
BARI, OTTOBRE 2025 – Viaggiare in aereo è un’esperienza quotidiana per milioni di persone. Tuttavia, molti passeggeri sperimentano fastidio, dolore o “orecchie tappate” durante il decollo o l’atterraggio. Questi sintomi, spesso temporanei, possono però evolvere in un vero e proprio barotrauma dell’orecchio medio, una condizione legata alle variazioni di pressione atmosferica.
In questo articolo, rispondiamo alle domande più frequenti che i pazienti pongono in ambulatorio di otorinolaringoiatria.
Innanzitutto, che cos’è il barotrauma dell’orecchio?
Il barotrauma è una infiammazione dell’orecchio medio causata da una variazione improvvisa della pressione atmosferica. Si verifica quando la tuba di Eustachio – il piccolo condotto che collega l’orecchio medio al rinofaringe – non riesce a bilanciare rapidamente la pressione tra interno ed esterno del timpano.
Perché il barotrauma dell’orecchio si manifesta durante il volo?
Durante il decollo e soprattutto l’atterraggio, la pressione dell’aria nella cabina dell’aereo cambia rapidamente. Se la tuba di Eustachio è ostruita (ad esempio per raffreddore, sinusite o allergia, ma anche per problematiche anatomiche che riducono lo spostamento dell’aria, come deviazioni del setto nasale importanti, ipertrofia dei turbinati inferiori, ipertrofia delle adenoidi, etc.), l’aria non riesce a passare liberamente e il timpano si retrae o si tende eccessivamente, causando dolore o abbassamento dell’udito transitorio.
Quali sono i sintomi più comuni?
I sintomi tipici includono:
sensazione di orecchio tappato o pieno,
dolore auricolare acuto,
udito ovattato o ridotto,
ronzii o fischi (acufeni),
in casi più gravi: vertigini, perdita uditiva persistente o fuoriuscita di sangue dall’orecchio (in caso di rottura della membrana timpanica).
Il barotrauma si verifica solo se si prende un volo aereo?
No. Il barotrauma a carico dell’orecchio si può verificare ogni volta che c’è un cambio di pressione atmosferica importante in modo repentino. Non solo per mezzo di un volo aereo, ma anche (e soprattutto) a seguito di immersioni subacquee in individui che non conoscono perfettamente l’anatomia del proprio naso e che sono poco allenati.
Chi è più a rischio di barotrauma?
I soggetti più predisposti sono:
bambini (per la conformazione più orizzontale e stretta della tuba di Eustachio e per la eventuale presenza di una ipertrofia delle adenoidi),
persone con raffreddore, sinusite o rinite allergica,
subacquei o frequentatori abituali di voli aerei (piloti di aerei, hostess, steward),
pazienti con deviazione del setto nasale o ipertrofia dei turbinati.
Perché chi soffre di problemi all’orecchio va sempre più frequentemente incontro ad una otite barotraumatica ogni volta che prende un aereo?
Secondo alcune notizie non ufficiali, alcune compagnie aeree (prevalentemente low-cost) sfruttano partenze e atterraggi più ripidi per motivazioni economiche legate al risparmio del carburante. Questo porterebbe ad un più rapido cambio di pressione delle cabine aeree che, sebbene siano pressurizzate, nei soggetti predisposti, espone maggiormente al rischio di alterazione pressoria delle alte vie respiratorie.
Infatti, anche se le cabine degli aerei sono pressurizzate, la pressione all’interno non è identica a quella al livello del mare. Di solito, le cabine vengono pressurizzate a un livello equivalente a circa 1.800–2.400 metri di altitudine (circa 75–80 kPa), non a 0 m. Questo significa che durante decollo e, soprattutto, atterraggio, la pressione interna della cabina cambia rapidamente:
decollo: la pressione diminuisce rapidamente rispetto al valore al suolo.
atterraggio: la pressione aumenta mentre l’aereo scende verso il livello del mare.
In altre parole: la pressurizzazione riduce il rischio, ma non lo elimina del tutto, perché la variazione di pressione residua può comunque superare la capacità compensatoria dell’orecchio medio.
Come si può prevenire il barotrauma prima del volo?
È consigliabile:
evitare di volare in presenza di raffreddore o infezioni respiratorie,
utilizzare spray decongestionanti nasali 30 minuti prima del decollo e dell’atterraggio,
masticare una gomma o bere acqua per favorire la deglutizione e l’apertura della tuba di Eustachio,
- eseguire la sola manovra di compensazione di movimento: senza chiudere il naso, solo muovendo la mandibola in avanti e indietro, deglutendo saliva o semplicemente muovendo il palato molle, coinvolgendo i muscoli che governano la motilità del palato molle e inducono l’apertura dell’ostio tubarico.
Cosa invece non bisogna fare durante un volo, dal momento che può provocare o far peggiorare un barotrauma dell’orecchio?
È fondamentale evitare manovra di compensazione inappropriate (in primis la manovra di Valsalva, eseguita chiudendo il naso e soffiando con il naso tappato).
Questa manovra va evitata perché:
- può spingere ulteriormente eventuale muco e/o catarro verso la tuba uditiva;
- può spingere aria e pressione verso le aree infiammate, facendo peggiorare l’infiammazione in atto.
Cosa bisogna fare se compare dolore all’orecchio durante il volo?
Appena si avverte la sensazione di orecchio tappato o dolore, è utile:
deglutire frequentemente o sbadigliare,
eseguire con cautela la manovra di compensazione di movimento,
usare spray nasali salini o decongestionanti (come la Rinazina) se disponibili,
evitare di dormire durante l’atterraggio, per poter compensare attivamente la pressione.
I bambini come possono essere aiutati?
Nei neonati e nei bambini piccoli, che non sanno compensare da soli, è consigliabile:
offrire il biberon, il ciuccio o un succo durante decollo e atterraggio,
evitare viaggi aerei in caso di otite o raffreddore,
consultare il pediatra o l’otorinolaringoiatra prima del volo se il bambino ha episodi ricorrenti di otite media catarrale o otite media acuta.
Quali complicanze possono verificarsi?
Nella maggior parte dei casi, il barotrauma è lieve e si risolve spontaneamente. Tuttavia, nei casi più severi può causare:
rottura del timpano,
fuoriuscita di sangue con otite media emorragica,
danno all’orecchio interno con vertigini o ipoacusia neurosensoriale.
Come si cura un barotrauma dell’orecchio?
Il trattamento dipende dalla gravità:
forme lievi: risoluzione spontanea in pochi giorni, con uso di spray nasali e antinfiammatori;
forme moderate o gravi: terapia antibiotica, cortisonica o, raramente, miringotomia (piccola incisione nel timpano per drenare la presenza del liquido che si è accumulato).
È sempre consigliabile una valutazione otorinolaringoiatrica, con esame otoscopico e timpanometria.
Esistono dispositivi utili per ridurre il fastidio all’orecchio durante il volo?
Sì. Esistono tappi auricolari con filtro di pressione (“EarPlanes®” o equivalenti) che rallentano le variazioni di pressione e aiutano a ridurre i sintomi. Sono particolarmente utili per chi viaggia spesso o per chi ha una predisposizione al barotrauma. I tappi auricolari di spugna, invece, hanno scarsa efficacia perché lo squilibrio pressorio si determina anche per la variazione pressoria che arriva dal naso e che, attraverso la tuba uditiva, raggiunge l’orecchio medio e la membrana timpanica.
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Ricorda:
- le disfunzioni della tuba uditiva possono causare riduzione dell’udito e acufeni: è fondamentale un corretto inquadramento del paziente per comprendere qual è la cura più adeguata al suo caso clinico;
- la disfunzione tubarica è una delle patologie di più complessa risoluzione clinica: le diverse terapie (terapie farmacologiche, ginnastica tubarica, insufflazioni endotimpaniche, interventi chirurgici) possono non determinare una risoluzione definitiva nel tempo;
- la ginnastica tubarica rappresenta un valido supporto per chi soffre di disfunzioni legate alla tuba di Eustachio: attraverso esercizi mirati aiuta a migliorare la salute uditiva e prevenire problematiche future;
- la ginnastica tubarica non determina complicanze: a differenza di tutte le altre terapie, la ginnastica tubarica è sicura e non causa effetti collaterali;
- gli esercizi di ginnastica tubarica vanno eseguiti regolarmente: per ottenere risultati ottimali, è consigliabile praticare gli esercizi più volte a settimana, meglio se giornalmente;
- la pazienza è fondamentale: i risultati possono richiedere tempo, quindi è fondamentale essere costanti e non scoraggiarsi;
- la comparsa di acufeni non deve scoraggiare: l’acufene non è una malattia, ma è il sintomo di una malattia che ha colpito l’orecchio, il sistema nervoso centrale o un altro distretto del corpo umano;
- gli acufeni non sono tutti uguali tra loro: non sono sempre cronici e in molti casi possono essere trattati con successo;
- in caso di acufeni è fondamentale eseguire un esame audiometrico: questo esame aiuta il medico specialista otorino a comprendere se l’acufene è associato ad un danno dell’orecchio o se può dipendere da altro;
- se sei un diver e fai immersioni subacquee con le bombole o in apnea e hai difficoltà di compensazione fai molta attenzione: potresti subire degli incidenti in ambiente acquatico che possono rivelarsi anche molto pericolosi per la tua salute;
- le infezioni delle alte vie respiratorie che colpiscono gola, naso, seni paranasali e orecchie possono peggiorare una disfunzione della tuba uditiva: è fondamentale una corretta prevenzione di questi episodi infiammatori;
- per prevenire episodi ricorrenti di infezioni a carico delle alte vie respiratorie segui i consigli del tuo otorino di fiducia: lavaggi nasali, aerosol terapie, suffumigi, aspiratori nasali, haloterapia, ma anche cure termali, immunostimolanti e probiotici possono avere il loro razionale in pazienti pediatrici o adulti più fragili;
- non assumere terapie antibiotiche e antinfiammatorie con semplicità: assumere l’antibiotico senza motivo può esporre te o il tuo bambino ai rischi dell’assunzione di un farmaco (fotosensibilità, reazioni allergiche, shock anafilattico, etc) senza aiutarti a risolvere una infezione delle alte vie respiratorie che in realtà potrebbe dipendere da altro (reflusso laringo-faringeo, alga tossica, faringite di origine virale, da COVID-19, etc.);
- di fronte ad una malattia di cui non hai mai sentito parlare, non aver timore, sii scettico e fai domande al tuo medico: perché facciamo questo esame? è necessario? da cosa è determinata questa malattia? quali sono gli effetti collaterali di questo medicinale? e per quanto tempo devo prenderlo? ci sono rischi? dovrò fare un intervento?
- dopo essere stato dal tuo medico, chiediti: ha ascoltato pazientemente le mie preoccupazioni? mi ha spiegato adeguatamente le cure necessarie? era un buon comunicatore? mi guardava negli occhi mentre parlavamo? era empatico, paziente, affabile e professionale?
- se il medico non risponde alle tue domande: non aver timore di cambiare medico e chiedere un secondo o un terzo parere;
- non cercare le tue risposte sul Dr. Google: i meccanismi di indicizzazione di un argomento sui motori di ricerca presenti nel web seguono algoritmi che non corrispondono alla logica prevista dalla scienza medica e potrebbero darti false speranze o facili illusioni su un problema che magari non è associato al tuo quadro clinico, facendoti spaventare senza motivo o facendoti sottovalutare un problema che magari può essere molto serio.
Il barotrauma dell’orecchio è una condizione frequente ma generalmente benigna, che può essere facilmente prevenuta con semplici accorgimenti. Conoscere il proprio corpo, mantenere le vie respiratorie libere e consultare l’otorinolaringoiatra in caso di sintomi persistenti permette di volare in sicurezza e senza dolore. In fondo, anche in quota, la salute dell’orecchio parte da terra.
Ascolta il tuo medico. La miglior difesa per te e per la tua salute è lui: un medico di cui ti fidi.
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L'autore
Il Dott. Paolo Petrone è un medico, specialista in otorinolaringoiatria e chirurgia di testa e collo. Docente universitario abilitato a Professore Associato di Otorinolaringoiatria e Audiologia e membro di diverse società medico-scientifiche di calibro nazionale e internazionale. È appassionato di tecnologia e utilizza con spirito critico le tecnologie dell’informazione per fare divulgazione scientifica e diffondere innovazione digitale.
Ha realizzato numerosi progetti tra cui, tra il 2017 e il 2019, una raccolta di quasi 20.000 firme che hanno contribuito alla stesura di un progetto di legge con successiva promulgazione in legge dello Stato (L. n.10 del 10/02/2020: “Norme in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica”).
Ha collaborato e collabora ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali italiani e stranieri ed è autore e co-autore di articoli scientifici di ricerca nel campo delle patologie otorinolaringoiatriche, di presentazioni a congressi scientifici italiani e stranieri e di testi divulgativi a contenuto scientifico.
Nel 2022 è stato autore della Relazione Ufficiale del 108° Congresso Nazionale della SIOeChCF – Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale: “Otorhinolaryngologists’ role in the management of epidemic respiratory human infectious disease COVID-19″. La Relazione è stata pubblicata sulla rivista scientifica “Acta Otorhinolaryngologica Italica” (Journal Impact Factor: 2.618).
Riceve per appuntamento a Bari e Bitonto (Bari), ed esegue teleconsulti medici specialistici online.
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