospasmo, tosse improvvisa o difficoltà respiratoria, situazioni che sott’acqua possono trasformarsi rapidamente in emergenze.
Comprendere il rapporto tra reflusso laringo-faringeo e immersioni subacquee è fondamentale per prevenire complicanze e garantire un’attività sportiva sicura. In questo articolo rispondiamo alle domande più frequenti che i subacquei rivolgono all’otorinolaringoiatra.
Che cos’è il reflusso laringo-faringeo?
Il reflusso laringo-faringeo è una forma di risalita del contenuto gastrico che supera l’esofago e raggiunge la laringe e la faringe. A differenza del reflusso gastroesofageo classico e più conosciuto, può manifestarsi anche in assenza di bruciore di stomaco e causare sintomi prevalentemente respiratori o vocali.
Quali sintomi possono far sospettare un reflusso laringo-faringeo?
I sintomi più frequenti comprendono:
- necessità continua di schiarire la gola;
- tosse cronica;
- raucedine;
- sensazione di corpo estraneo o nodo in gola;
- eccesso di muco faringeo;
- difficoltà nella deglutizione;
- episodi di laringospasmo.
Molti subacquei attribuiscono questi disturbi all’esposizione all’acqua salata o all’utilizzo dell’erogatore, ritardando la diagnosi.
Perché il reflusso può rappresentare un problema durante un’immersione?
Durante l’immersione aumenta il lavoro respiratorio e la pressione esercitata sul torace e sull’addome. Queste condizioni possono favorire episodi di reflusso e irritazione delle vie aeree superiori, aumentando il rischio di tosse, broncospasmo o laringospasmo.
Che cos’è il laringospasmo e perché è pericoloso sott’acqua?
Il laringospasmo è una chiusura improvvisa e involontaria delle corde vocali che ostacola il passaggio dell’aria. Se si verifica durante un’immersione può generare panico, difficoltà respiratoria e perdita del controllo della situazione, con possibili conseguenze gravi per il subacqueo.
L’acqua fredda può peggiorare il problema?
Sì. L’acqua fredda rappresenta uno stimolo irritativo per le vie respiratorie superiori e può aumentare la sensibilità della laringe già infiammata dal reflusso. Nei soggetti predisposti questo può facilitare tosse o spasmi laringei.
Quali categorie di subacquei sono maggiormente a rischio?
Il rischio è maggiore nei soggetti che:
- soffrono di reflusso noto;
- presentano obesità o sovrappeso;
- consumano frequentemente alcolici;
- fumano;
- praticano immersioni dopo pasti abbondanti;
- soffrono di ernia iatale.
È possibile immergersi se si soffre di reflusso laringo-faringeo?
Nella maggior parte dei casi sì, purché la patologia sia adeguatamente diagnosticata e trattata. Una valutazione specialistica otorinolaringoiatrica consente di verificare il grado di infiammazione laringea e di impostare la terapia più appropriata.
Quali accorgimenti alimentari sono consigliati prima di un’immersione?
È opportuno:
- evitare pasti abbondanti nelle 3-4 ore precedenti;
- limitare caffè, cioccolato e bevande gassate;
- evitare alcolici;
- ridurre cibi particolarmente grassi o speziati;
- mantenere una corretta idratazione.
Queste semplici misure contribuiscono a ridurre il rischio di episodi di reflusso durante l’attività subacquea.
Quali esami può richiedere l’otorinolaringoiatra?
Lo specialista può eseguire una fibrolaringoscopia per valutare eventuali segni di infiammazione laringea. In casi selezionati possono essere richiesti ulteriori approfondimenti, come la pH-impedenziometria esofagea o una valutazione gastroenterologica.
Quando è opportuno sospendere temporaneamente le immersioni?
È consigliabile sospendere le immersioni in presenza di:
- episodi recenti di laringospasmo;
- tosse persistente e incontrollata;
- forte infiammazione laringea;
- sintomi respiratori non ancora diagnosticati.
La ripresa dell’attività dovrebbe avvenire dopo una valutazione specialistica che confermi il controllo della patologia.
Ricorda:
- il reflusso laringo-faringeo è una malattia diversa dal reflusso gastro-esofageo: è una malattia di recente definizione scientifica, è più subdola e meno evidente del reflusso gastro-esofageo e non tutti i medici la conoscono o sono esperti nella sua gestione;
- il reflusso peggiora con l’inverno: presta particolare attenzione all’alimentazione e alla sedentarietà;
- il reflusso non colpisce solo adulti e anziani: è una patologia che interessa anche i bambini, gli adolescenti, le donne in gravidanza e anche i neonati e che può mimare condizioni particolarmente serie come la laringomalacia;
- la chirurgia non è sempre la soluzione a tutto: patologie come i polipi delle corde vocali, i tonsilloliti, come il russamento notturno o l’ipertrofia dei turbinati possono avere una correlazione con il reflusso laringo-faringeo e per questo motivo necessitano prima di un corretto inquadramento e di una corretta diagnosi che rappresenta sempre il primo passo per curare molti disturbi di orecchio, naso e gola, sia nei pazienti adulti che nei bambini;
- anche la gastroscopia non è sempre la risposta a tutto: è indicata solo in specifiche condizioni gastroenterologiche e non per la diagnosi del reflusso laringo-faringeo;
- la presenza di patologie gastriche come l’infezione da Helicobacter Pylori può spiegare l’assenza di miglioramento in molti pazienti affetti da reflusso: ecco perché è fondamentale un approccio globale a questa patologia che non si fermi alla sola valutazione delle corde vocali;
- la cura del microbioma intestinale può avere un ruolo importante: la disbiosi infatti può favorire il reflusso per mezzo di diversi meccanismi;
- non assumere terapie antibiotiche con semplicità alla prima febbre o al primo mal di gola: l’abuso degli antibiotici è tipico delle regioni del Sud, ma assumere l’antibiotico senza motivo per un mal di gola può esporre te o il tuo bambino ai rischi dell’assunzione di un farmaco (fotosensibilità, reazioni allergiche, shock anafilattico, etc) senza aiutarti a risolvere una infezione delle alte vie respiratorie che in realtà potrebbe dipendere da altro (reflusso laringo-faringeo, alga tossica, faringite di origine virale, da COVID-19, etc.);
- non somministrare a te stesso o ai tuoi bambini antinfiammatori o antipiretici con semplicità per curare il tuo mal di gola: anche questi farmaci non sono scevri da effetti collaterali indesiderati se assunti senza motivo;
- per prevenire episodi ricorrenti di infezioni a carico delle alte vie respiratorie segui i consigli del tuo otorino di fiducia: lavaggi nasali, haloterapia, ma anche cure termali, immunostimolanti e probiotici possono avere il loro razionale in pazienti pediatrici o adulti più fragili;
- lavora (e molto) sullo stile di vita, in particolar modo se vivi in aree geografiche con una particolare tradizione enogastronomica (come nel sud Italia, nella Puglia e a Bari): alimentazione (zucchero, pane, cioccolato, caffè, tipo di acqua, latte e lattosio, etc.), farmaci biologici innovativi per la cura dell’obesità, farmaci assunti per patologie croniche, abitudini di vita, fattori emozionali e stress influiscono (tanto) sul rapporto che il cervello ha con gli altri organi (con il sistema immunitario, con il sistema digerente, etc.);
- non tutti i farmaci per il reflusso sono uguali: Riopan, Gaviscon, Maalox, ognuno di essi contiene dei principi attivi differenti utili per raggiungere obiettivi diversi, non assumerli a caso;
- l’effetto degli inibitori di pompa protonica (PPI) non è uguale in tutti i pazienti: fare ricorso a nuove terapie per il reflusso (terapie sperimentali e terapie già in commercio come il Fexuprazan) non è stato ancora sufficientemente studiato per la gestione del reflusso laringo-faringeo;
- chi segue una terapia per il reflusso non deve necessariamente seguirla a vita: se segui un corretto stile di vita potrai pian piano evitare di assumere terapie;
- di fronte ad una malattia di cui non hai mai sentito parlare, non aver timore, sii scettico e fai domande al tuo medico: perché facciamo questo esame? è necessario? da cosa è determinata questa malattia? quali sono gli effetti collaterali di questo medicinale? e per quanto tempo devo prenderlo? ci sono rischi? dovrò fare un intervento?
- dopo essere stato dal tuo medico, chiediti: ha ascoltato pazientemente le mie preoccupazioni? mi ha spiegato adeguatamente le cure necessarie? era un buon comunicatore? mi guardava negli occhi mentre parlavamo? era empatico, paziente, affabile e professionale?
- se il medico non risponde alle tue domande: non aver timore di cambiare medico e chiedere un secondo o un terzo parere;
- non cercare le tue risposte sul Dr. Google: i meccanismi di indicizzazione di un argomento sui motori di ricerca presenti nel web seguono algoritmi che non corrispondono alla logica prevista dalla scienza medica e potrebbero darti false speranze o facili illusioni su un problema che magari non è associato al tuo quadro clinico, facendoti spaventare senza motivo o facendoti sottovalutare un problema che magari può essere molto serio.
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L'autore
Il Dott. Paolo Petrone è un medico, specialista in otorinolaringoiatria e chirurgia di testa e collo. Docente universitario abilitato a Professore Associato di Otorinolaringoiatria e Audiologia e membro di diverse società medico-scientifiche di calibro nazionale e internazionale. È appassionato di tecnologia e utilizza con spirito critico le tecnologie dell’informazione per fare divulgazione scientifica e diffondere innovazione digitale.
Ha realizzato numerosi progetti tra cui, tra il 2017 e il 2019, una raccolta di quasi 20.000 firme che hanno contribuito alla stesura di un progetto di legge con successiva promulgazione in legge dello Stato (L. n.10 del 10/02/2020: “Norme in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica”).
Ha collaborato e collabora ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali italiani e stranieri ed è autore e co-autore di articoli scientifici di ricerca nel campo delle patologie otorinolaringoiatriche, di presentazioni a congressi scientifici italiani e stranieri e di testi divulgativi a contenuto scientifico.
Nel 2022 è stato autore della Relazione Ufficiale del 108° Congresso Nazionale della SIOeChCF – Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale: “Otorhinolaryngologists’ role in the management of epidemic respiratory human infectious disease COVID-19″. La Relazione è stata pubblicata sulla rivista scientifica “Acta Otorhinolaryngologica Italica” (Journal Impact Factor: 2.618).
Riceve per appuntamento a Bari e Bitonto (Bari), ed esegue teleconsulti medici specialistici online.
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