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Si chiude il 20° Convegno Regionale del Gruppo Apulo di Otorinolaringoiatria

Si chiude il 20° Convegno Regionale del Gruppo Apulo di Otorinolaringoiatria

otorinolaringoiatria bari

Si è concluso ieri il 20º Convegno Regionale del Gruppo Apulo di Otorinolaringoiatria, tenutosi a Bari presso il Salone degli Affreschi dell’Università Aldo Moro.

Durante il congresso si sono tenute relazioni sui nuovi approcci tecnologici nell’ambito della chirurgia ambulatoriale ORL, sulla chirurgia audio-otologica nell’anziano, sulla patologia ORL con difficile approccio audio-protesico, sull’approccio multidisciplinare della disfagia.

Numerose anche le comunicazioni scientifiche tra cui tre studi a cura del dottor Paolo Petrone, dirigente medico dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale di Monopoli, di cui uno in qualità di coautore: “La tracheotomia secondo Griggs. Una variante ORL“, e due lavori in qualità di primo autore: “Poliposi naso-sinusale: trattamento in anestesia locale con radiofrequenze” e “Trauma facciale da scoppio da airbag. Casistica personale e letteratura“.

La tracheotomia è una tecnica chirurgica salvavita che viene utilizzata dal medico specialista in otorinolaringoiatria per determinare il passaggio del flusso aereo dall’ambiente esterno verso i polmoni. Sovente questo passaggio può essere ostacolato dalla presenza di una ostruzione a carico delle alte vie respiratorie (faringe o laringe), che può essere determinata da corpi estranei, tumori o cause neurologiche. L’approccio chirurgico classico prevede un taglio esterno che viene eseguito a livello della trachea tra secondo e terzo anello tracheale. Esiste tuttavia un’altra tecnica chirurgica di scuola rianimatoria che prevede l’ingresso nella laringe di un fibroscopio e, con l’ausilio di quest’ultimo, è possibile eseguire una incisione della trachea dall’interno verso l’esterno della gola. Questa tecnica non è tuttavia scevra da complicanze, qualora nel passaggio da interno ad esterno della gola si determini una perforazione di vasi sanguigni non evidente in fibroscopia. Per cui questa tecnica può essere modificata aggiungendo ad essa un approccio esterno classico, seguendo l’attività del rianimatore, e allargando delicatamente e con un taglio chirurgico esterno il taglio fatto dal fibroscopio. Questa variante consente, in pazienti selezionati e più complessi, di ridurre la comparsa di complicanze collegate prevalentemente a sanguinamenti inattesi.

La chirurgia della poliposi naso-sinusale con radiofrequenze in anestesia locale, invece, rappresenta una possibilità poco approfondita dalla letteratura internazionale, ma che costituisce una interessante alternativa alla chirurgia con micro-debrider, in particolare nel paziente anziano o già affetto da numerose patologie generali, nel quale è sconsigliabile l’approccio chirurgico in anestesia generale.

Il trauma da scoppio da airbag è invece una evenienza sempre più frequente nel paziente che subisce un incidente stradale e può determinare severe conseguenze a carico del massiccio facciale o della regione toracica. Numerosi sono i lavori scientifici pubblicati in letteratura, prevalentemente di matrice bio-ingegneristica che evidenziano l’importanza della tecnologia, in particolare nelle autovetture di recente costruzione, dotate nei propri sedili di sensori di peso. Questi sensori sono in grado di adattare lo scoppio dell’airbag al peso e alla costituzione fisica del guidatore e del passeggero, determinando in questo modo un trauma meno pericoloso per il volto dell’utente. Pur tuttavia, nulla può fare la tecnologia contro le abitudini scorrette di chi utilizza il mezzo di guida senza indossare mezzi di sicurezza, come la cintura. Prevenire i traumi determinati dagli incidenti stradali si può, prestando attenzione alla guida e indossando gli ausili di sicurezza di cui sono dotate tutte le più recenti autovetture.