
BARI, APRILE 2025 – È l’allarme degli allergologi. La crisi climatica sta avendo un impatto sempre più evidente sulla nostra vita quotidiana, non solo attraverso eventi estremi come incendi, alluvioni e ondate di calore, ma anche tramite il suo effetto su salute e benessere. Tra i fenomeni più preoccupanti emergenti, uno dei più silenziosi ma crescenti riguarda l’intensificazione delle allergie nasali ai pollini, un fenomeno che colpisce milioni di persone in tutto il mondo.
Ma come sono collegati i cambiamenti climatici alle allergie stagionali? Scopriamolo insieme.
Per cominciare, cos’è l’allergia ai pollini?
L’allergia ai pollini, nota anche come rinite allergica stagionale, è una reazione del sistema immunitario a pollini di piante come alberi, erbe e fiori. Quando una persona allergica entra in contatto con il polline, il suo corpo reagisce come se il polline fosse un agente patogeno, causando sintomi come:
congestione nasale,
difficoltà respiratoria nasale,
prurito agli occhi,
lacrimazione,
starnuti frequenti,
tosse,
mal di testa.
Le stagioni più critiche sono quelle primaverili ed estive, a seconda delle specie di piante prevalenti in una regione. Tuttavia, con l’aumento delle temperature globali e l’alterazione dei cicli naturali, anche le stagioni dei pollini sembrano essere in costante mutamento.
Come fa la crisi climatica ad influenzare le allergie ai pollini?
La crisi climatica sta influenzando direttamente la stagionalità e l’intensità dei pollini, attraverso diversi meccanismi legati all’aumento delle temperature, al cambiamento dei modelli di precipitazioni e al prolungamento delle stagioni di crescita delle piante. In particolare:
- Aumento delle temperature: le temperature globali in aumento causano un prolungamento della stagione in cui le piante rilasciano i pollini. In molte regioni, la stagione dei pollini può durare più a lungo di quanto fosse in passato. Ad esempio, negli Stati Uniti e in Europa, la stagione delle allergie ai pollini potrebbe iniziare prima in primavera e terminare più tardi in autunno. Avere delle più lunghe stagioni di polline significa avere un’esposizione prolungata agli allergeni, il che aumenta i sintomi respiratori in chi soffre di allergie e rende più difficile il controllo della malattia.
- Maggior quantità di polline: le piante non solo rilasciano polline per un periodo più lungo, ma tendono anche a produrre una maggiore quantità di polline a causa di un ambiente più caldo. In particolare, piante come le betulle, rovere, cedri e graminacee sembrano trarre vantaggio da temperature più alte e una maggiore concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera. Questo significa che la quantità di polline nell’aria è aumentata significativamente, il che porta a una maggiore incidenza di allergie, di riniti, di difficoltà respiratorie, anche in persone che non ne avevano mai sofferto prima.
- Alterazioni nei modelli di precipitazioni: le precipitazioni variabili e piogge più intense, comuni in molte aree a causa dei cambiamenti climatici, possono anche giocare un ruolo importante. Quando c’è un accumulo di polline durante periodi secchi, un’improvvisa pioggia può “spingere” il polline nell’aria, creando un picco di esposizione. Inoltre, in aree più umide, piante diverse possono fiorire in periodi meno previsti, creando un aumento complessivo delle allergie. Questo fa sì che i modelli di polline diventano meno prevedibili, con un impatto diretto sui pazienti otorino che soffrono di rinite allergica. La persona che soffriva di allergie per un mese, potrebbe trovarsi ora a dover fronteggiare due o tre mesi di sintomi.
Cosa dicono gli studi scientifici?
Numerosi studi hanno evidenziato una chiara correlazione tra i cambiamenti climatici e le allergie stagionali. Uno studio globale del 2020, condotto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha previsto che le stagioni allergiche diventeranno sempre più intense e più lunghe nei prossimi decenni, in parallelo con il riscaldamento globale.
Ed è la conclusione cui è giunto il Congresso Nazionale della Società Italiana di Allergologia e Immunologia Clinica (SIAAIC) che si è tenuto poche settimane fa a Firenze e che ha incentrato la sua attenzione su cambiamenti climatici e allergie respiratorie .
Le temperature salgono, i giorni di gelo si riducono e la stagione dei pollini si allunga e si intensifica. Già nel 2023 in Italia si sono registrati 10 giorni senza gelo in più rispetto alla media del trentennio 1991-2020. Un dato che colloca il 2023 al terzo posto tra gli anni con il minor numero medio di giorni con gelo dell’intera serie storica. Il che aumenta fortemente il rischio di comparsa e di maggiore effetto delle riniti allergiche sui pazienti otorino adulti e sui pazienti otorino pediatrici che soffrono di questa problematica.
Che effetti ci sono sulla salute pubblica?
Questa interazione tra crisi climatica e allergie ai pollini non è solo una questione di fastidio stagionale, ma un serio problema di salute pubblica. Le allergie ai pollini sono ormai una delle malattie croniche più comuni in tutto il mondo, che colpiscono milioni di persone, in particolare i bambini e le persone anziane. Questa patologia ha effetti su:
peggioramento della salute respiratoria: l’aumento del polline e l’allungarsi della stagione allergica comporta un maggior numero di consultazioni mediche per sintomi respiratori, per asma e per rinite allergica;
peggioramento della produttività: i giorni di lavoro o scuola persi a causa delle allergie aumentano, con effetti negativi anche sull’economia, in particolare in zone dove il polline è particolarmente abbondante durante la stagione di crescita;
aumento della sensibilizzazione: i cambiamenti nei modelli climatici potrebbero aumentare il numero di persone che diventano sensibili al polline, aumentando così i soggetti affetti da rinite allergica e peggiorando il carico di questi pazienti otorino sulla salute pubblica.
Cosa possiamo fare per fronteggiare questo peggioramento della rinite allergica?
Affrontare l’associazione tra crisi climatica e allergie ai pollini richiede un approccio multi-dimensionale, che coinvolge politiche ambientali e misure di salute pubblica generali, su cui è importante una collaborazione di tutta la popolazione e che comprende anche la riduzione delle emissioni di gas serra e dell’aumento della temperatura globale.
Ma, al tempo stesso, chi soffre di allergie può ridurre l’esposizione ai pollini consultando regolarmente un medico per adottare trattamenti adeguati, monitorare i livelli di polline tramite applicazioni specifiche, evitare luoghi all’aperto in cui vi è una elevata concentrazione di pollini, specie in giornate particolarmente ventose.
Ricorda:
- se non respiri bene, non assumere farmaci con semplicità (antibiotici o antinfiammatori, ad esempio): assumere l’antibiotico senza motivo può esporre te o il tuo bambino ai rischi dell’assunzione di un farmaco (fotosensibilità, reazioni allergiche, shock anafilattico, etc) senza aiutarti a risolvere un problema delle alte vie respiratorie che in realtà potrebbe dipendere da altro (poliposi nasale, ipertrofia dei turbinati, reflusso laringo-faringeo, alga tossica, infezione di origine virale, da COVID-19, etc.);
- i farmaci corticosteroidei utilizzati per bocca e per lungo tempo sono pericolosi: possono causare effetti collaterali a carico di diversi organi (diabete, ipertensione, etc.) senza che tu te ne accorga;
- i farmaci vasocostrittori nasali sono pericolosi: possono causare effetti negativi a carico della mucosa nasale, di quella dei turbinati e anche della tuba uditiva;
- se utilizzati a lungo nel tempo, i farmaci vasocostrittori possono portare a diverse conseguenze: dipendenza, lesioni della mucosa nasale e delle strutture cartilaginee nasali (nello stesso modo determinato dall’abuso di sostanze stupefacenti come la cocaina), ma anche difficoltà respiratoria, difficoltà nella percezione degli odori, acufeni;
- per migliorare la tua respirazione segui i consigli del tuo otorino di fiducia: lavaggi nasali, aerosol, suffumigi, haloterapia, ma anche cure termali, immunostimolanti e probiotici possono avere il loro razionale in pazienti pediatrici o adulti più fragili e prevenire patologie che peggiorano la respirazione;
- il muco è un grande alleato delle infezioni delle alte vie respiratorie: intrappola virus e batteri, ma fa anche da substrato nutritivo per i batteri, facilitandone la moltiplicazione;
- i lavaggi nasali sono semplici e molto efficaci: funzionano come lo sciacquone del water, incontrano le secrezioni nasali e le portano via rapidamente;
- l’aerosol è molto efficace nella gestione delle infiammazioni delle alte vie aeree: che si tratti di una sinusite, di un mal di gola o di una otite, l’aerosol permette di somministrare una terapia per via topica senza utilizzare farmaci per via sistemica che passano in tutto l’organismo;
- se l’ostruzione nasale persiste: consulta il tuo medico di fiducia;
- la chirurgia non è sempre la soluzione a tutto: dopo una corretta diagnosi molti disturbi di orecchio, naso e gola possono essere trattati oggi anche con l’ausilio di terapie innovative;
- di fronte ad una malattia di cui non hai mai sentito parlare, non aver timore, sii scettico e fai domande al tuo medico: perché facciamo questo esame? è necessario? da cosa è determinata questa malattia? quali sono gli effetti collaterali di questo medicinale? e per quanto tempo devo prenderlo? ci sono rischi? dovrò fare un intervento?
- dopo essere stato dal tuo medico, chiediti: ha ascoltato pazientemente le mie preoccupazioni? mi ha spiegato adeguatamente le cure necessarie? era un buon comunicatore? mi guardava negli occhi mentre parlavamo? era empatico, paziente, affabile e professionale?
- se il medico non risponde alle tue domande: non aver timore di cambiare medico e chiedere un secondo o un terzo parere;
- non cercare le tue risposte sul Dr. Google: i meccanismi di indicizzazione di un argomento sui motori di ricerca presenti nel web seguono algoritmi che non corrispondono alla logica prevista dalla scienza medica e potrebbero darti false speranze o facili illusioni su un problema che magari non è associato al tuo quadro clinico, facendoti spaventare senza motivo o facendoti sottovalutare un problema che magari può essere molto serio.
La crescente incidenza di allergie ai pollini, legata alla crisi climatica, è un esempio tangibile di come il cambiamento del nostro ambiente influenzi la salute umana. Se hai difficoltà respiratorie e non riesci a risolverle con l’ausilio di farmaci da banco, rivolgiti al tuo medico di fiducia, lui potrebbe avere la risposta a tutti i tuoi interrogativi.
Ascolta il tuo medico. La miglior difesa per te e per la tua salute è lui: un medico di cui ti fidi.
Le pagine più lette:

L'autore
Il Dott. Paolo Petrone è un medico, specialista in otorinolaringoiatria e chirurgia di testa e collo. Docente universitario abilitato a Professore Associato di Otorinolaringoiatria e Audiologia e membro di diverse società medico-scientifiche di calibro nazionale e internazionale. È appassionato di tecnologia e utilizza con spirito critico le tecnologie dell’informazione per fare divulgazione scientifica e diffondere innovazione digitale.
Ha realizzato numerosi progetti tra cui, tra il 2017 e il 2019, una raccolta di quasi 20.000 firme che hanno contribuito alla stesura di un progetto di legge con successiva promulgazione in legge dello Stato (L. n.10 del 10/02/2020: “Norme in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica”).
Ha collaborato e collabora ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali italiani e stranieri ed è autore e co-autore di articoli scientifici di ricerca nel campo delle patologie otorinolaringoiatriche, di presentazioni a congressi scientifici italiani e stranieri e di testi divulgativi a contenuto scientifico.
Nel 2022 è stato autore della Relazione Ufficiale del 108° Congresso Nazionale della SIOeChCF – Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale: “Otorhinolaryngologists’ role in the management of epidemic respiratory human infectious disease COVID-19″. La Relazione è stata pubblicata sulla rivista scientifica “Acta Otorhinolaryngologica Italica” (Journal Impact Factor: 2.618).
Riceve per appuntamento a Bari e Bitonto (Bari), ed esegue teleconsulti medici specialistici online.
Share this page









