
BARI, GENNAIO 2026 – Durante l’inverno l’otite è una delle patologie più frequenti che colpisce l’età pediatrica e rappresenta una delle principali cause di visita dal pediatra e dallo specialista otorinolaringoiatra. Febbre, dolore all’orecchio, irritabilità e disturbi del sonno sono sintomi che preoccupano i genitori, spesso portandoli a chiedere un trattamento antibiotico immediato.
Tuttavia, non tutte le otiti richiedono antibiotici. Un uso non appropriato di questi farmaci può favorire effetti collaterali e aumentare il rischio di antibiotico-resistenza. In questo articolo, con un approccio chiaro e basato sulle evidenze scientifiche, vedremo le domande più comuni sulle otiti nei bambini e chiariremo quando l’antibiotico è davvero necessario.
Che cos’è l’otite?
L’otite è un’infiammazione dell’orecchio e può interessare:
orecchio esterno (otite esterna),
orecchio medio (otite media).
In età pediatrica, la forma più comune è l’otite media acuta.
Perché i bambini si ammalano di otite più spesso degli adulti?
L’orecchio è collegato al naso per mezzo di un piccolo tubicino che si chiama tuba di Eustachio. Nei bambini la tuba di Eustachio è più corta, più orizzontale e spesso ostruita da una infiammazione delle adenoidi che occupano la zona di comunicazione tra naso e tuba di Eustachio. Questo favorisce il ristagno di secrezioni, soprattutto dopo raffreddori e infezioni delle alte vie respiratorie.
Quali sono i sintomi più comuni di otite?
I sintomi possono includere:
dolore all’orecchio,
febbre,
irritabilità o pianto inconsolabile,
riduzione dell’udito,
nei lattanti: difficoltà nell’alimentazione e disturbi del sonno.
Tutte le otiti sono di origine batterica?
No. Molte otiti sono virali e si risolvono spontaneamente senza antibiotici. Solo una parte delle otiti medie acute è causata da batteri come Streptococcus pneumoniae, Haemophilus influenzae o Moraxella catarrhalis, che sono i batteri più frequentemente coinvolti in queste infiammazioni.
Quando è indicato l’antibiotico nell’otite media acuta?
L’antibiotico, secondo le linee guida italiane e internazionali, è indicato quando:
il bambino ha meno di 24 mesi,
- se ha più di 24 mesi, non si osserva miglioramento dopo 48–72 ore di terapia sintomatica,
i sintomi sono severi (febbre ≥39°C, dolore intenso).
È corretto “aspettare e vedere” prima di iniziare l’antibiotico?
Sì. La strategia della vigile attesa di 24-48 ore, associando terapia antidolorifica e antipiretica, è adottabile solo se il bambino ha più di 24 mesi. Questa scelta è sicura solo se il bambino è controllato e rivalutato da un medico.
Qual è il ruolo del dolore nel trattamento dell’otite?
Il controllo del dolore è fondamentale. Paracetamolo o ibuprofene sono spesso sufficienti a migliorare significativamente i sintomi, anche in assenza di antibiotico.
L’otite con fuoriuscita di pus richiede sempre antibiotico?
La presenza di otite media acuta con perforazione timpanica o otorrea è generalmente un’indicazione al trattamento antibiotico, spesso associato a terapia topica secondo valutazione specialistica.
Cosa sono le otiti ricorrenti e quando serve lo specialista ORL?
Si parla di otiti ricorrenti quando si verificano:
≥3 episodi in 6 mesi o
≥4 episodi in 12 mesi.
In questi casi è indicata una valutazione otorinolaringoiatrica per escludere fattori predisponenti (ipertrofia adenoidea, deficit uditivi).
Come si possono prevenire le otiti nei bambini?
Alcune strategie utili sono:
allattamento al seno,
evitare il fumo passivo,
vaccinazioni (in particolare antipneumococcica e antinfluenzale),
corretto trattamento delle infezioni respiratorie superiori.
Riassumendo, quando bisogna consultare l’otorinolaringoiatra pediatrico?
Lo specialista ORL, attraverso l’otoscopia e, quando necessario, esami audiologici mirati, può definire con precisione la diagnosi e impostare il trattamento più appropriato, evitando terapie inutili e riducendo il rischio di complicanze.
Ricorda:
- è consigliabile richiedere una valutazione specialistica otorinolaringoiatrica nei seguenti casi:
- otiti ricorrenti (3 o più episodi in 6 mesi, oppure 4 o più in un anno),
dolore auricolare intenso o persistente, nonostante la terapia antidolorifica,
febbre elevata o sintomi che non migliorano dopo 48–72 ore,
fuoriuscita di secrezioni dall’orecchio (otorrea),
riduzione dell’udito, difficoltà di linguaggio o scarsa attenzione ai suoni,
otite associata a russamento, respirazione orale o sospetta ipertrofia adenoidea,
bambini con età inferiore a 24 mesi con sospetta otite,
dubbio sulla necessità di antibiotico o scarsa risposta alle terapie già prescritte;
- le infezioni delle alte vie respiratorie che colpiscono gola, naso, seni paranasali e orecchie possono peggiorare una disfunzione della tuba uditiva: è fondamentale una corretta prevenzione di questi episodi infiammatori;
- per prevenire episodi ricorrenti di infezioni a carico delle alte vie respiratorie segui i consigli del tuo otorino di fiducia: lavaggi nasali, aerosol terapie, suffumigi, aspiratori nasali, haloterapia, ma anche cure termali, immunostimolanti e probiotici possono avere il loro razionale in pazienti pediatrici o adulti più fragili;
- non assumere terapie antibiotiche e antinfiammatorie con semplicità: assumere l’antibiotico senza motivo può esporre te o il tuo bambino ai rischi dell’assunzione di un farmaco (fotosensibilità, reazioni allergiche, shock anafilattico, etc) senza aiutarti a risolvere una infezione delle alte vie respiratorie che in realtà potrebbe dipendere da altro (reflusso laringo-faringeo, alga tossica, faringite di origine virale, da COVID-19, etc.);
- di fronte ad una malattia di cui non hai mai sentito parlare, non aver timore, sii scettico e fai domande al tuo medico: perché facciamo questo esame? è necessario? da cosa è determinata questa malattia? quali sono gli effetti collaterali di questo medicinale? e per quanto tempo devo prenderlo? ci sono rischi? dovrò fare un intervento?
- dopo essere stato dal tuo medico, chiediti: ha ascoltato pazientemente le mie preoccupazioni? mi ha spiegato adeguatamente le cure necessarie? era un buon comunicatore? mi guardava negli occhi mentre parlavamo? era empatico, paziente, affabile e professionale?
- se il medico non risponde alle tue domande: non aver timore di cambiare medico e chiedere un secondo o un terzo parere;
- non cercare le tue risposte sul Dr. Google: i meccanismi di indicizzazione di un argomento sui motori di ricerca presenti nel web seguono algoritmi che non corrispondono alla logica prevista dalla scienza medica e potrebbero darti false speranze o facili illusioni su un problema che magari non è associato al tuo quadro clinico, facendoti spaventare senza motivo o facendoti sottovalutare un problema che magari può essere molto serio.
L’otite in età pediatrica è una patologia comune ma non sempre richiede antibiotici. Una diagnosi accurata e una gestione appropriata, basata sull’età del bambino e sulla gravità dei sintomi, sono fondamentali per garantire una cura efficace e sicura. Il ruolo dell’otorinolaringoiatra è centrale nel distinguere le forme che necessitano di terapia antibiotica da quelle che possono essere gestite con un approccio conservativo, evitando trattamenti inutili e proteggendo la salute del bambino nel lungo termine.
Ascolta il tuo medico. La miglior difesa per te e per la tua salute è lui: un medico di cui ti fidi.
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L'autore
Il Dott. Paolo Petrone è un medico, specialista in otorinolaringoiatria e chirurgia di testa e collo. Docente universitario abilitato a Professore Associato di Otorinolaringoiatria e Audiologia e membro di diverse società medico-scientifiche di calibro nazionale e internazionale. È appassionato di tecnologia e utilizza con spirito critico le tecnologie dell’informazione per fare divulgazione scientifica e diffondere innovazione digitale.
Ha realizzato numerosi progetti tra cui, tra il 2017 e il 2019, una raccolta di quasi 20.000 firme che hanno contribuito alla stesura di un progetto di legge con successiva promulgazione in legge dello Stato (L. n.10 del 10/02/2020: “Norme in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica”).
Ha collaborato e collabora ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali italiani e stranieri ed è autore e co-autore di articoli scientifici di ricerca nel campo delle patologie otorinolaringoiatriche, di presentazioni a congressi scientifici italiani e stranieri e di testi divulgativi a contenuto scientifico.
Nel 2022 è stato autore della Relazione Ufficiale del 108° Congresso Nazionale della SIOeChCF – Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale: “Otorhinolaryngologists’ role in the management of epidemic respiratory human infectious disease COVID-19″. La Relazione è stata pubblicata sulla rivista scientifica “Acta Otorhinolaryngologica Italica” (Journal Impact Factor: 2.618).
Riceve per appuntamento a Bari e Bitonto (Bari), ed esegue teleconsulti medici specialistici online.
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